Vignamaggio, il Gran Giardino del Chianti Classico
PREZZI&QUALITA’ – Sei secoli di storia agricola proiettati nel futuro, nel segno dell’identitario Sangiovese ma anche di grandi internazionali come Merlot e Cabernet

Una visione contemporanea del Chianti Classico. Questa è Vignamaggio, azienda vitivinicola situata tra Greve e Panzano in Chianti, tra i pionieri del Consorzio del Chianti Classico, con oltre sei secoli di storia agricola documentata e una conduzione policolturale che integra vigneti, uliveti, boschi, cereali, orti, l’allevamento di maiali di Cinta Senese e di pecore.
Parliamo di una delle più antiche aziende agricole d’Italia, un piccolo microcosmo di 400 ettari di cui 65 di vigne. Dal XV secolo la vite ha sempre fatto parte del paesaggio agricolo della tenuta e la produzione di vino ha attraversato le epoche, le proprietà, le generazioni. Dalla famiglia Gherardini a quella rinascimentale dei Gherardi; dal conte Bino Sanminiatelli all’avvocato Gianni Nunziante; fino all’attuale proprietà di Patrice Taravella, uno degli architetti più visionari dei nostri tempi: Vignamaggio non ha mai smesso di essere un centro pulsante capace di produrre vino, cultura ed emozioni.

Oggi Vignamaggio rappresenta l’incontro armonioso tra architettura paesaggistica e produzione vinicola di qualità. Sotto la guida dell’architetto Taravella, Vignamaggio ha avviato un ambizioso progetto di restauro. Dall’ampliamento dei giardini storici, al rinnovo degli edifici all’estensione delle attività agricole: Vignamaggio vuole essere il Gran Giardino del Chianti Classico: una fattoria toscana proiettata nel futuro.
Oggi l’Alta Valle della Greve è considerata una delle culle del Sangiovese. Le zone vicino al corso del fiume sono più basse e vengono destinate agli orti e ai frutteti e all’allevamento di maiali Cinta Senese e di pecore. Le colline, invece, dalla zona di Lamole che ospita le sorgenti della Greve, risalgono sul versante opposto fino al paese di Panzano. È qui che sorgono i vigneti, pedologicamente distinti tra la destra e la sinistra del corso d’acqua e identificati da due distinte Unità geografiche aggiuntive (Uga) del Chianti Classico: Greve e Panzano.

Il Sangiovese è il vitigno principale e la produzione di Chianti Classico è l’espressione dell’identità e della storia di Vignamaggio. La tenuta ha avviato una nuova fase del proprio percorso con un obiettivo chiaro: costruire un modello produttivo integrato, capace di mettere in relazione vigneto, cantina e mercato in modo coerente e continuativo. In questa direzione si inserisce il rafforzamento del team tecnico con l'ingresso di Lucia Minoggio, Head of Winery & Cellar Master, e Andrea Dondoli, Wine & Olive Agriculture Manager.
Gli assaggi
Monna Lisa Chianti Classico Docg Gran Selezione 2018 (€ 38,00) prodotto solo nelle annate migliori, uvaggio Sangiovese e 5% di Cabernet Sauvignon, affinato in parte in barriques di rovere francese per 18-20 mesi e in parte in botti più grandi per un totale di circa 3 anni, è uno dei campioni della maison: bouquet di frutta rossa matura al naso, ampio e balsamico al palato, finale lungo e sapido. Sangiovese di Vitigliano Igt Toscana 2016 (€ 39,00), cru di Sangiovese in purezza dal terroir di Vitigliano, affina almeno 2 anni in barriques e botti grandi , cerca l’eleganza tra note di frutti rossi e un ritorno di sottobosco al palato.

Merlot di Santa Maria Igt Toscana 2017 (€ 44,30) esprime la dedizione della maison toscana al grande vitigno francese dopo oltre 25 anni di coltivazione. Questo cru , espressione del vigneto migliore chiamato appunto Santa Maria a Petriolo, quasi 2 anni tra barriques e vetro, è deliziosamente invitante coi suoi sentori di liquirizia e la bocca morbida e succosa con tannini vellutati. Infine il campionissimo il Cabernet Franc di Vignamaggio Igt Toscana 2019 (€ 72,00) , da viti di oltre 40 anni situate a Solatìo, parcella nel comune di Greve con esposizione sud-ovest e caratterizzata da terreni poco fertili e sassosi. Le basse rese per pianta e il clima caldo della zona Solatìo conferiscono a questo vino ricchezza e complessità uniche. Al naso ricco di piccoli frutti rossi e erbe aromatiche corrisponde un palato elegante e speziato , con tanni morbidi per un finale lungo , lunghissimo. Un bicchiere davvero top.
Info: www.vignamaggio.com
Ultimo aggiornamento: Domenica 5 luglio 2026, 18:33


