Milano fashion week, la settimana della moda sfilata per sfilata: apre Prada, Versace assente, debuttano i Sozzani Awards
Collezione primavera-estate 2027, l’agenda dal 22 al 28 settembre comprende 203 appuntamenti: 61 sfilate (7 sono digitali), 88 presentazioni e 54 eventi. Segnali positivi dal fatturato del settore. Attesi 141mila visitatori, 78mila dall’estero

Nella conferenza stampa di presentazione della Milano Fashion Week, il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Carlo Capasa, il sindaco Giuseppe Sala e l’assessora allo Sviluppo economico, Moda e Design Alessia Cappello hanno raccontato una città capace di attrarre il mondo.
Dai dati economici emerge uno strano paradosso: alla vitalità della vetrina milanese si accompagna la fatica dell’industria che la alimenta. Camera Moda prevede per il 2026 un fatturato complessivo di 91,4 miliardi di euro, in calo dell’1,6% sul 2025. Dopo la flessione dell’8,5% di gennaio, il secondo trimestre ha segnato una stabilizzazione: aprile e giugno positivi, maggio ancora negativo, media del periodo a più 0,1%. Un respiro da accogliere con sollievo e misurare senza enfasi.

Le previsioni rimangono esposte alle tensioni geopolitiche e alle loro conseguenze sui costi dell’energia. Anche dentro il settore le velocità divergono. Nel secondo trimestre tessile, abbigliamento, pelle e calzature hanno perso lo 0,3 per cento; i comparti collegati, dell'occhialeria alla cosmetica, sono cresciuti dell'1,3%. Nei primi sette mesi le vendite al dettaglio di abbigliamento segnano più 1,9%, quelle di calzature meno 1. Fino a maggio l’export dei settori principali arretra del 2,3%.
Il desiderio continua a circolare; trasformarlo in acquisti richiede un lavoro supplementare. Cappello ha indicato 141mila visitatori attesi per la settimana, 78mila dall’estero. Sala ha sottolineato il beneficio turistico della collaborazione fra Milano e la moda, una ricaduta che riguarda alberghi, ristoranti, trasporti, allestitori. È lavoro autentico, con fatture e stipendi. Il successo della città e quello della manifattura hanno però tempi diversi: una stanza venduta produce un incasso immediato, una collezione deve convincere i compratori e trovare clienti nei negozi. Investire nella visibilità durante una fase difficile serve a difendere mercati e relazioni.
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Milano concentra competenze e incontri internazionali. Per un marchio indipendente, però, partecipare comporta spese da sostenere prima di conoscere gli ordini. Il sostegno ai giovani designer acquista senso quando accompagna l’attenzione con contatti commerciali e opportunità professionali. L’agenda dal 22 al 28 settembre, dedicata alla primavera-estate 2027, comprende 203 appuntamenti: 61 sfilate, delle quali sette digitali, 88 presentazioni e 54 eventi.
Si parte martedì 22 con Prada alle 14, poi Diesel; in serata Vogue World in Galleria Vittorio Emanuele II, dedicato al sapere artigiano nell’era tecnologica. L’iniziativa contribuirà con due milioni di euro alla riqualificazione della biblioteca comunale di Quarto Oggiaro. A Palazzo Morando torna il Fashion Hub per i talenti emergenti: mercoledì 23 sarà la giornata di Jil Sander, Antonio Marras e Fendi, oltre al gala di Camera Moda a Palazzo Reale per Dalí e la Moda, aperta al pubblico dal 24.
Giovedì sfileranno Max Mara, Marni ed Emporio Armani; venerdì 25 Tod’s, Gucci e Moschino, con il debutto di Loris Messina e Simone Rizzo, fondatori di Sunnei. Sabato 26 toccherà a Ferragamo, Dolce & Gabbana e Bottega Veneta. Domenica 27 Giorgio Armani sarà in passerella alle 11; arriveranno anche Marques’Almeida e Miguel Vieira, che chiuderà le sfilate fisiche alle 17. Il 28 sarà digitale.
Versace rimane assente. Fra le novità culturali, il 25 aprirà Viktor & Rolf. Spectrum a 10 Corso Como; il 26 debutteranno i Sozzani Awards. A misurare la ripresa saranno gli ordini dei mesi successivi. Una settimana affollata dà fiducia; per la filiera, però, la stagione migliore comincia quando tornano a riempirsi i tavoli da taglio.
Ultimo aggiornamento: Martedì 22 settembre 2026, 20:13








