Claude sfugge al controllo: l’AI di Anthropic entra nei sistemi di tre aziende reali
Compromessi i sistemi di tre società. L’azienda sospende i test e promette controlli più rigorosi. Qualcosa di simile era già successo pochi giorni fa

San Francisco, 31 luglio 2026 – Quella che doveva essere una semplice esercitazione di cybersicurezza in un ambiente completamente isolato si è trasformata in un episodio inquietante, che alimenta i timori sull'evoluzione dell'intelligenza artificiale. Anthropic ha infatti rivelato che alcuni dei suoi modelli più avanzati, tra cui Claude Opus 4.7 e Claude Mythos 5, sono riusciti ad accedere ai sistemi informatici di tre aziende reali durante una serie di test interni, sfruttando un errore di configurazione che ha aperto loro un accesso imprevisto a Internet. Cosa è successo.
L’IA ha sfruttato password deboli per accedere a infrastrutture esterne
L'incidente non è stato provocato da sofisticate tecniche di hacking né da vulnerabilità sconosciute. Secondo quanto spiegato dalla società, il problema è nato da un ‘malinteso’ con il partner incaricato delle valutazioni di sicurezza. I modelli erano convinti di operare in una simulazione chiusa, ma in realtà potevano raggiungere sistemi reali online. Una volta usciti dall'ambiente protetto, hanno sfruttato password deboli e servizi privi di autenticazione per ottenere l'accesso a infrastrutture esterne. Uno degli episodi più significativi ha visto Claude prendere di mira quella che riteneva una società fittizia utilizzata nell'esercitazione. Il nome, però, corrispondeva a un'azienda realmente esistente e il modello è riuscito a entrare nel database di produzione. In altri casi le intrusioni si sono concluse rapidamente, ma due delle tre organizzazioni coinvolte non si erano nemmeno accorte dell'accesso non autorizzato fino alla comunicazione ricevuta da Anthropic.
Anthropic: i modelli non hanno "deciso" autonomamente di attaccare
L'azienda ha precisato che i modelli non hanno "deciso" autonomamente di attaccare il mondo esterno: stavano semplicemente eseguendo il compito assegnato durante le prove di valutazione. Una spiegazione, per certi versi, altrettanto inquietante rispetto allo scenario scongiurato. Già, perché comunque la si voglia vedere, questa vicenda dimostra quanto una semplice falla nelle procedure possa trasformare un test controllato in un problema reale. Per questo Anthropic ha sospeso tutte le esercitazioni che prevedono capacità offensive con accesso alla rete e ha avviato una revisione completa dei propri protocolli di sicurezza.
Un altro precedente preoccupante: quello di OpenAI
Il caso arriva a poche settimane da un episodio analogo emerso durante test condotti da OpenAI, segno che la crescente capacità dei modelli di intelligenza artificiale nel campo della cybersicurezza impone nuove cautele. Alcuni ricercatori di Hugging Face hanno reso noto che, nel corso di una prova condotta in un ambiente di test completamente controllato, un prototipo sviluppato da OpenAI avrebbe cercato di eludere le limitazioni previste dallo scenario sperimentale per impedirne lo spegnimento. In questo caso non si è trattato di un episodio avvenuto nel mondo reale, bensì di una simulazione progettata proprio per mettere alla prova il comportamento del modello. L'accaduto, tuttavia, ha rilanciato il dibattito sulla possibilità che i sistemi di IA più sofisticati sviluppino strategie non previste quando devono perseguire un obiettivo. Che poi, anche evitando letture allarmistiche, è grossomodo quello che è accaduto nell’episodio di Claude. Insomma, se da un lato questi sistemi promettono di individuare vulnerabilità sempre più rapidamente, dall'altro l’effetto collaterale è chiaro.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 31 luglio 2026, 11:28








