La clausola di Zuckerberg per il blocco social ai minorenni: anche TikTok e YouTube devono pagare il conto
Due ore al giorno su Facebook e Instagram, stop durante la notte e notifiche silenziate a scuola: le regole di Meta per i ragazzini. Ma dietro l'accordo da 16,7 miliardi di dollari c'è una clausola sorprendente: parte del pagamento scatterà soltanto se i concorrenti adotteranno restrizioni analoghe

Due ore al giorno su Facebook e Instagram. Stop durante la notte. Notifiche silenziate a scuola. L'accordo da 16,7 miliardi di dollari (quasi 18 miliardi di euro) raggiunto da Meta con quasi tutti gli Stati americani sembra destinato a cambiare profondamente l'esperienza social degli adolescenti. Ma dietro le misure per proteggere i minori c'è una questione molto più grande: cosa succede se Meta limita i propri social e gli altri non lo fanno? La risposta è quasi scontata. Milioni di ragazzi potrebbero semplicemente trascorrere più tempo su TikTok e YouTube. Ed è esattamente lo scenario che Meta vuole evitare. Ecco come.
Quei 5,3 miliardi che dipendono dai rivali
Già L'accordo prevede un pagamento complessivo di circa 18 miliardi di dollari in dieci anni, ma la cifra è meno semplice di quanto sembri. Circa il 70%, pari a 12,7 miliardi, è previsto dall'intesa. Il restante 30%, circa 5,3 miliardi, verrà invece versato soltanto se TikTok e YouTube accetteranno di introdurre misure analoghe e di contribuire economicamente secondo quanto previsto dal meccanismo dell'accordo.mMeta, insomma, non vuole correre da sola.

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Se accettano, limiti ancora più duri
Insomma, se TikTok e YouTube aderissero, le restrizioni diventerebbero persino più severe: il limite scenderebbe da due ore complessive su Facebook e Instagram a un'ora al giorno per singola piattaforma, mentre il blocco notturno passerebbe dall'attuale fascia da mezzanotte alle sei di mattina allea fascia oraria 22-7. La stessa Meta sostiene apertamente che gli adolescenti si muovono continuamente tra decine di applicazioni e che limitarne soltanto alcune rischia semplicemente di spostare il problema altrove.
Una guerra per l'attenzione
L'accordo nasce dalle accuse secondo cui Facebook e Instagram sarebbero stati progettati con meccanismi capaci di favorire un utilizzo eccessivo da parte dei giovani. Meta, che non ha ammesso responsabilità, introdurrà limiti di utilizzo, blocchi notturni e maggiori controlli sull'età. Ma la partita ormai supera Facebook e Instagram. Meta sta cercando di trasformare le restrizioni imposte dall'accordo in un nuovo standard per l'intero settore. Insomma, tutto bene ma dietro la tutela dei minori resta una domanda che ha poco a che vedere con la salute dei nostri figli e molto con le logiche di concorrenza tra le cosiddette Big Tech, ovvero: chi conquisterà le ore che i giovanissimi non trascorreranno più su Instagram e Facebook?La nuova guerra dei social potrebbe combattere proprio sul bene più prezioso di tutti: il loro tempo.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 27 agosto 2026, 12:33








