Attacchi informatici in azienda: 1 su 2 colpisce anche macchinari e impianti
Secondo la ricerca Claroty, il 56% delle aziende italiane ha subito un incidente sui sistemi collegati a produzione e impianti. Pesano ransomware e accessi esterni non protetti

Un attacco informatico può andare oltre il blocco di computer e dati e coinvolgere anche i sistemi digitali collegati, per esempio, a linee di produzione, impianti o edifici. Lo mostrano i dati italiani di The Global State of Operational Security 2026: Protecting Operations Evolves as a Core Business Capability, la ricerca di Claroty realizzata con Sapio Research intervistando 2.000 responsabili aziendali e tecnologici nel mondo, di cui 150 in Italia.
I dati della ricerca Claroty
Il 56% degli intervistati italiani dichiara che, negli ultimi 12 mesi, la propria azienda ha subito un incidente informatico che ha coinvolto uno di questi sistemi, chiamati sistemi cyber-fisici perché collegano software e componenti fisiche. Gli incidenti hanno causato in media 2,3 ore di interruzione delle attività. Tuttavia, il 10% degli intervistati italiani ha segnalato interruzioni della durata di tre giorni o più, a dimostrazione di come, in alcuni casi, le conseguenze operative di un attacco informatico possano essere molto più significative. A contribuire al rischio sono diverse tipologie di minacce e vulnerabilità. Tra i rischi più citati dagli intervistati italiani ci sono il ransomware, che può bloccare sistemi e dati, e gli accessi esterni non sicuri o non controllati. Ciascuno è indicato dal 33% del campione.
Gli accessi esterni e gli incidenti informatici
Proprio gli accessi esterni rappresentano uno degli aspetti più delicati. Fornitori e manutentori hanno spesso bisogno di collegarsi da remoto ai sistemi di un’azienda. Se questi accessi non sono protetti, possono diventare una via d’ingresso per gli attacchi. Secondo la ricerca, le organizzazioni rappresentate dagli intervistati italiani hanno registrato nell’ultimo anno in media 3,11 incidenti informatici partiti dagli accessi di soggetti esterni. Ma l’evoluzione tecnologica degli ambienti operativi porta con sé anche nuove sfide.
Anche l’intelligenza artificiale è già utilizzata in questi ambiti: circa due intervistati italiani su tre dichiarano che la propria organizzazione la usa nei sistemi collegati alle attività operative. Il 27% considera gli attacchi informatici basati sull’AI una minaccia significativa per questi sistemi. Accanto alla prevenzione, diventa quindi importante anche essere preparati a ripartire dopo un incidente. Il 65% degli intervistati italiani è fiducioso che i sistemi cyber-fisici della propria organizzazione siano compresi nei piani di ripristino. Solo il 47%, però, dichiara che la sicurezza informatica e quella dei sistemi operativi sono gestite in modo prevalentemente o completamente integrato. È proprio dall’insieme di questi dati che emerge il messaggio centrale della ricerca: proteggere i collegamenti tra mondo digitale e attività fisiche, controllare chi può accedere ai sistemi e sapere come riprendere le attività in caso di interruzione. Una sicurezza che, quindi, non riguarda più soltanto computer, reti e dati.
I dati dell'Agenzia per la Cybersicurezza nazionale
Nel primo semestre 2026 sono stati individuati 2.171 eventi cyber, in aumento del 47% rispetto al I semestre 2025. Questi ultimi hanno interessato, in diversi casi più volte, 1.476 soggetti nazionali (di cui 1.093 appartenenti alla constituency, mentre i restanti hanno riguardato cittadini e società private operanti in settori non critici). Dei 2.171 eventi cyber, 1.072 sono stati classificati quali incidenti, in aumento del 246% rispetto al I semestre 2025. I settori più interessati sono stati Manifatturiero, Vendita al dettaglio e Tecnologico.
L’analisi degli eventi rilevati evidenzia come i principali fattori abilitanti le compromissioni ransomware siano l’utilizzo di credenziali valide precedentemente compromesse, lo sfruttamento di servizi di accesso remoto o VPN non adeguatamente configurati o protetti, nonché lo sfruttamento di vulnerabilità note e servizi esposti. Quasi il 9,6% degli attacchi globali avvengono in Italia, nonostante il Pil nazionale sia pari solo al 2% di quello globale.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 ottobre 2026, 16:19





