Emma Lancini: “In acqua abbatto ogni barriera. Lo sport è libertà e riscatto”
A vent'anni la nuotatrice aretina festeggia un triplo bronzo ai Campionati Europei Paralimpici di Kocaeli. La sua vita tra emozioni delle gare, la scelta di vita di trasferirsi per cercare l'autonomia e l’importanza dell'accessibilità negli impianti

Determinazione, talento e un legame profondo con l’acqua. E una dolcezza nei modi e nella voce che diventa agonismo puro in vasca. Emma Lancini, giovane nuotatrice paralimpica aretina, sta conquistando bracciata dopo bracciata i vertici del nuoto internazionale. Classe 2006, nata con una displasia ossea che non ne ha mai intaccato la grinta, Emma ha trasformato la piscina nel suo spazio di massima libertà e riscatto, affermandosi come uno dei volti più promettenti della Nazionale azzurra.
Al suo esordio continentale ai Campionati Europei Paralimpici di Kocaeli, in Turchia, la ventenne ha conquistato un fantastico triplobronzo: nei 100 dorso (1'34"19), nei 400 stile libero (5'47"72) e nei 50 stile libero (36"17). Un exploit che rappresenta la testimonianza concreta di una crescita costante, frutto di sacrifici, scelte coraggiose come il trasferimento a Reggio Emilia per inseguire l'autonomia, e una profonda dedizione sociale che la vede sempre in prima linea nel promuovere l'inclusione e il sostegno al territorio. Appena rientrata dalla Turchia, ad esempio, è scesa in vasca ad Arezzo come ospite d'onore a "Passa l'Acqua – a chi viene dopo", la staffetta solidale di 24 ore alla Piscina ASC Hotel ideata per raccogliere fondi a favore delle associazioni Calcit e di Allstars Onlus.

Cos’è la displasia ossea
Nota anche come displasia scheletrica, è un termine ombrello che indica un ampio gruppo di malattie genetiche rare che alterano il normale sviluppo, la crescita e la struttura delle ossa e della cartilagine.
Queste condizioni si manifestano fin dalla nascita o durante i primi anni di vita e possono incidere sulla forma, sulla densità e sulla resistenza dello scheletro. Tra le conseguenze più comuni ci sono una statura ridotta o forme di nanismo armoniose o disarmoniche, la fragilità ossea, deformità articolari e, talvolta, limitazioni nella mobilità.
Ne esistono oltre quattrocento tipologie diverse e la gravità e le caratteristiche variano notevolmente da persona a persona. Tuttavia, con un adeguato supporto medico, fisioterapico e una corretta prevenzione, è possibile garantire un'ottima qualità di vita e supportare la piena autonomia quotidiana e sportiva.
C ome funzionano le categorie del nuoto paralimpico?
Nel nuoto paralimpico si contano 14 classi di gara complessive per garantire competizioni eque:
Da S1 a S10: Riservate agli atleti con disabilità fisiche. I numeri più bassi indicano le disabilità più severe, mentre salendo verso la classe S10 le compromissioni motorie sono minori. (Emma Lancini gareggia nella categoria S6).
Da S11 a S13: Dedicate ad atleti con disabilità visive (dai totalmente ciechi agli ipovedenti).
S14: Riservata agli atleti con disabilità intellettivo-relazionale.

L’intervista
Tre medaglie d'esordio agli Europei sono un risultato straordinario. Qual è stata la gara più emozionante e come hai vissuto l'impatto con la Nazionale azzurra?
“Tutte e tre le medaglie hanno un valore immenso e non me l'aspettavo alla mia prima esperienza continentale. L'emozione più grande è arrivata forse con l'ultimo bronzo nei 50 stile libero: eravamo tutte vicinissime ed è stato bellissimo toccare la piastra e scoprire di essere di nuovo tra le medagliate. Per quanto riguarda la nazionale azzurra sapevo di entrare in una squadra fortissima, visti i criteri di selezione stringenti. Molti dei miei compagni sono pluri medagliati alle Paralimpiadi, li ho incrociati a qualche campionato ma non ci avevo nemmeno mai parlato e poi eccomi qui insieme a loro. Devo dire che ci hanno accolti a braccia aperte (erano tre gli esordienti, ndr) mettendoci a nostro agio e la rituale "matricola" della seconda sera, quando mi hanno decolorato i capelli, è servita a creare una grande unione con campioni che prima vedevo solo in televisione”.
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In diverse occasioni hai spiegato che in vasca i limiti sfumano. Cosa rappresenta per te l'elemento acqua rispetto alla vita quotidiana?
“In acqua mi sento me stessa al cento per cento, libera e perfettamente a mio agio. Nuoto fin da quando ero piccolissima, quindi la vasca è il mio elemento naturale e non riuscirei proprio a vedermi a fare altro. Fuori e dentro la vasca conto su pilastri fondamentali: la mia famiglia, con mia madre che è stata nuotatrice e mio padre che mi hanno spinta verso il settore paralimpico, e il mio allenatore Matteo Poli, con cui c'è un supporto costante. Sono loro a spronarmi anche nei momenti no, a dirmi che non è accettabile un “non posso farlo” legato magari alla mia condizione”.

Dopo le superiori hai preso una decisione importante lasciando Subbiano per trasferirti a Reggio Emilia. Quanto ha contato questa scelta sul piano personale?
“Finito il liceo volevo chiarirmi le idee sul percorso universitario, evitando di iscrivermi a una facoltà tanto per fare. Volevo investire sul nuoto insieme al mio allenatore e mettercela tutta per diventare più autonoma e indipendente anche nella vita di tutti i giorni. Reggio Emilia si è rivelata una città a misura di persona, ideale per me e non una grande città dove avrei certamente trovato più difficoltà. Certo, la nostalgia di casa si fa sentire, ma ogni volta che posso prendo il treno per tornare ad Arezzo nel fine settimana per riabbracciare i miei genitori, il mio fidanzato e la mia nipotina nata da pochi mesi”.
Inclusione e sport paralimpico: quali sono oggi i principali ostacoli culturali o infrastrutturali che incontrano i giovani con disabilità?
“L'accessibilità degli impianti è il punto cruciale, soprattutto per chi ha disabilità gravi e necessita di assistenza completa. Spesso manca proprio la cultura o la volontà da parte delle strutture di creare squadre paralimpiche. Non è immediato trovare una piscina che ti apra le porte e ti dica ‘sì, facciamo la squadra’, anche se bastano appena due tesserati. Per questo cerco di sfruttare anche i social per parlare delle mie gare, per mostrare quello che faccio: raccontare il nostro mondo serve a fare informazione, rompere i pregiudizi e dare visibilità”.
Il Casentino festeggia te e la marciatrice Sofia Fiorini (oro europeo nella maratona di marcia con record del mondo, ndr) come grandi talenti femminili. Ma tu che consiglio senti di dare a un ragazzo con disabilità che esita ad avvicinarsi allo sport?
“È bellissimo vedere due ragazze del Casentino raggiungere i vertici europei. Ai ragazzi del territorio dico con tutto il cuore di buttarsi e provare. Anche per chi non punta al professionismo, lo sport apre opportunità enormi, ti permette di viaggiare e superare l'isolamento. Ma soprattutto regala amicizie vere: le persone più care e il mio fidanzato li ho conosciuti proprio grazie al nuoto”.

Nonostante la stanchezza post-Europeo, hai voluto essere presente alla chiusura della 24 ore "Passa l'Acqua". Quanto è importante mettere lo sport al servizio del territorio?
“Ero stanchissima dopo una settimana e mezzo fuori casa, ma sono tornata ad Arezzo felicissima di esserci. Partecipare a una manifestazione così bella per raccogliere fondi a favore di associazioni benefiche è un onore. Restituire qualcosa alla mia città attraverso il nuoto per me conta tantissimo”.
Oltre l'impegno sociale, la testa guarda già ai prossimi traguardi agonistici. Quanto dista il sogno dei Giochi?
“Le Paralimpiadi di Los Angeles 2028 sono il mio grande obiettivo, anche perché vedere Los Angeles è il sogno che coltivo fin da bambina e questa occasione sembra proprio un segno del destino. Il cammino sarà impegnativo ma stimolante: lavorerò sulle distanze che ho portato agli europei, i 50, 100 e 400 stile libero e sui 100 dorso, che sono anche quelle che più si addicono alle mie caratteristiche fisiche e che mi vengono più facili. Diciamo che il programma passa intanto per i tricolori invernali di marzo e le qualificazioni ai prossimi Campionati Mondiali. Lì ci giocheremo i primi pass e voglio farmi trovare pronta”.
Ultimo aggiornamento: Sabato 26 settembre 2026, 05:00


