Montemarcello incorona il Golfo dei poeti: oltre alle rime, relax e gusto
Splendidi tramonti che, dai terrazzamenti a picco sul mare, hanno ispirato per secoli poeti e baronesse. E che ora fanno da sfondo ad un retreat di lusso e quiete che punta alla destagionalizzazione. La ciliegina sulla torta sono i piatti a trompe l’oeil del nuovo chef Alessandro Ferraris

I tipici terrazzamenti con muretti a secco patrimonio Unesco, affacciati sul mare blu della Liguria a Montemarcello, non sono ‘pieni’ delle fronde degli ulivi o dei filari dei vigneti, né di limonaie o campi coltivati a basilico.
Su alcuni ci sono dei lettini da sole, un altro vanta una palestra panoramica protetta da una tettoia, uno dei gradoni ospita un idromassaggio. Siepi, fiori, scalini di pietra o terrapieni creano una moltitudine di angoli di privacy in un hotel di charme che offre scenografie naturali sempre diverse e tramonti spettacolari.

È su questi ‘giardini pensili’ estesi su una proprietà di 10 ettari all’interno del Parco Naturale Regionale di Montemarcello – Magra – Vara, che si trova il Golfo dei Poeti Relais & Spa, un boutique hotel a cinque stelle situato sul promontorio della nota frazione di Ameglia, in provincia di La Spezia. Che con l’arrivo della nuova stagione ha avviato un nuovo corso enogastronomico con l'executive chef Alessandro Ferraris e la sua "cucina di sottrazione" che evoca la semplicità e al contempo la maestosità della natura e dei paesaggi di cui ci si può nutrire dai terrazzamenti dei ristoranti.
Golfo dei Poeti relais

La struttura nasce dal recupero di un edificio abbandonato (sorto negli anni '60 e rimaneggiato negli anni '80). Il nucleo principale è stato progettato per ricalcare le forme del promontorio più a est della Liguria (confina con la Bocca del fiume Magra, e con l’Alta Toscana) slanciato verso il mare, in modo che il paesaggio fosse parte integrante degli spazi: il ristorante, ad esempio (e all’interno di esso, la cucina ‘trasparente’), è composto da ampie vetrate da cui si scorge il golfo di La Spezia, profonda insenatura che ha preso il più suggestivo nome di Golfo dei Poeti.
Furono numerosi, infatti, i letterati che nell’Ottocento contribuirono a rendere famoso questo piccolo paradiso: Lord George Byron (Don Juan), Mary Shelley (Frankenstein), Eugenio Montale (Ossi di seppia): ma già in passato la località, dove soggiornò Dante Alighieri, venne ricordata da quest’ultimo e da un altro sommo poeta, Petrarca, così come da Gabriele D’Annunzio. Se già il Golfo ligure era tappa del Gran Tour degli intellettuali britannici, oggi sono ancora in gran numero gli stranieri, in particolare europei ed americani, a venire alla scoperta di questo luogo da cartolina, a cui legare un ricordo del soggiorno in Italia, quando non, come è capitato, uno scenografico matrimonio.
Vista mare sempre e ovunque

Tutta la struttura ricettiva di charme, con 24 ampie camere e 2 suite esclusive, Punta Bianca e Punta Corvo (dal nome delle due spiagge ‘selvagge’ ai piedi del promontorio), con spa privata, dotate di balconi e terrazze fronte mare (gli accessi sono da un cortile sul retro) è orientata a valorizzare un paesaggio caratterizzato, oltre che dal mare ligure, dalla macchia mediterranea, che rapisce lo sguardo e, con la quiete, la brezza, i colori riporta corpo e mente a ritmi naturali. Persino la doccia, nella camera, separa il bagno dalla zona letto con vetrate trasparenti per garantire l’immersione nello spettacolo della natura pur vivendo in assoluta privacy.

Dalla spa esterna e, in particolare, dalla Golfo dei poeti relais a Montemarcello vetrata della sauna finlandese (ma c’è anche quella interna con massaggi e percorsi dedicati e la possibilità di effettuare skin test), dalle chaise longue di pietra in una delle piscine riscaldate a sfioro, così come dal Desiderio Raw bar sul promontorio, sempre curato dallo chef Ferraris, che si accende del gusto dei cocktail e delle cruditè, si scorgono in particolare Porto Venere (primo baluardo delle Cinque Terre Unesco), con la pittoresca chiesa di San Pietro a strapiombo sul mare, e l’antistante Isola Palmaria, che da paesaggio serale diventano meta turistica durante il giorno.

Affittando un taxi boat per visitare l’area marina protetta è infatti possibile transitare tra il promontorio di Porto Venere, da cui si dipartono le Cinque Terre e l’antistante Isola Palmaria, disabitata, con le più piccole Tino e Tinetto, per poi fare rientro verso Lerici, seguendo la costa. Un itinerario, quello marittimo, che è possibile organizzare dall'hotel, da non perdere per le suggestioni paesaggistiche e per avere l'occasione di fare un bagno o gustare un aperitivo ormeggiati nella baia.
Golden hour e Incanto gourmet
Oltre a Desiderio Raw bar coi suoi crudi, il Golfo dei Poeti relais vanta due offerte gastronomiche, entrambe comunque legate immancabilmente al paesaggio e ai suoi sapori: Golden Hour e Incanto.
Golden Hour è un ambiente informale situato all'interno di una tenda beduina vicino al solarium, che propone brunch diurni e cene con formula a buffet e show cooking, è il regno di Filippo Venturini e accompagna clienti dell’hotel, residenti del borgo o turisti nell’ora dorata dei tramonti sulla baia.
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Più raccolta (ma sempre panoramica) l’atmosfera della cucina gourmet curata da una new entry, lo chef Alessandro Ferraris, 34 anni, professionista con un solido background nelle strutture alberghiere di lusso svizzere ed europee (tra cui il Suvretta House di St. Moritz, l'Eden Roc di Ascona e il Castello del Sole), che propone una "cucina di sottrazione": prediligendo pochi ingredienti legati al territorio, come le cozze e le ostriche raccolte fresche nella vicina diga foranea, il pescato locale come la razza tipica del golfo di La Spezia, l'agnello locale e gli ortaggi provenienti dall'orto biologico del Relais, l'olio extravergine d'oliva ligure, tutti portati alla loro massima espressione gustativa. Questo approccio include anche una rigorosa politica di riduzione degli sprechi e di valorizzazione di ogni elemento, che prevede l'impiego di materie prime intere e il recupero di tagli, ossa, lische e interiora per la realizzazione di fondi e fumetti. La sua firma identificativa però si può leggere nell’accostamento dello stesso alimento, ad esempio un pesce, sia cotto che crudo nello stesso risotto, un preparato da consumare appena impiattato, che esalta i sapori in potenza. Così come nella creatività che sposta i confini tra la percezione visiva e quella gustativa, creando piatti a trompe l’oeil che ingannano l’occhio ma si rivelano poi sorprese al palato.

Due piatti simbolo di questa visione sono il Risotto all’olio evo ligure con cernia, pomodorini confit e basilico, dove la tradizionale mantecatura al burro è sostituita dall'olio ligure per non uniformare i sapori, e le Cozze alla spezzina rivisitate, servite con un ricco ripieno a base di vitello, mortadella e pecorino, accompagnate da una besciamella al nero di seppia. L’offerta enogastronomica è pensata per essere un polo di attrazione anche al di fuori della tradizionale stagione turistica ed è aperta, previa prenotazione, anche alla clientela esterna (i "foresti").
Ad affiancarlo è il sous-chef e pastry chef Francesco Fornaro, professionista con esperienze nella ristorazione gastronomica di alto livello, che cura anche i lievitati e i dessert della struttura. L’obiettivo della famiglia Venturini è puntare decisi verso la destagionalizzazione: sia con i ristoranti che, ad esempio, oltre alla spa, con le piscine che da questa stagione sono riscaldate e consentono dunque un accesso anche nelle giornate meno calde.
Montemarcello, borgo fortificato: cosa vedere

Annoverato tra i Borghi più Belli d'Italia, Montemarcello, in una posizione panoramica sul Monte Caprione, che domina la foce del fiume Magra (e la Toscana) e il Golfo dei Poeti, (Liguria), è profondamente legata alla sua posizione geografica strategicaa. Il nome del borgo deriva dal console romano Marco Claudio Marcello, al quale storicamente si attribuisce la vittoria contro le popolazioni native dei Liguri Apuani nel 155 a.C. che erano riusciti a lungo a resistere agli invasori, anche se la prima attestazione scritta del nome Mons Marcelli risale al 1286, all'interno di un documento in cui il Vescovo di Luni (comune che dà il nome al territorio della Lunigiana), distante una manciata di chilometri, ordinava la costruzione di opere difensive sul promontorio, tra cui la torre circolare di Ameglia, visibile con una passeggiata a piedi. Ancor oggi la parte più antica del borgo, coi suoi stretti carruggi, le sue viuzze, le ‘porte’ di accesso, la chiesa di San Pietro e la pittoresca piazza XIII dicembre che è il cuore del paese si trovano all’interno della cinta muraria medioevale.

A pochi passi si trova uno dei migliori punti panoramici del Golfo di La Spezia e sulla Bocca di Magra. Un’altra porta di accesso conduce, esternamente, fino alla Torre (c’è un diritto di passaggio). Nel borgo non mancano ristoranti e localini caratteristici. Chi ama il trekking nella macchia mediterranea, ove crescono specie locali come il fico bilello, i lecci e la lavanda, può seguire i sentieri numerati: 45 minuti per scendere a piedi verso la Toscana nel punto in cui il fiume Magra si getta in mare; il sentiero verso Punta Corvo, bellissima spiaggia dalle acque trasparenti, coi suoi circa 800 gradini è sempre ambito, ma bisogna percorrerlo previa verifica: è infatti temporaneamente fuori uso per la messa in sicurezza.
La torre, la baronessa Marion Barton e i ‘foresti’

Negli anni Cinquanta, la baronessa irlandese Marion Barton Muzi Falcone scoprì il borgo quasi per caso osservando il promontorio da Lerici. Decise poi di stabilirvisi acquistando l'antica torre medievale (ancora oggi proprietà privata) e un frantoio, dando così origine a una vera e propria comunità stabile di "foresti" (forestieri) e intellettuali. Mezzo secolo dopo, fu Dante Venturini, oggi proprietario insieme al figlio Filippo del Golfo dei Poeti relais, a incontrare ‘per caso’ Montemarcello durante una delle sue uscite in bicicletta, al termine di quel carruggio dissestato che scende poi con delle scale fino alla selvaggia Punta Corvo, oggi divenuto la Strada Poetica, con le citazione dei grandi autori lungo il percorso, che gli ospiti in arrivo compiono sull’ape car: le auto non ci passano. Ma che è anche un invitante itinerario che conduce poi alla visita del borgo.
Montemarcello, cosa vedere nei dintorni

Scendendo verso il Golfo dei Poeti, a San Terenzo (circa 9 km), borgo di pescatori, si trova Villa Magni, residenza in cui vissero Mary Wollstonecraft Godwin, più nota col cognome del marito e poeta Percy Shelley, e autrice del celeberrimo ‘Frankenstein’. A Lerici (a circa 10 km) in una baia si trova l’imponente Castello di San Giorgio, cui si accede seguendo il lungomare. Ci sono poi Tellaro (12 km), anch'esso tra i Borghi più Belli d'Italia, caratterizzato dai carruggi e dalle case a picco sul mare e Portovenere (25 km), sito patrimonio Unesco, conosciuto sia per i colorati palazzi fronte mare che avevano funzione di ‘muro’ di difesa dai pirati, sia per il castello Doria e, soprattutto per la chiesa di San Pietro, a strapiombo sul mare: i turisti, sulla sommità dell’edificio o via mare si fotografano l’un l’altro.
Alle spalle un’insenatura in quella che è stata chiamata grotta di Byron. Sul lato opposto del promontorio, ancora in provincia di La Spezia, si trovano invece Luni (6 km), col suo sito archeologico (e relativo Museo) di antica colonia romana sul mare e Sarzana (7 km) con le sue due fortezze. Non molto distante (25 km) ma già in Toscana la città di Carrara, note per i suoi marmi.
Ultimo aggiornamento: Martedì 16 giugno 2026, 17:59


