Sanremo 2027, perché la serata Eurovision è un errore madornale
La soluzione migliore sarebbe organizzare una manifestazione ad hoc per scegliere brano e artista da far partecipare

Milano, 7 luglio 2026 - Il Festival di Sanremo stravolto: il martedì e il mercoledì sera si esibiranno tutti gli artisti in gara, quella del giovedì diventerà la serata delle Cover e quella del venerdì sarà quella dedicata all’Eurovision Song Contest. “Ogni artista potrà portare sul palco la propria performance come meglio crede” ha spiegato il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2027 Stefano De Martino. Tradotto: una carnevalata, visto che la concezione nazionalpopolare italiana dell’Esc è che sia un enorme carnevale europeo. Visione realistica, ma solo in parte.
La serata Eurovision a Sanremo è come la Corazzata Potemkin
La decisione di selezionare dei brani per un certo tipo di competizione e inserire un’altra competizione in un festival nel quale c’è già una ulteriore competizione (tradotto: Sanremo, serata Cover e, ora, serata Eurovision) significa voler fare tre piatti differenti con i medesimi ingredienti. Cosa che, si capirà, appare inutile e a tratti anche dannosa. La domanda che sorge spontanea è dunque: quali saranno i criteri di scelta delle canzoni da portare in gara? Con quale cognizione di causa, vista la scarsa esperienza in termini eurovisivi di gran parte dei dirigenti italiani?

Leggi anche
Cosa serve per l’Eurovision Song Contest
Non servono performance trash per far bene all’Eurovision nè la vittoria è assicurata se ci si presenta sul palco europeo con una canzone ballabile. Per fare un esempio, la tanto acclamata ‘Che fastidio!’ di Ditonellapiaga si sarebbe persa fra gli altri brani molto simili presenti in concorso a Vienna 2026. Non per nulla, la vincitrice Dara con ‘Bangaranga’ ha trionfato a sorpresa e con una canzone tormentone che non era di certo fra le favorite. Perché le dinamiche eurovisive non sono prevedibili a tavolino. E, soprattutto, si basano sui gusti di Paesi esteri. Ecco giustificato il lodevolissimo quinto posto di ‘Per sempre sì’ di Sal Da Vinci: l’Italia non avrebbe mai inviato all’Esc questo brano, l’Europa (l’Italia non può votare per il proprio esponente, va ricordato) vi ha invece trovato la cifra caratteristica del Belpaese. Cifra condivisibile oppure no, ma di certo non esisterebbe mai una canzone che possa rappresentare tutti gli italiani al 100%.
La proposta per scegliere il brano da Eurovision
In tutti i Paesi partecipanti all’Eurovision Song Contest l’artista che poi sarà in gara viene scelto attraverso una manifestazione ad hoc. Un evento al quale prendono parte solo canzoni e artisti selezionati in chiave Eurovision. E, peraltro, selezionati non dal televoto. Il quale, va considerato in maniera seria, poco o nulla conosce dei criteri di successo di un brano all’Esc. Perché quindi non fare la stessa cosa anche in Italia?
Ultimo aggiornamento: Martedì 7 luglio 2026, 14:59









