Francesca Michielin diventa dark: esce il 30 ottobre ‘Magia bianca, magia nera’
Dopo ‘Magia Bianca’, l’artista amplia il concept con sei nuove tracce dedicate a figure femminili tra storia, mito e tradizione esoterica. In autunno il tour nei teatri italiani

Milano, 3 ottobre 2026 – Dopo essersi misurata con l’immaginario esoterico e simbolico nell’album ‘Magia bianca’, uscito lo scorso mese di giugno, Francesca Michielin riprende il discorso e lo completa con il nuovo ‘Magia bianca, magia nera’, in uscita il prossimo 30 ottobre. Il progetto è ambizioso: alle otto canzoni del disco precedente si aggiungono sei inediti e ne esce un album a tema, un racconto a episodi scandito dal ciclo dei Sabba, festività legate alla tradizione della stregoneria e successivamente rielaborate anche dall’esoterismo e dal neopaganesimo. L’intenzione però non è una celebrazione dell’occultismo: l’immaginario esoterico serve da universo simbolico per affrontare temi come paura, fragilità, trasformazione e ricerca di sé.
Strega? No, donna libera
Il nuovo singolo ‘La mia ragazza’ si ispira a Katherina Hetzeldorfer, una donna del Quattrocento condannata a morte in un processo legato ai rapporti tra donne e alla trasgressione delle norme di genere, diventata oggi un simbolo della memoria queer. Non è però una ballata di argomento storico: Michielin si riferisce a lei perché era una donna percepita come libera e irriverente, ma la Caterina protagonista della canzone deve affrontare controllo dei comportamenti femminili, sessualità, trasgressione e persecuzione nel mondo di oggi.
Già in ‘Magia Bianca’, i suoni guardavano in direzione del synth-pop degli anni 80, e ‘La mia ragazza’ si muove in un territorio simile, con un tocco più gotico e dark: vengono citati i Cure come uno dei riferimenti, ma non si arriva a certi abissi di cupezza toccati dalla band di Robert Smith. Però la forte presenza del basso nell’arrangiamento è un richiamo abbastanza evidente a quel mondo sonoro.
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Le fonti di ispirazione
I nuovi brani di ‘Magia bianca, magia nera’ sono tutti ispirati a figure femminili: la mistica, compositrice e studiosa medievale Hildegard von Bingen, Ecate, divinità greca legata ai luoghi di passaggio e ai confini, Diana, figura centrale nella tradizione neopagana, Brigid, divinità di origine celtica legata fra l’altro alla poesia e al fuoco, e Artoria Pendragon, rilettura al femminile del personaggio di re Artù, legata alla moderna cultura pop. Per Michielin sono archetipi, personaggi che servono a raccontare la progressiva liberazione da ruoli imposti e gabbie interiori.
Non un semplice concerto pop
È chiaro che siamo lontani dall’universo sanremese e dall’immaginario più diffuso nelle canzoni pop italiane, quindi ‘Magia bianca, magia nera’ è una sfida impegnativa per un’artista che si trova, per sua stessa ammissione, in un periodo di cambiamenti. In questo senso, il prossimo tour sarà un passaggio importante, perché si presenta come uno spettacolo diverso da un semplice concerto pop, con performer, elementi scenici e una band di accompagnamento composta interamente da musiciste. Il tour partirà l’8 novembre dall’Auditorium Santa Chiara di Trento e proseguirà fino a dicembre toccando alcune delle sale teatrali più importanti e storiche d'Italia, passando, fra gli altri, dal Teatro Malibran di Venezia (11 novembre) al Petruzzelli di Bari (20 novembre), fino al Teatro Verdi di Firenze (16 novembre) e all'Arcimboldi di Milano (1 dicembre).
Ultimo aggiornamento: Sabato 3 ottobre 2026, 18:15









