Polidori: “Cibo e musica, gesto d’amore. Dobbiamo raccontare la nostra bellezza”
Food guru e comunicatore
Per molti è noto soprattutto come ‘food guru’, ma Filippo Polidori, esperto di comunicazione, tra i primi a costruire una narrazione intorno al cibo e al vino rivolta al digitale, è anche molto altro: fra le sue ‘intuizioni’ più recenti i food truck sperimentati al Jova Summer Party, che raccontano i territori come sequenza di materie prime, gli chef in azione quasi fossero dj set, su console culinarie che davano forma ad hamburger e tortellini.
“Quello tra cibo e vino è un connubio indissolubile– ha spiegato all’interno di Cantina QN –: il cibo non è più un riempitivo, ma un’esperienza. Coniugare il cibo alla musica, ad esempio, è un gesto d’amore, che va oltre le categorie che hanno spesso imprigionato il mondo del food, quali stelle e altre classificazioni. Un’idea del cibo che ha le sue radici nella storia dei luoghi, nelle vicende che hanno reso l’Italia un ecosistema variegato, una galassia di capitali e capoluoghi, di isole di biosfera e conseguentemente di coltivazioni e produzioni tipiche. “In Italia abbiamo l’arte e il cibo nel sangue, ci siamo nati dentro. È chi arriva a visitare l’Italia da altri paesi che inciampa in tutta questa bellezza: siamo noi a dover raccontare meglio questa bellezza. Dobbiamo in qualche modo essere ‘meglio’ italiani. Ma il messaggio di Polidori è soprattutto quello in favore di una cucina democratica, di un cibo aperto a tutti. “La qualità dev’essere accessibile a tutti. Perché se è ristretta a un’elite, non può più essere definita tale”.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 aprile 2026, 10:21





