Gemini ora ha un volto: Google trasforma l’IA in un avatar che parla con noi
L’intelligenza artificiale del colosso di Mountain View diventa sempre più “umana”, o almeno ci prova. Live Avatar muove le labbra, cambia espressione e può parlare in 97 lingue. Per ora sarà riservato ai clienti Enterprise

Milano, 25 settembre 2026 – Ora Google ci mette la faccia. O almeno ci prova, verrebbe da pensare. Fatto sta che la sua IA non è più soltanto una voce che risponde alle domande ma può avere anche un volto. Già, perché il colosso di Mountain View ha appena presentato Live Avatar, la nuova funzione collegata a Gemini 3.8 Live che permette di conversare in tempo reale con una persona digitale animata. L’effetto punta a rendere il dialogo con la macchina molto più simile a una videochiamata. L’avatar sincronizza il movimento delle labbra con le parole pronunciate e modifica le espressioni del volto durante la conversazione. Può inoltre mostrare informazioni sullo schermo mentre parla.
Un assistente che parla 97 lingue
Uno degli aspetti più impressionanti riguarda le lingue. Secondo Google, Live Avatar ne supporta 97 e può passare da una all’altra mantenendo sincronizzazione e qualità dell’animazione. In una dimostrazione diffusa dall’azienda, lo stesso personaggio digitale conversa prima in inglese e poi in giapponese, adattando i movimenti della bocca alla lingua utilizzata. La novità arriva pochi giorni dopo la presentazione di Gemini 3.8 Live, modello progettato per elaborare anche input visivi quasi in tempo reale. Live Avatar rappresenta così un ulteriore passo verso assistenti AI capaci non solo di comprendere ciò che diciamo e vediamo, ma anche di assumere una presenza visiva durante l’interazione.
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Solo un volto virtuale? Forse no
Google metterà a disposizione una libreria di avatar già pronti, ma consentirà alle aziende di realizzare anche personaggi personalizzati. Le applicazioni potenziali sono numerose: dall’assistenza clienti alla formazione, fino a consulenti e receptionist virtuali. Per ora, però, la funzione sarà disponibile soltanto per gli utenti Gemini Enterprise. Big G afferma inoltre che i contenuti prodotti da Live Avatar includeranno il watermark invisibile SynthID e specifiche protezioni legate all’identità, un punto delicato in un’epoca segnata dalla crescita dei deepfake. La direzione è evidente: dopo aver imparato a scrivere, parlare, ascoltare e vedere, l’intelligenza artificiale sta provando ad appropriarsi di un altro elemento tipicamente umano: il volto. Almeno stavolta lo sta facendo guidata da istruzioni umane e non in autonomia. Ad ogni modo, il punto è che i colossi di Big Tech, Google in primis, vogliono rendere sempre più sottile la distanza tra chatbot e interlocutore virtuale.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 settembre 2026, 14:09









