Fondi europei per la prevenzione degli incendi, il caso Spagna-Portogallo: l’importanza della cooperazione al confine
Iniziative come Firepoctep, finanziate dai programmi di coesione, sono volte a rafforzare la collaborazione tra autorità locali, ricercatori, vigili del fuoco e comunità e sviluppare strumenti per una gestione più efficace del territorio

Madrid, 17 luglio 2026 – Gli incendi che hanno devastato la Penisola iberica nell’estate del 2025 sono stati un campanello d’allarme per tutta l’Europa. In appena 20 giorni, oltre 500 mila ettari di foreste e terreni agricoli sono andati in fumo, costringendo migliaia di persone ad abbandonare le proprie case. Per Juan Picos, professore di Ingegneria forestale all’Università di Vigo e tra gli esperti coinvolti nei progetti europei di prevenzione degli incendi, quei roghi non sono stati un evento isolato, ma l’anticipazione di una nuova normalità legata alla crisi climatica.
Da anni Picos lavora sul confine tra Spagna e Portogallo attraverso iniziative come Firepoctep e Firepoctep+, finanziate dal programma europeo Interreg Spagna-Portogallo, con l’obiettivo di migliorare la prevenzione degli incendi, rafforzare la collaborazione tra autorità locali, ricercatori, vigili del fuoco e comunità e sviluppare strumenti per una gestione più efficace del territorio.
Durante gli incendi del 2025, alcune delle strategie sperimentate nei progetti europei hanno dimostrato la loro utilità. In particolare, in alcune aree protette portoghesi della rete Natura 2000, le misure preventive sviluppate nell’ambito di Firepoctep hanno contribuito a limitare i danni. Ma l’intensità dei roghi ha mostrato anche i limiti degli interventi locali: quando le condizioni climatiche estreme si combinano con anni di accumulo di vegetazione e abbandono delle aree rurali, anche le migliori strategie possono non essere sufficienti.
"Oggi i grandi incendi diventano i genitori dei grandi incendi di domani", spiega Picos, sottolineando come la fase successiva all’emergenza sia altrettanto importante. Dopo un incendio, infatti, occorre intervenire per stabilizzare i terreni, evitare l’erosione e ripristinare gli ecosistemi, ma anche ripensare il territorio in una prospettiva più resiliente.
La lezione principale riguarda il valore della cooperazione transfrontaliera. Secondo Picos, le reti create attraverso i programmi europei rappresentano una sorta di "rete di sicurezza" che deve essere pronta prima dell’emergenza: "Nessun trapezista mette la rete mentre sta cadendo". La condivisione di dati, competenze ed esperienze tra territori diversi permette di reagire più rapidamente quando la crisi arriva.
Il caso della Penisola iberica mostra quindi il ruolo delle politiche di coesione europee nell'affrontare sfide che non conoscono confini amministrativi. Attraverso il programma Interreg Spagna-Portogallo, l'Unione europea sostiene progetti che non si limitano alla risposta alle emergenze, ma investono nella prevenzione e nella capacità dei territori di adattarsi ai cambiamenti futuri. Nel periodo 2021-2027, il programma ha già finanziato sei progetti dedicati alla prevenzione e alla gestione degli incendi boschivi, con oltre 29 milioni di euro di investimenti complessivi, di cui più di 22 milioni provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).
Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 luglio 2026, 08:57





