Silvia Salis: “La sicurezza? Non solo agenti e telecamere, città più vive contro la paura”
‘È già domani’, il libro della sindaca di Genova: “La destra strumentalizza il tema, slogan e propaganda. La ricetta: istituzioni nazionali solide, Comuni responsabili e comunità attive”

La parola “sicurezza” negli ultimi anni è diventata uno slogan, una bandiera agitata nei dibattiti televisivi, una promessa elettorale ripetuta allo sfinimento. Ma nella vita delle persone è una condizione concreta: la possibilità di camminare in una strada senza paura, di tornare a casa la sera senza sentirsi vulnerabili, di sapere che lo Stato c’è. Quando si parla di questo tema, soprattutto nelle città, la discussione politica tende a semplificare. Si crea l’illusione che la sicurezza urbana dipenda principalmente dalle amministrazioni locali (...), ma la sicurezza è, prima di tutto, una responsabilità dello Stato (...).

Questa distinzione istituzionale è fondamentale (...). La destra si riempie la bocca con la sicurezza. Ha fatto intere campagne elettorali alimentando paure e individuando nemici reali o immaginari. La usa come una parola magica, quasi bastasse pronunciarla per risolvere tutto. Ma poi, quando si passa dalle dichiarazioni ai fatti, la sicurezza scompare. Perché quella vera non si costruisce con la propaganda, ma con politiche concrete. La differenza è semplice: loro alimentano la paura, noi dobbiamo ridurla.

Negli ultimi anni si è diffusa una narrazione secondo cui la sicurezza sarebbe un problema soprattutto nelle città amministrate dal centrosinistra. Il dato è falso e anche la logica che lo sostiene. La sicurezza non può essere infatti scaricata sulle amministrazioni locali come se fosse un servizio municipale, perché è quasi completamente delegata a forze che dipendono dallo Stato. Questo non significa che le città e i sindaci non abbiano un ruolo. Al contrario.
Le amministrazioni locali sono fondamentali nel prevenire le condizioni che favoriscono l’insicurezza: degrado urbano, abbandono scolastico, mancanza di spazi pubblici, isolamento sociale. Quartieri vivi, ben illuminati e frequentati da cittadini che si conoscono sono molto più sicuri. Lo sport, ancora una volta, ha un ruolo importante: campi aperti, palestre scolastiche utilizzate anche dopo l’orario delle lezioni, associazioni che lavorano con i ragazzi dei quartieri difficili sono spesso tra le migliori politiche di prevenzione che una città possa avere. Non risolvono da sole i problemi della criminalità, ma contribuiscono a costruire comunità più solide.

Tuttavia la prevenzione sociale non può sostituire la responsabilità dello Stato. Se il governo nazionale non investe adeguatamente nelle forze dell’ordine, se non rafforza i sistemi investigativi contro la criminalità organizzata, se non garantisce una presenza equilibrata sul territorio, nessuna città può affrontare da sola i problemi che sorgono. È una questione di onestà politica. La sicurezza non può diventare uno strumento di propaganda (...).
La sicurezza non può diventare uno strumento di propaganda
Quando si osservano i dati sulla sicurezza urbana in Europa emerge una lezione abbastanza chiara. Le città più sicure non sono necessariamente quelle con il maggior numero di telecamere o di pattuglie, sono quelle che riescono a combinare tre elementi: istituzioni nazionali solide, amministrazioni locali responsabili e comunità civiche attive. È una triangolazione delicata, se uno degli elementi manca il sistema si indebolisce. Per questo il dibattito sulla sicurezza dovrebbe essere affrontato con meno slogan e più serietà istituzionale.
Le città possono fare molto per migliorare la qualità della vita urbana, ma non possono sostituire lo Stato nelle sue funzioni fondamentali. Riconoscere questa realtà non significa ridurre il ruolo dei sindaci, ma restituire alla sicurezza la sua dimensione reale: quella di una responsabilità condivisa, in cui ogni livello istituzionale deve fare la propria parte. Solo così la parola potrà tornare a significare ciò che dovrebbe: la tranquillità dei cittadini.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 06:00







