Lambrusco, identità e qualità per guardare al futuro
Il consorzio davanti alle incertezze del mercato globale

Verona, 13 aprile 2026 – Nella turbolenza mondiale il mercato del vino italiano accusa qualche colpo ma rimane in buona salute, con le bollicine rosse che per la loro versatilità offrono una buona resistenza verso un visione futura di ripresa. Il Lambrusco ha le spalle larghe. E’ evidente però che il mercato del vino sta vivendo una fase complessa e di trasformazione in cui si registra un rallentamento dovuto alla diminuzione dei consumi a livello globale e a un contesto economico e geopolitico sempre più incerto. L’export del Lambrusco ha subito qualche flessione, ma non dappertutto. Infatti dal mercato canadese arriva un segnale positivo. Nei primi sei mesi del 2025 le importazioni di vino italiano sono cresciute dell’11%. Questo risultato è stato favorito soprattutto dallo sfratto sugli scaffali dei vini statunitensi, penalizzati da un clamoroso calo del 65% come contromisura all’altalena dei dazi voluti dal presidente Donald Trump che hanno creato scompensi collaterali sui mercati internazionali. In questo contesto, secondo il Consorzio del Lambrusco, si aprono sicuramente nuove opportunità anche nei mercati regolati da monopoli.
Lo scenario rimane comunque pieno di ombre. Basti pensare che, secondo l’OIV, a livello di consumi, nel 2024 è stato raggiunto il livello più basso degli ultimi 60 anni. Anche l’Italia risente di questa situazione, con scelte sempre più orientate al risparmio e una crescente attenzione verso un’alimentazione sana e sostenibile. Anche sul fronte dell’export il momento è sempre più aperto a sfide importanti. I quattro anni di conflitto tra Russia e Ucraina , oltre a rappresentare un disastro umanitario, hanno inciso pesantemente su un mercato come la Russia che, fino a fine febbraio 2022, vedeva il Lambrusco crescere a ritmi in doppia cifra. La guerra ovviamente ha frenato questa tendenza. Gli Stati Uniti, pur nello scenario di incertezza che si è venuto a creare, restano il principale mercato per il vino italiano. Eppure nei primi sei mesi del 2025, sempre per l’effetto dazi, si è verificato un forte accumulo di scorte , seguito da un calo nella seconda metà dell’anno e ulteriormente aggravato anche dall’inflazione del dollaro. Per fortuna che adesso arriva un bilanciamento dal Canada che, come detto, può aprire scenari positivi. In questo contesto globale, secondo i vertici del Consorzio, resta “essenziale agire a livello istituzionale per ridurre le barriere commerciali e garantire condizioni di concorrenza più equilibrate, come nel caso dell’accordo tra UE e Mercosur o la riduzione degli ostacoli all’ingresso in India”.
Nonostante tutte queste turbolenze , aggravate adesso anche dal conflitto mediorientale, va detto che il segmento delle bollicine continua a dimostrare una maggiore certezza rispetto ai vini fermi. Che fare per anticipare ulteriori disagi di mercato? Bisogna guardare avanti e diventa quindi fondamentale saper interpretare l’evoluzione degli stili di consumo e intercettarne i cambiamenti. Il Lambrusco mantiene un posizionamento competitivo dovuto anche alla propria identità: è un prodotto duttile, utilizzabile in più occasioni, in linea con le nuove tendenze grazie alla sua versatilità, al contenuto alcolico moderato e alla capacità di adattarsi a diverse occasioni di consumo, dalla ristorazione alla mixology. Certamente, l’importanza dei volumi destinati all’export, circa il 60% della produzione tra Doc e Igt, rende indispensabile continuare a investire nella promozione internazionale e nella qualità. Per questo il ruolo dei consorzi diventa ancora più importante per assistere le imprese nella fase di transizione, valorizzare le denominazioni e rafforzare l’identità dei territori.
Per il Lambrusco tutto ciò si traduce nel continuare a investire nella qualità e in una narrazione capace di dialogare con i consumatori. Vinitaly rappresenta una vetrina alla quale non si può mancare e nello stesso tempo un tassello di questo percorso, una manifestazione di riferimento capace di attrarre operatori da tutto il mondo. Il Consorzio Tutela Lambrusco, che comprende le aziende più titolate, private e cooperative, sarà presente nel padiglione 1 stand A5 dedicato alla regione Emilia-Romagna, al fianco di altre denominazioni e vini di eccellenza del territorio. Nello spazio delle bollicine rosse sono presenti oltre 60 etichette rappresentative delle sfumature del Lambrusco: 12 varietà, diversi metodi di produzione, due province (Modena e Reggio Emilia) e sei DOC (Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Modena Doc, Reggiano Doc, Colli di Scandiano e di Canossa DOC). Un panorama completo.
Ultimo aggiornamento: Sabato 18 aprile 2026, 15:48





