Cani e gatti sepolti accanto ai padroni, “sempre più Comuni cambiano i regolamenti”
Alessandro Bosi, direttore e segretario nazionale Feniof (Federazione imprese onoranze funebri): “Quanto costa oggi un funerale e sistemare le ceneri degli animali da compagnia accanto a quelle del defunto. Sempre più cremazioni. Tanti cambiamenti ma i cimiteri non spariranno mai”

Roma, 1 ottobre 2026 – Sempre più persone scelgono di essere sepolte accanto al proprio cane o gatto. E sempre più Comuni “si stanno attivando per modificare i regolamenti cimiteriali, in centinaia ormai consentono di sistemare i resti dell’animale da compagnia in un’urna accanto a quella del defunto”.
Alessandro Bosi, direttore e segretario nazionale Feniof (Federazione imprese onoranze funebri), è certo: “I cimiteri non spariranno perché sono un patrimonio comune”. Resisteranno ai cambiamenti di una società che muta in tempi rapidissimi, anche sotto la spinta dell’intelligenza artificiale, entrata con grande spinta nel settore del caro estinto.
Quanto costa oggi un funerale
Bosi riconosce però che è in corso un mutamento profondo, “un trend che porta ad allontanarsi sempre più dal concetto di onoranze funebri. Oggi c’è sicuramente meno attenzione per l’ultimo saluto alla persona cara”. La stessa ‘grande fuga’ dalle urne fa lievitare i conti, “per un funerale sispendono in media 2.700 euro, ma i prezzi delle concessioni superano abbondantemente queste tariffe. In conclusione, quando uno ‘chiude’ a 5.500 euro può dirsi fortunato. Il cimitero è comunque un costo, da qui il trend in aumento della cremazione, che ha tariffe fissate a livello ministeriale, si arriva a un massimo di 700 euro”.

Quanto costa seppellire un cane o un gatto
E quanto costa, invece, seppellire un cane o un gatto? “Per sistemare le ceneri degli animali accanto a quelle dei padroni – chiarisce Bosi – i cimiteri applicano la tariffa di apertura e chiusura tomba. Direi sui 200 euro”.
Mentre “mi risulta che siano sempre meno numerosi i cimiteri per animali, per un problema di manutenzione. E poi perché non ci sono troppe differenze rispetto alla sepoltura di una persona, quindi servono fosse profonde e si hanno grandi occupazioni di spazi, con uno scarso ritorno economico. Cosa diversa è l’urna, che si può sistemare subito sotto il terreno e prevede dunque costi più bassi”.
Cremazioni e affidamento
Su tutto s’impone un dato, “ormai in Italia 5 defunti su 10 vengono cremati. Con dei picchi, in Emilia Romagna siamo ormai al 60%, a Milano all’82%. Molti resti, invece che essere portati nei cimiteri, vengono affidati a casa oppure dispersi”. Tutte pratiche che “sottraggono risorse” al camposanto, “quindi non deve stupire se le concessioni cimiteriali diventano sempre più costose”.

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Il qrcode sulle tombe
Secondo Bosi “tante innovazioni sono difficilmente calabili nella realtà italiana perché le nostre norme sono vetuste, ad esempio non mi risulta che si possa ancora seppellire l’urna con ceneri all’interno e far crescere un albero sopra”. Anche l’affidamento prevede regole precise. “Si può tenere l’urna a casa ma si deve custodire per evitare qualsiasi fenomeno di possibile profanazione, non si può sicuramente sistemare in giardino perché non ci sono le distanze dalle civili abitazioni. Quindi diventa un po’ difficoltoso applicare queste regole che sono poetiche sulla carta ma poi collidono con le normative”.
Esistono invece da “almeno 15 anni i qrcode sulle tombe. A seconda dell’applicativo, permettono di accedere alla biografia del defunto o ad altri contenuti multimediali, magari anche con password per i parenti o per gli amici più stretti”.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 2 ottobre 2026, 17:35







