Etro, Sportmax, Elisabetta Franchi e Alberta Ferretti: cosa raccontano le nuove collezioni
Moda Milano, chiusa la fashion week. Etro alleggerisce il bagaglio, Sportmax sabota la divisa, Elisabetta Franchi disciplina il desiderio, Alberta Ferretti prolunga l’estate

Milano, 28 settembre 2026 – La fuga è una faccenda seria, specialmente con una riunione fissata alle nove. A Milano il guardaroba studia come conciliare il desiderio di andare in vacanza con quello, altrettanto urgente, di farsi guardare. Etro alleggerisce il bagaglio, Sportmax sabota la divisa, Elisabetta Franchi disciplina il desiderio, Alberta Ferretti prolunga l’estate. Quattro modi di sottrarsi alla parte assegnata, portandosi dietro il necessario per interpretarne un’altra.
Da Etro anche l’archivio prende il sole. La collezione, dal nome “Halo” lascia che i paisley scoloriscano fino a diventare apparizioni, oppure li ritaglia in patch sul denim. La memoria perde peso, il guardaroba acquista aria. Abiti vaporosi, corti davanti e prolungati in strascichi sul retro, frange e trasparenze accompagnano il corpo; un windbreaker impalpabile scivola sopra un abito prezioso. La bohème incontra giacche affilate e pantaloni asciutti: sa ancora distinguere una fuga da una perdita di controllo. I colori percorrono l’intera giornata, dai nude ai gialli e agli arancioni, poi blu, verdi, burgundy e nero. Ai piedi, ballerine, sandali gladiator e tacchi a cono. Una donna parte portandosi dietro la propria storia, con la grazia di chi ha imparato a viaggiare senza trasformare ogni ricordo in una valigia.

Sportmax invece affronta la canicola smontando la divisa, aprendo pannelli, togliendo maniche ai cappotti di pelle. L’organza di seta sovrappone écru, arancio e rosa; il colore nasce dall’incontro dei veli. Sotto un trench trasparente affiora la stampa ricavata da una tovaglia d’epoca in pizzo veneziano: il corredo evade dalla sala da pranzo. Sul denim, i revers sono un’illusione tracciata dalle impunture. Le giacche mantengono contorni precisi, i pantaloni si arrotondano, la maglia prende confidenza con i costumi da bagno. Accessori in lucite e tacchi simili a sculture di ghiaccio completano l’esperimento. Tutto sembra sul punto di sciogliersi, mentre il taglio tiene. La donna entra in riunione portando già addosso il progetto di una fuga al mare.

Dal suo canto, Elisabetta Franchi assegna al rigore un compito equivoco: rendere la seduzione più esatta. Le spalle si impongono nelle giacche oppure rimangono nude; abiti, gonne e bustier riprendono dai collant 90 denari l’effetto seconda pelle. Le paillettes ingrandite acquistano una fluidità metallica, il pizzo incontra i ricami. Nero, nude, rosa pallido e cammello si accendono di velluto rosso. I codici maschili e sportivi tengono a freno la vocazione notturna. Ne esce una femminilità deliberata, che dosa ogni centimetro esposto con la precisione di una negoziatrice, padrona dei termini dell’accordo. Il rischio del repertorio sexy è la prevedibilità; qui la geometria delle spalle introduce una tensione più interessante. La seduzione comincia dove la disciplina lascia intuire una possibile infrazione.

Lorenzo Serafini disegna invece per Alberta Ferretti un’estate che tarda a lasciare la pelle. In “A beautiful escape”, i fiori si sciolgono su superfici cangianti; blu, ruggine e senape sembrano aver assorbito il silenzio delle ore più calde. Lilla e pistacchio ne custodiscono la parte tenera. Sottovesti, accenni di lingerie e giacche kimono scivolano accanto a pantaloni balloon, lasciando fra il tessuto e il corpo lo spazio di un pensiero.
Bakst e Balanchine suggeriscono una libertà affidata al movimento; le stampe si mescolano con echi di Matisse. Vestirsi diventa un gesto incompiuto, trattenuto sulla soglia fra l’intimità e il mondo. C’è qualcosa di struggente in questa donna che porta il ricordo dell’estate nella stagione futura. Il mondo continuerà a correre. Lei ha ancora una danza da finire. In valigia, un abito da sera e il cuore aperto all’imprevisto, verso una destinazione segreta. E a chi chiede quando torneremo, rispondiamo con il silenzio e la libertà dell’incertezza.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 settembre 2026, 18:24





