Giorgio Bracardi, l’ultimo goliardo: “Perché non sei venuta? Tin!”. Vita di un artista multiforme nato sotto il segno della follia
Il “folle” di Alto gradimento che irrideva la società è morto a 93 anni. È stato uno dei protagonisti del varietà di Arbore e Boncompagni. Con Scarpantibus, Max Vinella e “Patroclooooo” ha fatto ridere l’Italia alla radio

Con una risata si seppellirà. A Fiano Romano è morto Giorgio Bracardi, 93 anni (in aprile era stato ricoverato per la rottura del femore), multiforme artista nato sotto il segno della follia. Pianista jazz e inventore di strampalati personaggi che hanno segnato la storia della radio.
Chi ha una certa età non può non ricordare Scarpantibus – l’uccellaccio preistorico dell’inesistente deserto del Guatemala che emetteva versacci striduli – il giornalista Max Vinella all’eterna ricerca di scoop inesistenti con il suo ricorrente “Chiappala Chiappala”, il nostalgico fascista Ermanno Catenacci (“In galeraaaaa”), il farmacista Onorato Spadone (“L’uomo è una bestia”), il surreale urlo “Patroclooooo” di un Achille in camicia da notte in cerca del compagno d’arme, il cronista parlamentare Lucio Smentisco, il professor Aurelio Marcellini, la cui esclamazione ricorrente era “Chettefrega”. Ancora: l’arabo Malik Maluk e la sua invettiva “Assala fangala!”, il ragionier Affastellati e il suo “Perché non sei venuta? tin!”. Senza contare le pernacchie elevate a forma d’arte.
Tutti stravagantipersonaggi nati nella mente lucida e assurda di Giorgio Bracardi a cui Renzo Arbore e Gianni Boncompagni avevano dato mano libera nel leggendario Alto gradimento (tranne Lucio Smentisco che nacque a Striscia la notizia).

La radio di allora – parliamo del 1970, monopolio Rai, le emittenti libere arrivarono solo sei anni dopo – si adeguava al conformismo imperante di una centrale culturale che i politici volevano sobria e didattica. Alto gradimento esplose come una cometa colorata in un mesto e grigio paesaggio, attirando inevitabilmente l’attenzione degli ascoltatori più giovani, strabiliati di fronte a tanta sorprendente novità.
E se Arbore e Boncompagni ne erano i nocchieri, abili nello scovare talenti pronti a deflagrare, il successo si deve senz’altro a due genialità surreali e oniriche come Mario Marenco e, appunto, Giorgio Bracardi. In Italia non s’erano mai viste – né sentite – performance del genere che andavano oltre la consueta comicità televisiva (da Gino Bramieri a Walter Chiari) per spingersi sui lidi di un umorismo stravagante tra il britannico e l’americano.
Bracardiera figlio d’arte: madre Edvige soprano, padre Glauco tenore e gestore del Salone Margherita – cinque fratelli tutti artisti, il più noto Franco pianista del Costanzo Show. Una vita scombiccherata che ben gli si addice: da bambino vede arrivare a casa i gerarchi fascisti (Catenacci nasce lì), poi “pianista sostituto“ nei locali di via Veneto (l’ispirazione di un altro personaggio, Benito Cerbottana, inguaribile nostalgico della Dolce Vita), quindi emigrante in Australia come pianista e cameriere, fino al ritorno in patria.
Accompagna in tournée in Argentina Jimmy Fontana ma in una serata, mentre il cantante sta intonando proprio Il mondo, uno spettatore lancia un sasso che lo colpisce a un occhio. Concerto interrotto e pronto trasferimento in ospedale (“Una cosa brutta, ma è naturale che ci scappasse anche una risata cattiva”). Scarpantibus nasce in una radio di Barcellona, Arbore e Boncompagni lo intercettano e se ne appropriano. Lì inizia il volo demenziale e magnifico di Giorgio Bracardi.
La prima stagione di Alto gradimento dura sei anni, sei anni che trasformano la Rai, il pubblico, la radio italiana, e anche Arbore il quale – sulla scia di quel programma – s’inventerà – sullo stesso stampo – Quelli della notte e Indietro tutta. Una complicità – quella tra Bracardi, Arbore, Boncompagni – che purtroppo si stempera fino al risentimento: Bracardi non gradisce che, come autori di Alto gradimento, vengano indicati solo Arbore e Boncompagni, mentre i veri autori – sosteneva Bracardi – erano lui e Marenco. Sono piccoli screzi comuni tra artisti, ciò che importa è la brusca rivoluzione che Giorgio Bracardi con Alto gradimento hanno impresso alla storia dello spettacolo italiano. Un coltello che ha separato di netto il prima e il dopo, e quella lama era Bracardi.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 05:02







