Bignami (FdI): "Governi più stabili, è un bene per tutti"
Il primo firmatario: "Le urne? Saranno in autunno"

Roma, 9 ottobre 2026 – "È una legge che porta la mia firma. Un po’ di effetto lo fa". Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera e primo firmatario dello Stabilicum, incassato il Sì dell’aula al mattino, nel pomeriggio è al parco con sua figlia.
Bignami, questa volta niente franchi tiratori?
"Un voto ampio e solido, a dispetto delle Cassandre".
In tre mesi ci sono state polemiche e riscritture. È rimasta una buona legge?
"Credo proprio di sì".
I motivi?
"Porta dei benefici al sistema italiano nel suo insieme, dà stabilità, consente a chi vince di governare, obbliga le coalizioni a scegliere prima del voto il candidato premier da indicare al presidente della Repubblica".
Tornano le preferenze.
"Finalmente, dopo oltre 30 anni, si consente agli italiani di tornare a scegliere il proprio parlamentare di riferimento sul cui operato poter chiedere conto".
Parliamo di sette nomi prestampati. Va bene lo stesso?
"Si è trattata di una mediazione assolutamente al rialzo, vista la prima bozza. Un buon risultato".
Per la sinistra è una truffa...
"È sorprendente che lo dicano, visto che la sinistra a suo tempo fece una legge che prevedeva sempre i capilista bloccati. La differenza è tra chi non ha avuto in 30 anni la volontà di inserire delle preferenze e noi che, invece, lo abbiamo fatto".
Crede che scegliere il proprio rappresentante diretto possa incidere sull’affluenza, che è sempre più bassa?
"Si, penso che un beneficio possa arrivare in tal senso".
Ora la palla passa alla Consulta. Teme bocciature?
"Da avvocato le dico che la Corte Costituzionale esiste proprio per valutare e fare eventuali rilievi. Ho ovviamente piena fiducia nelle loro competenze e, per quel che riguarda la nostra legge, credo che l’impianto sia solido".
Ma un giudizio potrà arrivare prima del voto?
"Non conosco i carichi del ruolo della Consulta. Detto ciò, i margini per un parere prima del voto mi paiono piuttosto stretti, ma non impossibili".
A proposito: si vota a maggio?
"A oggi non vedo le condizioni né le ragioni per un voto anticipato. La mia opinione è sempre stata che si voterà in autunno, a scadenza naturale".
E Vannacci sarà con voi?
"Vannacci non sarà con noi ed è un dato di fatto. Anche nei giorni scorsi ha votato con la sinistra, non dando la fiducia al governo. Lei prenderebbe a lavorare con sé una persona che dice pubblicamente di volerla mandare a casa?"
Intanto la sua presenza crea uno scenario non considerato: c’è il rischio che nessuno dei due schieramenti raggiunga il 42% che fa scattare il premio di maggioranza.
"Nella versione originale della legge elettorale avevamo posto la soglia al 40% poi, nel corso del dibattito parlamentare, è emersa da più costituzionalisti l’indicazione per alzarla al 42%. L’abbiamo recepita: è l’ennesima dimostrazione del fatto che questa non sia una legge per qualcuno, come spesso è avvenuto, ma per tutti. Dalle prossime elezioni gli italiani potranno finalmente scegliere chi governerà per i successivi cinque anni. Un valore economico e non solo politico".
Addirittura?
"Non siamo noi a dirlo, diversi osservatori indipendenti hanno quantificato in 265 miliardi di euro il costo dei dieci anni di instabilità politica che hanno preceduto il governo Meloni".
Bignami, pensa che questa legge durerà? Abbiamo una certa dimestichezza, lo sa, a cambiare le regole dopo ogni voto...
"Me lo auguro, perché gli obiettivi questa volta sono condivisi: stabilità, governabilità, rappresentatività sono principi che valgono per tutti".
Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 ottobre 2026, 07:37





