Giorgetti e l’intervento alla Camera (semi-vuota) sul dpfp, ok alla risoluzione sullo scostamento
Banchi quasi deserti per il discorso del titolare del Mef sul piano da 29 miliardi per energia e difesa. Il Pd attacca: "Documento vuoto e ministro lasciato solo"

Roma, 13 ottobre 2026 – La stagione della legge di Bilancio ha inizio. Camera e Senato hanno approvato le risoluzioni della maggioranza sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 e sullo scostamento di bilancio.
Alla Camera sono arrivati 216 sì (e 116 no) sulla risoluzione sul dpfp e 219 voti a favore e 210 contrari su quella relativa allo scostamento di bilancio. Al Senato la risoluzione sul Dpfp ha avuto 108 sì, 61 no e due astensioni. Su quella riguardante lo scostamento, per cui era necessaria la maggioranza assoluta, hanno votato a favore 109, 61 contrari e 2 astensioni.
Una giornata in salita
Una giornata, almeno alla Camera, che è partita in salita. Alle ore 9 parte la seduta della Camera sul Documento programmatico di finanza pubblica. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è puntuale, prende parola dopo la relazione da parte della relatrice leghista Rebecca Frassini. I banchi, però, sono quasi tutti vuoti. Con un’ironia venata di amarezza, esordisce: “Buongiorno onorevoli colleghi presenti in Aula”. Appena cinque i deputati di maggioranza presenti, compreso il relatore. Destinati ad aumentare nel corso dell’intervento, ma comunque pochi.

Pochi in Aula? "Ma io c'ero..."
In apertura del suo intervento nell'emiciclo il ministro ha salutato tutti i presenti, ricevendo il caloroso applauso dei presenti "molti dei quali erano ieri in commissione". Il titolare di via XX Settembre termina il suo intervento alla Camera, si dirige verso il Senato. Proprio mentre il governo chiede al Parlamento un via libera decisivo per autorizzare lo scostamento, la maggioranza fatica a riempire i banchi. Pochi in Aula? "Ma io c'ero...", replica ai cronisti. Interpellato da Repubblica, non nasconde il fastidio e si sfoga: “Non c’era nessuno, è incredibile. Per lo scostamento servono 201 sì, così non passa”. Si, perché oggi saranno votate le risoluzioni sulla “cornice” della futura legge di Bilancio e sullo scostamento: sulla prima è necessaria la maggioranza semplice, sulla seconda la maggioranza assoluta. "Non vogliono lavorare", ha aggiunto il ministro con una punta ironica, prima di recarsi in Senato. Più numeroso il fronte delle opposizioni. La dem Cecilia Guerra prenderà la parola dopo le 10, con Giorgetti già al Senato: “Indecente, solidarietà al ministro Giorgetti che ha parlato di fronte a un’aula vuota”. A sottolineare i tanti banchi vuoti era stata poco prima anche Giulia Pastorella di Azione, intervenuta subito dopo Giorgetti: "Ministro mi permetto di scusarmi a nome dei colleghi assenti per i pochi che siamo...".
Braga (Pd): "T’hanno rimasto solo ‘sti quattro..."
Sull’assenza della maggioranza incalza l'opposizione. Affonda il colpo e trasforma i banchi vuoti in una metafora di un Dpfp giudicato privo di contenuti e di una politica economica senza una direzione chiara. La capogruppo del Pd Chiara Braga interviene alla Camera in dichiarazione di voto sul Dpfp e lo scostamento di bilancio: "Ministro Giorgetti, mi lasci iniziare citando il grande Gassman. Questa mattina 'l'hanno rimasto solo...' e mi fermo qua perché credo che sia meglio. Adesso i banchi pian piano forse si riempiranno, ma stamattina non c'era nessuno in aula della sua maggioranza a difendere un documento surreale che si chiama programmatico, ma che di programmatico non ha nulla se non delle tabelline che rispondono a un compito assegnato". Vuoti i banchi, come lo è “questo documento vuoto in cui il governo non ci dice cosa intende fare, ma ci chiede di credere e applaudire a un'Italia che non c'è, quella che ha una crescita dell'1% che è comunque insufficiente e che chiama questa crescita stabilità”.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 14:35








