Per Guccini era "un film di seconda visione" ma il disco arriva primo in classifica. Cambia la quotidianità compositiva, si consolidano le collaborazioni con Flaco e Claudio Lolli dopo ‘Signora Bovary’. E alla partita si aggiunge un altro tiratardi: Lucio Dalla con ‘Aemilia’, vecchio featuring
Non che sia facile trovare un senso alle cose della vita e non che Francesco Guccini, fino a quel 1990,...

Non che sia facile trovare un senso alle cose della vita e non che Francesco Guccini, fino a quel 1990, non ci avesse ancora mai provato. Anzi! Il punto, ancora una volta, non è provarci ma dove cercare. Con Quello che non..., album uscito a fine 1990, gli anfratti si fanno più bui, la nostalgia più plumbea, l’emozione è un groppo in gola. "La vedi nel cielo quell’alta pressione? La senti una strana stagione?". E via di ottimismo: dall’odore di strade deserte ai sedili di un ex terza classe. È "un film di seconda visione", per il Maestrone, giunto al suo 15esimo lavoro. Il grande successo di Via Paolo Fabbri 43 è di 14 anni prima, col secondo posto in classifica. Un successo mai più eguagliato, nonostante perle come Amerigo o Signora Bovary.
Ma nel frattempo qualcosa nella quotidianità compositiva è cambiata. Intanto dal disco prima, Flaco, il suo chitarrista argentino, ha iniziato a comporre con lui. Ne è uscita Scirocco, un classicone. E sempre in Signora Bovary Guccini ha ripescato un vecchio amico, Claudio Lolli, pubblicandone un inedito, Keaton. Tutte novità in nuce che con Quello che non... sono pronte a irrobustirsi e fiorire. Oltre alla titletrack ecco arrivare dunque Cencio e Le ragazze della notte scritte con Flaco e Ballando con una sconosciuta nella quale i due rielaborano un altro brano di Lolli. In più questa volta è della partita anche un altro amico. Un tiratardi come lui all’osteria da Vito: ovviamente Lucio Dalla.
Guccini ha già fatto un brano con Dalla, era un featuring intitolato Aemilia che qui il maestrone in Quello che non... decide di rifare perché "So che non si fa, ma in fondo non è giusto". La copertina? È il bancone di un bar con un Guccini quasi invisibile sullo sfondo. È lui quello che non. "Molto più facile di ’quello che’", come ha ammesso in un’intervista dell’epoca. Questo disco straordinario sarà anche il suo primo numero uno in classifica. Proprio come gli idoli del pop, ma non lo diremo: potrebbe fulminarci all’istante.
Ultimo aggiornamento: Martedì 6 ottobre 2026, 05:51





