Caviro rinnova il brand del Tavernello e... va in edicola
Il dg della cooperativa, Bassetti: “È un vino per tutti”. Cantine Riunite & Civ punta sugli spumanti. Monti (Vini di Romagna): “Quella del 2025, stagione interessante”
Nella tavolozza di colori del Padiglione 1 dell’Emilia-Romagna ha attirato subito l’attenzione. Un’edicola colorata, rossa e verde, con tanto di locandina: ’Colpo di mercato: Tavernellow sbarca a Verona’. E poi la rivista ’Tavernella 2000’, le shopper, gli adesivi all’insegna di ’Breack the brick’. E infatti il brick iconico, nato nel 1983, è stato al centro di un ampio rebrandign da parte del colosso Caviro. E in fiera, in bottiglia di vetro però, hanno incuriosito anche bollicine frizzanti low alcohol, 3 gradi: un rosato da uve Sangiovese e un bianco da uve Moscato. Proposti anche due blend: di cui uno da Famoso. E poi i nuovi brick di Tavernello, “per un consumo democratico, senza sovrastrutture: é un vino per tutti”, commenta il direttore generale di Caviro Giampaolo Bassetti. “Il consumo di vino non è crollato, ma mutato – continua –. Sono diminuite le quantità di vino consumate dai singoli, in favore di una maggiore attenzione alla qualità. Il numero di consumatori infatti è aumentato, pur a fronte di una diminuzione nei volumi di vino consegnati dai singoli. Dobbiamo tuttavia fare alcune osservazioni: gli spirits ad esempio non hanno visto una riduzione dei consumi analoga a quella che ha colpito il mondo del vino. E allora ecco che ci accorgiamo come il vino abbia bisogno di rinnovare il prodotto, capitolo su cui si è fatto poco in passato”.
Il tema più squisitamente alcolemico – anche in ragione della nuova legislazione – ha comunque avuto un impatto sul settore: “I consumi nel 2025 sono partiti a rilento anche per quel motivo – spiega Roberto Monti, presidente del Consorzio Vini di Romagna – oltre che per l’effetto dei dazi. L’annata si è comunque conclusa con una riduzione dei volumi di commercio rimasta contenuta. Nel 2025 abbiamo avuto una vendemmia soddisfacente, anche nelle aree collinari, che avevano vissuto annate critiche sul fronte della produzione: qualitativamente sarà una stagione interessante. L’Emilia Romagna continuerà a seguire un doppio binario: da un lato le produzioni collinari, più interessanti dal punto di vista organolettico, trainate da Sangiovese e Albana, dall’altro la viticoltura di pianura, orientata sul Trebbiano”.
Fra gli ospiti di ’Cantina Qn’, ieri a Vinitaly, anche un altro colosso come Cantine Riunite. “Il Vinitaly per noi è una festa”, dice il dg Gabriele Lechtaler che poi delinea le strategie del gruppo: “Un tema su cui ci stiamo concentrando sono i prodotti premium – afferma – . In particolare per quanto riguarda Cantine Maschio stiamo lanciando il Prosecco Docg Rive di Colbosco che viene da una zona particolare della provincia di Treviso, mentre per il canale Horeca stiamo lanciando il metodo classico che si chiama Regio e abbiamo rinnovato tutta la linea Dei Cavalieri”.
Il focus è quindi sugli spumanti: “Il gruppo è molto concentrato sulle bollicine – prosegue Lechtaler – settore nel quale siamo leader a livello nazionale. In particolare stiamo lavorando sul metodo classico. Valorizziamo i vitigni emiliani come il Sorbara con Cavicchioli, con cui da sempre produciamo eccellenze come il Vigne del Cristo. Con Albinea Canali nella zona quindi di Reggio Emilia stiamo preponendo uno spumante a base di Spergola, vitigno che si adatta benissimo al Metodo classico. Nelle colline a sud di Reggio c’è fra l’altro una vena gessosa che dona a questi vini una mineralità molto interessante”.
Ultimo aggiornamento: Martedì 14 aprile 2026, 13:04





