Forza cooperativa e Pinot nero: i capisaldi di Girlan
PREZZI&QUALTA’ – La cantina fondata nel 1923 conta su 200 famiglie di viticoltori e punta sul nobile vitigno internazionale che nella Bassa Atesina ha trovato una collocazione ideale

Duecento famiglie di viticoltori che coltivano 230 ettari di vigneto nelle migliori zone produttive dell’Oltradige e della Bassa Atesina: poco più di un ettaro di vigna per famiglia la superficie media.
Fondata nel 1923 in un antico maso del XVI secolo, Cantina Girlan è il paradigma della forza della cooperazione vitivinicola in Alto Adige, che ha saputo trasformare la frammentazione produttiva in un valore e una risorsa. Oggi nella provincia di Bolzano, le cooperative vitivinicole rappresentano circa il 70% della produzione.

L’unione fa la forza
Il cuore pulsante di Cantina Girlan è la sua cooperativa. Nata in un contesto agricolo tradizionale, dove la piccola dimensione delle aziende penalizzava la competitività sul mercato, il modello cooperativo ha permesso di unire le forze dei viticoltori e di affrontare insieme le sfide di un settore sempre più globalizzato. Oggi, attraverso il lavoro di squadra, Girlan riesce a garantire un reddito stabile alle famiglie di viticoltori e a tutelare il patrimonio culturale e sociale del territorio
Pinot nero, il vino bandiera
Territorio che ha trovato nel Pinot nero il suo profeta, e nella sostenibilità una filosofia produttiva e insieme straordinaria leva di marketing. Il Pinot nero è una sfida per i viticoltori a tutte le latitudini. Sa essere elegante e coinvolgente come pochi altri, “sente” il terroir e lo restituisce nel bicchiere solo se ben interpretato. La Bassa Atesina è una delle ‘culle’ italiane del Pinot nero. A partire dagli anni ’80, la presenza di questo vitigno è passata dagli iniziali 20 ettari ai 50 attuali e così il Pinot Noir è diventato il protagonista della produzione della cantina.
Le tre sottozone
Con l’arrivo dell’enologo Gerhard Kofler e del direttore Oscar Lorandi, il progetto Pinot Nero si è sempre più indirizzato verso la valorizzazione di 3 specifiche sottozone, con l’obiettivo di esaltarne le caratteristiche: Girlan coi suoi vigneti tra i 450 e i 500 metri sul livello del mare, con terreni che poggiano su una roccia porfirica vulcanica; il piccolo villaggio di Pinzon con terreni calcarei e argillosi e la microzona di Mazon con terreni ricchi di argilla e componenti calcaree, uno dei migliori areali presenti in Italia per il Pinot Nero.
Sostenibilità
Sul fronte della sostenibilità oltre a una viticoltura sempre più green, la cantina ha avviato dal 2023 una operazione di riduzione del peso delle bottiglie. Con la scelta di bottiglie più leggere, 410 grammi, per tutte le linee produttive, si diminuiscono in maniera importante le emissioni di CO2 nell’ambiente.
Gli assaggi
Dal rosè alle Riserve, quattro espressioni del Pinot Nero Girlan. Il Piz Rosé 2025 ha un colore rosa salmone di grande fascino, aromi delicati di piccoli frutti come ribes rosso, lampone e mirtillo, grande freschezza e sapidità al palato (12,80 €). Patricia 2024 è un Pinot nero ‘base’ con uve dalle 3 sottozone , fa 1 anno in grandi botti di rovere. Aroma intenso con note di ciliegia, marasca e lampone. Naso intenso e finale succoso, spezie e tannini delicati (16,50 €).

Infine le due Riserve: Flora 2023 è frutto di una selezione delle migliori uve delle 3 sottozone, fa 18 mesi tra legni piccoli e grandi. Profumo deciso di frutta rossa matura, eleganza vibrante e rilassante bevibilità (25 €). Trattman 2023 è forse il campione della casa: con uve dalla sottozona Mazon, punta sull’eleganza e su tannini delicati. Non troppo legno (20 mesi tra piccoli e grandi) per dare slancio e piacevolezza a una beva importante e insieme ‘snella’, da accompagnare ad arrosti e formaggi piccanti (37 €) .
Info: www.girlan.it
Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 agosto 2026, 12:19


