Il meteorologo: “Arriva il fresco ma non l’autunno”. Incognita El Niño in Italia: troppe variabili per fare previsioni
Francesco Nucera (3BMeteo): “Calo termico fino a venerdì sulla Penisola. Poi torna l’alta pressione. Un El Niño eccezionale non significa necessariamente effetti eccezionali in Europa”

Roma, 22 settembre 2026 – Non ha ancora raggiunto il picco previsto ma El Niño fa già paura a livello globale. Perché se il cuore del fenomeno è nel Pacifico centro-orientale, l’eccezionale riscaldamento climatico modifica l'atmosfera sovrastante e influenza venti e precipitazioni anche a migliaia di chilometri di distanza, arrivando fino in Europa. Ma con quali effetti è difficile dirlo. Non solo per l’impossibilità di fare previsioni con così largo anticipo, ma anche perché l’arrivo di El Nino fino alle porte del Vecchio Continente deve fare i conti con tutta una serie di variabili in gioco, come sottolinea Francesco Nucera, meteorologo di 3BMeteo.
Se non possiamo fare previsioni così a lungo termine, è possibile almeno delineare quali potrebbero essere gli scenari per effetto di El Niño sull’Europa?
“Possiamo delineare alcuni scenari possibili, ma non sapere quale si realizzerà. Le variabili in gioco sono moltissime. El Niño non è una perturbazione, un fronte o una massa d’aria che parte dal Pacifico e raggiunge il Mediterraneo. È un grande cambiamento dell’oceano e dell’atmosfera nel Pacifico tropicale che può avere conseguenze anche a grande distanza attraverso le teleconnessioni (quei legami tra condizioni atmosferiche o oceaniche che avvengono in regioni molto lontane tra loro, ndr). In pratica il Pacifico si scalda, cambia la convezione tropicale, modifica le grandi onde e il segnale può propagarsi in Atlantico e influenzare le probabilità di alcune configurazioni anche in Europa”.

Pur avendo diversi dati su questo El Niño, che ha già aumentato di 3,05° C la temperatura del Pacifico, non possiamo trarne modelli o ipotesi da applicare al Vecchio Continente?
“In Europa El Niño incontra un’atmosfera che ha già una sua evoluzione e mixandosi con questa non possiamo dire quale sarà il risultato. È come se El Niño bussasse alla porta dell’Europa ma non sappiamo chi troverà ad aprigli, una perturbazione atlantica o altro. Dovremmo fare una doppia previsione probabilistica: sugli eventi climatici che ci attendono nel prossimo inverno e su come questi ultimi interagiranno con gli effetti di El Niño. Ci sono troppe variabili in gioco. È un po’ come lanciare una pietra nello stagno: le onde concentriche le vedi subito vicino al punto in cui è affondata la pietra, ma man mano che ci allontaniamo dal centro le onde si deformano e magari si spezzano perché incontrano altri elementi, per esempio una foglia. Ecco, così avviene per El Niño. Se possiamo in parte prevedere gli effetti nel punto in cui raggiunge la sua massima potenza, non possiamo invece farlo lontano dal luogo in cui si sviluppa”.

Intende dire che l’Europa ha già le sue specificità meteo e non sappiamo con quale si scontrerà El Niño, quando arriverà fino al vecchio continente
Leggi anche
“Per semplificare al massimo è così. L’Europa ha una sua evoluzione meteo, qui entrano in gioco altre dinamiche. Possiamo dire che su base statistica ci sono alcune configurazioni che vengono favorite”.
È possibile sapere se avremo un inverno tendenzialmente più caldo o più piovoso?
"ll legame su piogge e temperature in Europa è debole. El Niño da solo non basta a stabilire se avremo più caldo, più freddo o più pioggia. Ci sono altre dinamiche atmosferiche che possono rafforzare, modificare o persino contrastare il suo segnale. Da qui nasce l’incertezza sulla previsione del singolo inverno”.
In linea generale dobbiamo avere paura di questo El Niño, già descritto come eccezionale?
“Quello del 2026 è il primo forte El Niño prevalentemente orientale dalla fine degli anni Novanta. Alcune previsioni indicano che potrebbe diventare uno dei più forti degli ultimi secoli e, combinandosi con il riscaldamento globale, contribuire a portare le temperature medie del 2027 su livelli record. Ma per il momento gli effetti osservati assomigliano in larga parte a quelli associati ai precedenti eventi intensi.
Un El Niño eccezionale non significa necessariamente effetti eccezionali in Europa o in Italia. La sua intensità ci dice soprattutto quanto è forte il fenomeno nel Pacifico tropicale, dove i suoi effetti sono molto più evidenti”.
E per l’Italia che temperature dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni? Arriverà l’autunno?
“Nelle prossime ore è previsto un calo termico su parte dell’Italia, e andrà avanti fino a venerdì. Poi è previsto un miglioramento con il ritorno dell’alta pressione. Diciamo che non c’è una vera apertura della porta atlantica con le perturbazioni tipiche dell’autunno. È piuttosto una discesa di correnti più fresche da Nord con instabilità diffusa”.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 settembre 2026, 15:59









