The Monteleone e Pomario, l’Umbria che ti aspetti: mura medievali, ulivi e buon vino
Un raffinato relais di campagna dove rilassarsi e godersi i sapori del territorio; una cantina che valorizza i vitigni del territorio, con una produzione limitata ma di grande qualità

Monteleone d’Orvieto, un angolo appartato di Umbria, a due passi da Città della Pieve, sulle colline all'estremo nord della provincia di Terni, dove la vista si estende sulla lunga e stretta Val di Chiana e sui monti toscani e laziali.
Il paese del silenzio
Una location suggestiva, un paese “del silenzio”, tra i più rinomati borghi arroccati d’Italia, circondato da mura medievali, immerso negli uliveti e tra le colline di una romantica campagna… Insomma l’Umbria magica che ti aspetti, location ideale per un fine settimana di slow living. Ma con qualcosa in più: un raffinato relais di campagna frutto della ristrutturazione di una grande corte rurale a ridosso della storica Villa Marocchi.
Resort rurale

The Monteleone conserva l’eredità architettonica dell’originaria residenza rurale, rispettando il patrimonio e le tradizioni dell’antico borgo. Il progetto – nato da un investimento di Matteo Meloni e Giulia Ferrara, coppia romana già attiva nella ospitalità e ristorazione – fa di relax-natura-tranquillità le sue coordinate per l’ospitalità nelle 17 camere attorno alla bella piscina sotto gli ulivi. Un relax arricchito da una Spa open air, una sala fitness, lezioni di pilates nel parco, degustazioni di olio e vino nel relais fino alle cene a lume di candela, costruite su misura per gli ospiti, affidate alla creatività di chef locali.
La filosofia
“Abbiamo voluto ricreare un luogo in cui gli ospiti si sentano a casa loro e ritrovino un ritmo più lento, un invito a riconnettersi attraverso semplici piaceri: un caffè mattutino con vista sulle colline, passeggiate tra gli ulivi, un aperitivo nell’ora dorata e momenti immersivi nella campagna, scanditi dal susseguirsi delle stagioni”, spiega l’imprenditore romano Matteo Meloni.

I dintorni
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The Monteleone è anche punto di partenza per alcuni dei borghi più suggestivi dell’Italia centrale: Orvieto, con il suo duomo e la città sotterranea; Città della Pieve, con i suoi caratteristici edifici in mattoni rossi e la Scarzuola, la visionaria e surreale città progettata dall’architetto Tomaso Buzzi. Grazie poi alla collaborazione con le cantine e i frantoi della zona, gli ospiti possono scoprire in prima persona i sapori del territorio. Come l’olio extravergine delle colline di Monteleone della storica azienda agricola Pelagrilli (www.oliopelagrilli.com ). Oppure i vini della cantina Pomario, nella vicina Piegaro, di proprietà dei conti Spalletti Trivelli.
Cantina Pomario

Tra i colli Orvietani e le acque del lago Trasimeno, Pomario accompagna gli ospiti alla scoperta del territorio attraverso il vino, la gastronomia e il paesaggio. Circondata da vigneti, oliveti secolari e boschi incontaminati, la tenuta - 260 ettari di cui 10 di vigna e 10 di uliveto - si svela lentamente, avvolta da una quiete rara e da un paesaggio mozzafiato. Acquistata nel 2004 dalla famiglia Spalletti Trivelli (la prima vendemmia è del 2009) , è oggi un esempio virtuoso di agricoltura biologica e sostenibile. “I nostri vini nascono dall’esperienza quotidiana di questo luogo”, dice il conte Giangiacomo Spalletti Trivelli. “Non raccontano solo un territorio, ma il modo in cui lo viviamo: il tempo, la luce, il silenzio, il lavoro in vigna. Pomario è però molto più di una cantina. È un luogo pensato per l’incontro e la condivisione, dove il vino diventa esperienza”.
I vini

La produzione di vino non supera le 50.000 bottiglie, l’olio evo i 100 quintali. Le uve sono quelle che tipiche del territorio: Sangiovese e Ciliegiolo per i rossi; Grechetto, Trebbiano e Malvasia per i bianchi. Tutti i vini sono Umbria Igt. Tra i bianchi si distinguono il fresco Grechetto in purezza e l’intenso e sapido Arale, blend di Trebbiano e Malvasia. Tra i rossi una menzione per Sariano, un sangiovese elegante e profumato di piccoli frutti rossi. Ma la stella di Pomario, è il Muffato delle streghe, vino da dessert blend di Riesling e Sauvignon blanc, perfetto anche su formaggi stagionati e fois gras. Un vero grande Sauternes italiano.
L’hospitality

I 200 ettari di bosco che circondano vigne e uliveti, scrigno di biodiversità, e le terrazze panoramiche affacciate sul lago Trasimeno e sul bosco circostante sono il contesto ideale per ospitare cerimonie ed eventi lifestyle. D’altronde la vocazione all’ospitalità è nel dna della famiglia Spalletti Trivelli, proprietaria anche a Roma di Villa Spalletti Trivelli, elegante boutique hotel nei pressi del Quirinale. Due luoghi diversi, uniti dalla stessa idea di accoglienza raffinata e senza tempo.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 7 ottobre 2026, 15:10


