Palazzo Barbantini-Koch apre al pubblico: dopo oltre un secolo Ferrara svela i suoi tesori
Per 116 anni è stato uno dei palazzi più rappresentativi della città, ma gran parte dei suoi ambienti è rimasta lontana dagli occhi dei visitatori. Ora, invece, diventa un polo culturale dallo straordinario patrimonio artistico

Ferrara è sempre stata bellissima, ma forse mai come adesso: la città ha un nuovo tesoro da mostrare, e questa volta la sorpresa arriva da un edificio che gli abitanti conoscono da oltre un secolo.
Lungo corso della Giovecca, svetta nei cieli Palazzo Barbantini-Koch che ha rappresentato per generazioni il volto della Cassa di Risparmio cittadina, custodendo sale decorate, ambienti di rappresentanza e opere d'arte di grande valore. Dall’8 ottobre 2026, però, la sua storia ha cambiato decisamente piega: dopo un importante intervento di recupero, l'edificio ha aperto al pubblico in veste di polo culturale, quindi una perfetta destinazione per gli appassionati di arte e architettura.
La novità assume un valore particolare in una città il cui centro rinascimentale è riconosciuto dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità. Accanto al Castello Estense, al Palazzo dei Diamanti e alle testimonianze della dinastia degli Este, si aggiunge infatti un indirizzo che permette di conoscere un altro capitolo della storia locale, quello del ‘900 e delle grandi istituzioni cittadine. Per la prima volta gli spazi storici di Palazzo Barbantini-Koch diventano parte di un percorso museale aperto ai visitatori, con 135 opere permanenti, esposizioni temporanee e ambienti che conservano dettagli architettonici di notevole raffinatezza.

Palazzo Barbantini-Koch, la storia del gioiello architettonico restituito a Ferrara
L’inizio della costruzione di Palazzo Barbantini-Koch risale all’oramai lontanissimo 1907, per mano dell'ingegnere Luigi Barbantini sotto la supervisione dell'architetto Gaetano Koch. L'obiettivo era dotare la Cassa di Risparmio di Ferrara di una sede prestigiosa, in grado di rappresentare l'importanza raggiunta dall'istituto nella vita economica e sociale del territorio. I lavori terminarono nel 1910 e l'inaugurazione avvenne alla presenza del re Vittorio Emanuele III (no, non era affatto cosa da poco).
Se la facciata possiede un aspetto solenne, gli interni raccontano il gusto decorativo del primo ‘900 attraverso particolari che meritano attenzione. Stucchi, decorazioni murali, inserti in madreperla e lampadari Venini realizzati a Murano restituiscono l'atmosfera degli ambienti di rappresentanza, mentre alcuni spazi conservano arredi e finiture riconducibili alla sensibilità artistica dell'epoca. Dopo essere diventato sede territoriale di BPER nel 2017, il complesso è stato interessato da un progetto di recupero e rifunzionalizzazione, con interventi avviati nel 2023. La trasformazione ha portato alla nascita del Polo culturale di Ferrara de La Galleria BPER, inserito nella rete nazionale denominata Poli Culturali BPER. Al suo interno, inoltre, sono previsti spazi per la ricerca, attività formative e laboratori destinati alle scuole e alle famiglie
Cosa vedere nelle 18 sale tra capolavori rinascimentali e grandi artisti del Novecento
Il principale percorso museale occupa il piano nobile e porta il titolo "Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente", un riferimento al patrimonio che la struttura protegge. Curata dagli storici dell'arte Lucia Peruzzi e Luciano Rivi, l'esposizione permanente riunisce 135 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe, distribuite in 18 sale per una superficie complessiva di circa 760 metri quadrati. La visita permette perciò di seguire l'evoluzione della pittura ferrarese e dei suoi protagonisti, a partire dal Rinascimento.

Compaiono infatti i nomi di Domenico Panetti, Giovanni Battista Benvenuti detto l'Ortolano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo e Girolamo da Carpi, artisti legati alla straordinaria stagione culturale della corte estense. Proseguendo lungo il percorso, il racconto si estende ai secoli successivi, con opere di Carlo Bononi e Giuseppe Zola, fino ad arrivare alle sperimentazioni tra ‘800 e ‘900. Tra i lavori di particolare interesse vale la pena mezionare il "Ritratto del comandante Gabriele Tadino", riferito a Tiziano e alla sua bottega, testimonianza del prestigio delle raccolte artistiche confluite nel patrimonio dell'ex Cassa di Risparmio di Ferrara.
Merita attenzione anche la storica Sala del Consiglio, arricchita dal progetto multimediale I Palazzi Testimoni di BPER.
La mostra Vanitas porta a Ferrara i fiori di Hayez, Segantini e Casorati
Ad accompagnare la riapertura c'è anche "Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati", esposizione temporanea che può essere scoperta dall'8 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. Curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni e realizzata in collaborazione con 24 ORE Cultura, raccoglie oltre 40 opere tra dipinti e sculture dedicate a uno dei soggetti più affascinanti della storia dell'arte: il fiore.
Da Francesco Hayez a Giovanni Segantini, passando per Gaetano Previati e Felice Casorati, l'esposizione attraversa il Romanticismo, il Naturalismo, il Divisionismo e il Simbolismo, mostrando quanto possa cambiare il linguaggio pittorico pur mantenendo lo stesso soggetto. A rendere particolare l'allestimento contribuisce il dialogo con la letteratura. I versi di Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni e Giovanni Pascoli accompagnano le opere, mentre suggestioni olfattive ispirate al mondo floreale ampliano l'esperienza della visita.
Palazzo Barbantini-Koch, orari di apertura e prezzi dei biglietti
Il nuovo polo culturale si trova al numero 108 di corso della Giovecca, in posizione centrale e facilmente raggiungibile durante una visita al centro storico ferrarese. Gli orari prevedono l'apertura il giovedì dalle 14:00 alle 19:00 e dal venerdì alla domenica dalle 10:00 alle 19:00. Per visitare le esposizioni, il biglietto intero costa 10 euro e quello ridotto 8 euro, con ulteriori agevolazioni previste per alcune categorie. L'acquisto è disponibile attraverso il sito ufficiale de La Galleria BPER, con possibilità di scegliere la data della visita.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 ottobre 2026, 19:27


