Wi-Fi pubblico, Opera accende automaticamente la VPN per proteggere la navigazione. Come funziona
Il browser introduce una nuova protezione per chi si collega da aeroporti, bar, hotel e biblioteche. La VPN gratuita può attivarsi da sola quando riconosce una rete pubblica, ma la funzione deve essere abilitata dall’utente

Quella che potrebbe apparire come una novità tecnica ha, in realtà, conseguenze estremamente pratiche per chi deve collegarsi a internet e navigare da aeroporti, bar, biblioteche ecc. Lo sappiamo tutti che collegarsi al Wi-Fi gratuito di un aeroporto o di un bar è comodo perché ci permette di navigare senza consumare i giga del nostro piano. Ma sappiamo anche (o dovremmo sapere) che può anche esporre a rischi che spesso sottovalutiamo. Opera prova ora a eliminare almeno una delle dimenticanze più comuni: quella di non attivare la VPN. Con l’ultima versione desktop del browser, la VPN integrata può infatti entrare automaticamente in funzione quando il dispositivo si collega a una rete Wi-Fi pubblica o non protetta. La novità debutta inizialmente negli Stati Uniti e in Francia, mentre Opera ha annunciato che arriverà successivamente in altre nazioni tra cui l’Italia.
Come attivare la VPN di Opera
C’è però un dettaglio importante. La funzione non viene attivata automaticamente per tutti. L’utente deve abilitarla nelle impostazioni di Opera, entrando nella sezione dedicata alla VPN e selezionando l’opzione per utilizzarla sempre sulle reti Wi-Fi pubbliche. Da quel momento il browser controlla il tipo di connessione e, se riconosce una rete pubblica, avvia autonomamente la protezione. Quando si torna su una rete privata, la VPN viene disconnessa. Secondo Opera (che è uno dei browser più utilizzati in Italia dietro Chrome, Safari e Firefox), il controllo necessario a distinguere le reti pubbliche da quelle private non comporta la registrazione delle reti alle quali l’utente si collega.
Perché il Wi-Fi pubblico può essere un rischio
Il problema riguarda soprattutto aeroporti, stazioni, hotel, università, biblioteche e locali pubblici. Su reti condivise o configurate male può aumentare il rischio di intercettazione del traffico o di collegarsi a hotspot creati per ingannare gli utenti. La VPN di Opera crea un tunnel cifrato per il traffico generato all’interno del browser e nasconde l’indirizzo IP. Opera dichiara di utilizzare crittografia AES-256 e di non conservare registri dell’attività di navigazione. La politica “no-log” del servizio è stata sottoposta nel 2024 a un audit indipendente di Deloitte.
Gratis e senza limiti, ma c’è una differenza
Opera offre una VPN integrata dal 2016. Il servizio non richiede un account, non prevede un abbonamento e non impone limiti di traffico. Con Opera 136 la protezione automatica delle reti pubbliche si aggiunge quindi agli altri strumenti dedicati alla privacy, come il blocco della pubblicità e dei tracker. Va però ricordata una differenza fondamentale rispetto a molte VPN installate a livello di sistema: la protezione riguarda solo il traffico che passa attraverso Opera, non necessariamente quello generato dalle altre applicazioni del computer. Una distinzione importante, soprattutto per chi pensa che vedere accesa la scritta “VPN” significhi automaticamente aver messo al sicuro tutto il dispositivo.
Ultimo aggiornamento: Martedì 29 settembre 2026, 10:37





