Firenze oltre il Rinascimento: la nuova fioritura culturale passa da cinema e teatri
Itinerario cittadino alternativo, non con lo snobismo di chi non vuole mescolarsi con la massa ma con la genuina volontà di alzare il sipario per vedere qualcosa di nuovo, e di diverso

“La sorpresa di Firenze che si rinnova a ogni viaggio” di cui parlava Ennio Flaiano non è più immediata, ma richiede al viaggiatore di oggi uno sforzo in più. La sorpresa va ricercata, con convinzione, scansando i chioschetti con le calamite tutte uguali e le caffetterie alla moda, non con lo snobismo di chi non vuole mescolarsi con la massa ma con la sincera volontà di alzare il sipario per vedere qualcosa di nuovo, e di diverso.

Si parla di sipario non a caso, perché alcuni tra gli interventi di recupero più interessanti degli ultimi anni a Firenze (e provincia) sono partiti proprio dai teatri e dai cinema, non meno culturalmente importanti di altre rimanenze fiorentine ma, forse, un po’ schiacciati dal peso storico del Rinascimento.
Il Teatro Nazionale
A due minuti a piedi da Palazzo Vecchio, per iniziare, dopo 40 anni di oblio, dal 2025 è tornato a vivere il Teatro Nazionale grazie all’intervento di Marco Casamonti di Studio Archea: l’ex teatro settecentesco della Quarconia è stato recuperato partendo da un consolidamento strutturale con la successiva ricostruzione di solai, copertura e capriate lignee nel rispetto delle geometrie originarie. Il risultato conserva la tipologia del teatro all’italiana, con platea a ferro di cavallo, quattro ordini di palchi e circa 300 posti, insieme agli stucchi, alle dorature e ai capitelli ottocenteschi recuperati con lavorazioni artigianali, ma dietro l’apparenza storica nasconde una dotazione contemporanea, con un grande schermo Led automatizzato e un sistema audio Dolby Atmos e un’illuminazione Led che ha trasformato il soffitto della sala in un cielo stellato che dialoga con i toni dei blu scelti per i tessili e le poltrone progettate da Archea Associati e prodotte da Baxter. Sopra l’ultimo ordine dei palchi è stata ricavata anche una sala per eventi con tetto vetrato scorrevole affacciato sui monumenti di Firenze. Nella struttura è stato integrato anche un progetto residenziale per artisti.

Il Teatro Comunale
Anche il Teatro Comunale (ex Politeama), tra corso Italia, via Magenta e via Solferino, è diventato il centro di un progetto di riconversione. Dietro la facciata - che molti fiorentini continuano immediatamente a riconoscere - si può ora soggiornare grazie all’apertura delle residenze Teatro Luxury Apartments Firenze, gestite da Starhotels. La destinazione d’uso è evidentemente lontanissima da quella originaria, e proprio per questo il progetto è interessante: invece di ricostruire artificialmente il teatro, la ristrutturazione mantiene alcuni elementi della sua memoria e li inserisce dentro un luogo contemporaneo, con appartamenti destinati a permanenze brevi e medio-lunghe, spazi comuni e una nuova relazione con il quartiere circostante. Il riferimento al teatro? Rimane nei dettagli, nei materiali e nell’immaginario degli interni.
Il cinema Odeon
Un destino ancora diverso è toccato all’Odeon, uno dei cinema storici più amati dai fiorentini, aperto nel 1922 all’interno del quattrocentesco Palazzo dello Strozzino e diventato nel 2023 Giunti Odeon. Qui la convenzione con il Comune prevede il mantenimento dell’attività cinematografica per almeno il 60% della superficie dell’immobile, mentre la platea e il resto della struttura in una libreria Giunti con spazi già molto amati dagli studenti che si rifugiano qui per preparare le sessioni di esami universitari. La libreria vale una visita, fosse anche per le decorazioni, i palchi e le vetrate in stile Liberty.
L’Osteria Belguardo
Finita la visita, sarebbe un peccato chiudere la giornata con un ristorante dal menu turistico: per evitarlo, basta andare Oltrarno e fare una sosta all’Osteria Belguardo, affacciata sui Lungarni, dove la cucina rimane dichiaratamente legata alla Toscana e alla stagionalità senza però scadere nei cliché (sosta consigliata soprattutto per chi, oltre al buon cibo, richiede sempre una carta dei cocktail e dei vini all’altezza).
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Cambio a Castelfiorentino
Per scoprire un altro perfetto intervento di riconversione di un vecchio teatro bisogna poi lasciare Firenze, seguire l’Arno verso ovest e arrivare a Castelfiorentino, famosa tra viaggiatori, camminatori e pellegrini perché attraversata dalla via Francigena.
Anche in questa città, teatro - è il caso di dirlo - della pace dopo la battaglia di Montaperti, un edificio nato per lo spettacolo è stato “adottato” da qualcuno che ha deciso che per conservarne la memoria era indispensabile, prima di tutto, farlo tornare a essere frequentato. Parliamo di CAMBIO Centro Culturale, che occupa oggi gli spazi dell’ex Cinema Teatro Puccini. Sono state Banca Cambiano 1884, fondata a Castelfiorentino oltre 140 anni fa, ed Ente Cambiano a investire nel recupero dell’ex teatro e nella costruzione di un polo che oggi è gestito dalla Fondazione Cambiano ETS, facendo confluire nei suoi oltre duemila metri quadrati spazi espositivi, attività formative, una libreria, il ristorante Corale e una parte della collezione d’arte costruita negli anni dalla banca e dall’Ente.

Patrimonio culturale
“La comunità è il nostro interlocutore principale - spiega Maria Cristina Giglioli, direttrice della Fondazione Cambiano - anche se guardiamo con ambizione a un panorama regionale e nazionale: qui arrivano tutte le energie del territorio, pronte a dialogare con uno scenario più ampio. Anche la conservazione del fondo del fotografo David Bastianoni è importante, perché ci consente di svolgere anche un’azione di custodia e di ricostruzione della memoria storica, sociale e culturale di Castelfiorentino in una maniera molto concreta. Inoltre, le collaborazioni con istituzioni come il Museo Novecento di Firenze ci permettono di fare arrivare in Valdelsa progetti che normalmente sarebbe più facile immaginare nel capoluogo”.
Il ristorante Corale

Neanche CAMBIO lascia il viaggiatore a stomaco vuoto: del recupero dell’ex Puccini fa parte anche il ristorante Corale, ideato insieme con chef Simone Cipriani e dal menu costruito collettivamente con allevatori e contadini della Val d’Elsa e del territorio. Le radici toscane ci sono, e si sentono, nelle proposte contemporanee come gli gnudi di ricotta, spinaci e acetosa con brodetto di cicale o la paccherata cacio e pepe, gamberi rossi e limone che hanno contraddistinto il menu estivo di Corale (il tutto a prezzi popolari, cosa che non guasta).
La mostra temporanea

Questo è il momento migliore per visitare CAMBIO e Castelfiorentino: fino al 20 settembre 2026, infatti, il centro ospiterà l’esposizione temporanea “Cento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione” realizzata dal Museo Novecento insieme a CAMBIO e curata da Sergio Risaliti ed Eva Francioli, con opere di Giorgio Morandi, Emilio Vedova, Mario Sironi, Renato Guttuso, Filippo de Pisis, Lucio Fontana e Marino Marini. L’ultimo appuntamento dedicato alla mostra sarà venerdì 18 settembre, quando Eva Francioli, co-curatrice dell’esposizione, incontrerà il pubblico per tornare sulla figura e sulle scelte di Alberto Della Ragione, un ingegnere il cui rapporto con l’arte cominciò quasi per deviazione dopo una visita alla Quadriennale del 1931: da lì sarebbero arrivati Morandi, Vedova, Fontana, Guttuso e tutti gli altri, prima di finire a Firenze e, quasi un secolo più tardi, dentro un vecchio cinema teatro di Castelfiorentino.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 27 agosto 2026, 10:20


