Elly Schlein: “Paese allo stremo, Meloni ci dica quando voteremo. Prima poniamo fine ai suoi fallimenti e meglio è”
Botta e risposta a distanza con la premier su prezzi del cibo e dell’energia. Levata di scudi della sinistra. Bonelli: “Non governa più lei, ma Vannacci”

Roma – Dal bollo auto alla scuola, con dietro le quinte i timori sulla manovra nel vivo della nuova campagna elettorale. Di questo ha parlato Giorgia Meloni a Fenix chiamando in causa direttamente Elly Schlein. Ma la leader dem, invece, ha riportato il dibattito su uno dei nervi più scoperti della maggioranza, la riforma elettorale: “Deve dirci lei quando andremo a votare, perché prima poniamo fine ai suoi fallimenti e meglio è”.

È da qui che Schlein ha scelto di replicare, dopo il lungo intervento della premier alla festa di Gioventù nazionale. Attacchi incrociati quelli tra Schlein e Meloni, proprio mentre la riforma approvata dal Senato la scorsa settimana si prepara a tornare alla Camera. Scuola e università entrano nel terreno di scontro: “Meloni continua ad avere problemi con la sua calcolatrice”, ha attaccato Schlein. “Come sulla sanità, anche sull’Università durante il suo governo la spesa sul Pil è calata. Se aumenta solo in termini assoluti ma meno dell’inflazione questo significa tagli ai servizi”.
Tetto agli studenti stranieri nelle classi, obbligo di italiano per le famiglie e divieto assoluto di burqa e niqab nelle aule. Una virata identitaria che l’opposizione rispedisce con forza al mittente. Elly Schlein ha attaccato senza esitazioni, ricordando come i prodotti alimentari costino il 30% in più e i prezzi dell’energia siano tra i più alti d’Europa: “Dopo quattro anni di Meloni la sanità pubblica è allo stremo, l’avete tagliata per favorire quella privata”. Poi l’affondo sul costo dell’energia e sui salari: “Questo, presidente Meloni, non lo dice il Pd, lo dicono i numeri”.

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Parole che riportano al nuovo fronte di tensione anche nel perimetro dell’opposizione. Appena pochi giorni fa, Schlein aveva proposto a Meloni un confronto sull’utilizzo dei 14 miliardi europei per la transizione energetica. Conte e Bonelli avevano definito “incomprensibile” la richiesta di collaborazione con un esecutivo. Ma Bonelli è tornato a schierarsi frontalmente contro la premier: “Invece di occuparsi della scuola, insegue la destra neofascista di Afd e Vannacci”.
La kermesse Nova del M5s a Milano e la Festa dell’Unità del Pd si sono svolte in contemporanea, con i partiti alla complessa ricerca di un programma condiviso. Giuseppe Conte rilancia: “Siamo obbligati a essere radicali senza compromessi”. Ma per Schlein il percorso resta chiaro: “Prima il programma comune, poi la leadership”. Ciononostante, di fronte alle ironie della premier sul “bollo ciao”, l’attacco dell’opposizione resta unanime e compatto: “Meloni insegue Vannacci”. Per Nicola Zingaretti la diagnosi è chiara: “Non governa più Meloni, governa Vannacci”.
Giuseppe Conte rilancia: siamo obbligati a essere radicali senza compromessi
Da Avs, Luana Zanella parla di “muri e divieti” e chiede alla premier “cosa pensa di ottenere” con questa linea ideologica. Sempre da Avs, Elisabetta Piccolotti ricorda che il limite del 30 per cento agli studenti stranieri era già ampiamente previsto da una vecchia circolare Gelmini. Ma ancora una volta è proprio il generale a mettere alle strette la premier. Per Vannacci, infatti, Meloni doveva muoversi molto prima: “Questi provvedimenti dovevano arrivare anni fa”.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 settembre 2026, 05:01









