ChatGPT sfida Google: ora i vestiti si provano con l’IA
Basta caricare una propria foto per vedere come potrebbe starci un vestito prima di comprarlo. OpenAI porta su ChatGPT la prova virtuale dei capi e punta a trasformare il chatbot in un vero assistente per lo shopping

Provare un vestito senza entrare in un negozio e, soprattutto, senza averlo mai avuto tra le mani. È la nuova frontiera dello shopping online su cui punta OpenAI. ChatGPT introduce infatti la funzione Try on, che permette di utilizzare l’intelligenza artificiale per vedere come potrebbe apparire sul proprio corpo un capo d’abbigliamento o un accessorio. Scopriamo di più.
Come funziona Try On
Il funzionamento è semplice. Quando tra i risultati di shopping compare un prodotto compatibile, basta selezionare “Try on” e caricare un selfie o una fotografia. ChatGPT genera quindi un’immagine dell’utente con indosso il capo scelto. La foto di riferimento può essere conservata per le prove successive oppure modificata o eliminata dalle impostazioni. La novità è disponibile sul web e sulle applicazioni mobili.
Anche una foto può diventare un vestito da provare
Non è necessario limitarsi ai prodotti suggeriti dal chatbot. L’utente può anche caricare lo screenshot di una giacca, un abito o un altro capo trovato online e chiedere all’IA di mostrargli come potrebbe stargli. Il sistema sfrutta il modello di generazione delle immagini di ChatGPT, progettato per restituire illuminazione, texture e dettagli più realistici. OpenAI avverte però che il risultato rimane una simulazione: non garantisce che la taglia sia corretta né che il capo vesta realmente come mostrato dall’IA. Prima dell’acquisto restano quindi fondamentali misure e indicazioni fornite dal venditore.
La sfida a Google
La mossa porta OpenAI direttamente su un terreno dove Google si era già spinta nel 2025, quando aveva introdotto una funzione per provare virtualmente i vestiti utilizzando una propria fotografia. ChatGPT aggiunge però anche Favorites, che permette di salvare i prodotti preferiti e organizzarli in cartelle nella Library. L’assistente può inoltre partire dalla foto di un look, individuare articoli simili acquistabili online e mostrarli virtualmente sull’utente. La partita, dunque, va ben oltre il camerino digitale. ChatGPT vuole accompagnare l’utente dalla domanda iniziale alla scelta del prodotto. E la ricerca online rischia di trasformarsi: non più soltanto “dove posso comprare questo vestito?”, ma direttamente “fammi vedere come mi sta”.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 2 ottobre 2026, 13:28





