Auto sotto il sole, una trappola a 70°C. Dallo stress termico alle plastiche nocive: i rischi per la salute
Effetto serra e sostanze tossiche: cosa fare per evitare effetti dannosi per l’organismo. Ecco come abbassare la temperatura dell’abitacolo (aprire i finestrini non basta)

Con le temperature esterne che superano i 40°C, la nostra auto può letteralmente trasformarsi in una trappola mortale. Basta lasciarla in sosta sotto al sole soltanto per un’ora con 35°C esterni per fare salire la temperatura dell’abitacolo fino a 60-70 °C.
L’auto diventa subito rovente, questo si sa, ma quello che in molti ignorano è entrare in auto in quelle condizioni crea uno choc termico pericoloso per la nostra salute. Oltre al colpo di calore, anche le componenti di plastica di cruscotto, volante e le altre parti dell’abitacolo possono rilasciare sostanze tossiche. E non solo. La carrozzeria, il cruscotto e i sedili diventano talmente bollenti che basta toccarne le superfici per scottarsi.
L’abitacolo diventa una trappola rovente
Entrare all'interno di un veicolo con temperature superiori ai 40 °C diventa pericoloso. Vari test del ‘Touring Club Svizzero’ hanno dimostrato che dopo un'ora di sosta, nelle vetture sprovviste di pellicole riflettenti – costano pochi euro e abbassano anche il rischio di abbagliamento – per la protezione solare sono state misurate sul cruscotto temperature di oltre 77 °C, mentre ricorrendo a questo accorgimento la temperatura è rimasta invece inferiore ai 40°C.
La maggior parte delle persone sottovalutano il fatto che, già dopo pochi minuti sotto il sole cocente, l'elevata temperatura all'interno di un'automobile può diventare estremamente pericolosa per persone e animali.
Anche il colore della carrozzeria conta
Ad influire sull'aumento delle temperature, conta anche il colore della carrozzeria: secondo i test del TCS, fra due vetture identiche poste alle medesime condizioni di temperatura, quella con la livrea bianca in 10 minuti passa da 25°C a 50°C, mentre quella neraraggiunge, nello stesso lasso di tempo, i 60°C .
Valori che, dopo un’ora, passano rispettivamente a 60°C per l’auto bianca ed a 80°C per la nera. Si tratta di ben 20°C di differenza all’esterno, mentre nell’abitacolo entrambe le vetture arrivano in poco tempo a 40°C di temperatura, creando un ambiente in cui il fisico difficilmente riesce a compensare il conseguente incremento di calore corporeo.
Effetto serra e sostanze tossiche
Con temperature interne che superano rapidamente i 70°C, le componenti in plastica dell’abitacolo e del cruscotto iniziano a rilasciare benzene e composti chimici volatili (VOC). Anche i profumatosi sintetici che si appendono alo specchietto o si inseriscono nella grata dell’aria, se esposti al calore possono sprigionare ftalati e altre sostanze chimiche nocive. E inalare questi vapori può causare mal di testa, nausea, vertigini e fastidi alle vie aeree.
Altro elemento da non sottovalutare: le bottiglie d'acqua dimenticate in auto bisogna buttarle. Il caldo rompe i legami chimici della plastica, che finisce nell'acqua, trasformando ogni sorso in qualcosa di molto pericoloso a causa delle microplastiche e non solo.
I rischi per la salute
Un'auto esposta al sole si trasforma in una serra con gravi effetti sulla salute. I rischi più frequenti vanno dalla disidratazione grave, colpi di calore e svenimenti. Ma, secondo gli esperti, viaggiare a bordo di un’auto rovente può causare problemi respiratori a causa dei vapori tossici delle plastichesurriscaldate. Per non parlare dei rischi anche mortali per i bambini piccoli e gli animali lasciati in auto.
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Colpo di calore e disidratazione. L'aumento rapido della temperatura corporea altera la termoregolazione, causando mal di testa, vertigini, nausea, confusione mentale e collasso cardiocircolatorio.
Effetto tossico delle plastiche. A temperature elevate, le plastiche e i rivestimenti dell'abitacolo rilasciano composti organici volatili (VOC) e formaldeide, irritanti per le vie respiratorie e gli occhi.
Acqua contaminata. Le bottiglie di plastica lasciate al sole rilasciano ftalati e bisfenolo, alterandone la sicurezza dell'acqua.
Cosa fare per abbassare la temperatura (aprire i finestrini non basta)
Piccoli accorgimenti possono aiutare a rendere più salubre l’abitacolo dell’auto. Ad esempip, un semplice parasole abbassa di 10°C la temperatura dell’abitacolo e di quasi 40°C quella della plancia. Abbassare leggermente i finestrini mentre si viaggia, può contribuire a rinfrescare rapidamente l’abitacolo.
Aerare l’abitacolo prima di partire: aprire portiere e finestrini per qualche minuto prima di accendere il motore aiuta a fare uscire l'aria rovente.
Regolare il climatizzatore per evitare una differenza superiore a 5-6 °C rispetto alla temperatura esterna per non subire sbalzi termici dannosi. Idratarsi costantemente bevendo acqua anche durante i tragitti brevi.
Stress da calore: arriva poco sangue al cervello
Come si legge sul sito del Ministero della Salute, oltre alla disidratazione, in un ambiente eccessivamente caldo, come può esserlo l’auto in estate, può determinare uno stress da calore causato da un collasso dei vasi periferici con un insufficiente apporto di sangue al cervello. La disidratazione del guidatore è tanto più rapida e pericolosa quando dalla spiaggia si entra in una vettura con temperatura interna ben oltre i 40°C.
Il consiglio è quello di idratarsi bevendo acqua a sufficienza sia prima di partire sia durante il viaggio. Sempre in base alle indicazioni del Ministero della Salute, alcune patologie – come il diabete e i problemi cardiaci – possono aggravarsi, con un maggior rischio di mortalità.
Se non si dispone di una borsa borraccia termica, può essere utile avvolgere la bottiglietta con carta da cucina inumiditae poi con pellicola di alluminio, poiché la lenta evaporazione della carta bagnata raffredda l’acqua nella plastica.
Guidare in costume: rischio scottature da contatto
Mai guidare in costume da bagno o con top e canottiere che lasciano la pelle a contatto con le cinture di sicurezza, rischiano di scottarsi. Nonistante l’abbigliamento sbagliato possa generare lesioni anche gravi in caso di un piccolo incidente, secondo uno studio dell'European Automobile Commission Foundation riguarda il 25% degli automobilisti in vacanza e nei luoghi di mare.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 5 agosto 2026, 16:50


