Il richiamo di Bruxelles. L’Europa: riducete i consumi. Torna lo spettro Austerity
Il commissario all’Energia Jorgensen: "Evitiamo gli utilizzi non indispensabili". Bacchettata sugli interventi dei singoli Paesi per calmierare i prezzi . "Qualunque misura da parte dei governi deve essere mirata e temporanea".

Roma, 29 settembre 2026 – L’inverno si avvicina, le guerre che da mesi, da anni, si combattono ai confini dell’Europa non accennano a placarsi e in un contesto di offerta globale "limitata" ridurre la domanda di gas ed energia è la prima strada da percorrere. È la commissione Ue ad invitare gli Stati membri ad adottare politiche che riducano questa domanda "per tutto il tempo necessario" a far fronte "a una crisi dei prezzi dell’energia" legata a una crisi di approvvigionamento.
A distanza di pochi mesi dall’ultimo monito, Bruxelles torna a incalzare i ventisette Stati Ue spingendoli a mettere in campo misure volontarie: tagli ai consumi elettrici nelle ore di punta, riscaldamenti più bassi negli edifici pubblici, niente riscaldamento in spazi esterni e luci "non indispensabili" spente durante la notte.
Non ci sono rischi immediati all’orizzonte ed è lontana la crisi energetica che attanagliò i paesi europei nell’inverno del 2022, nel pieno dell’invasione russa dell’Ucraina, ma di fronte alla volatilità dei prezzi serve prudenza. In una lettera ai ministri dei 27 paesi europei il commissario all’Energia Dan Jorgensen ha invitato le capitali ad adottare misure sulla scia di quelle adottate nel 2022, incoraggiando voucher energetici e tariffe sociali, aiuti alle industrie condizionati a interventi di efficienza energetica e incentivi alla mobilità a zero emissioni. In questo contesto il commissario ha anche avvertito che "qualsiasi misura di regolamentazione" dei prezzi dell’energia dovrà essere "mirata e temporanea" da parte dei governi, dando corpo a un monito che arriva proprio mentre Bruxelles è ancora in contatto con le autorità italiane per il via libera al ‘decreto bollette’ sull’introduzione di un nuovo tetto al prezzo del gas.
L’Ue si prepara al nuovo inverno con le riserve di gas piene poco oltre il 70% della capacità, ancora sotto l’obiettivo di riempirle almeno all’80% entro dicembre ed è necessario abbassare la domanda. Dal vertice del Consiglio Energia previsto per oggi a Dublino non è attesa alcuna decisione, ma si entrerà nel vivo di un confronto sui prossimi passi per affrontare insieme la crisi dei prezzi, non solo del gas ma anche dei carburanti.
Guardando ai prossimi mesi, Jorgensen propone di sfruttare la flessibilità offerta dal regolamento sullo stoccaggio del gas per ridurre all’80% l’obiettivo di riempimento degli impianti; una mossa che, osserva, potrebbe contribuire ad "allentare la pressione immediata sui prezzi e sui costi" di reintegro delle riserve. Sempre oggi si riuniscono gli esperti della Commissione europea e degli Stati membri nel gruppo di coordinamento sul petrolio, per valutare lo stato delle forniture e decidere, se necessario, di spingere la presidenza irlandese dell’Ue a convocare una riunione straordinaria dei ministri dei Trasporti nelle prossime settimane, come evocato dal commissario Apostolos Tzitzikostas nei giorni scorsi.
E la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, incontrerà oggi a Praga, il primo ministro della Repubblica Ceca Andrej Babis e insieme lavoreranno ad alcune "proposte operative" da presentare al prossimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre che vedrà schizzare in cima all’agenda il tema dei prezzi dell’energia. Al centro della proposta la correzione del meccanismo degli Ets, il sistema europeo di tassazione del carbonio che oggi, sottolineano fonti italiane, "gonfia artificialmente i prezzi e crea squilibri" tre gli Stati, danneggiando "la competitività delle imprese e delle industrie europee. Il pacchetto di misure che Meloni e Babis approfondiranno prevede sei linee di intervento, compresi il regolamento sul metano e il rinvio dell’Ets2.
Ultimo aggiornamento: Martedì 29 settembre 2026, 07:52








