Caso Resinovich, le formiche (anche) carnivore e l'esperimento a Trieste: ecco cosa hanno scoperto gli scienziati
Nicola Bressi, zoologo e curatore del Museo civico di storia naturale, ha firmato una relazione per la famiglia di Lilly: ecco quali animali selvatici vivono nel parco. “Altamente improbabile che il cadavere sia rimasto lì per 22 giorni”

Trieste, 5 gennaio 2025 - Nel bosco di Liliana Resinovich c'erano formiche Prenolepis nitens, (anche) carnivore - trovate sul corpo, però non hanno provocato lesioni – e cinghiali, volpi, cani e gatti randagi - "che lasciano tracce ovunque" -, "quattro specie di topi e ratti, tre specie di corvidi, tipico per loro andare a mangiare il cadavere. E la poiana". Nicola Bressi, zoologo di Trieste, curatore del Museo civico di storia naturale, ha firmato una consulenza per il fratello di Lilly, Sergio.
Ha documentato la vita degli animali nel parco della morte. Annota: “Ricordo una cosa risaputa: d’inverno, con le temperature più basse, sono anche più affamati”.
Era il pomeriggio del 5 gennaio 2022: esattamente 4 anni fa i vigili del fuoco hanno scoperto il cadavere di Lilly, il corpo era in un boschetto dell'ex manicomio di San Giovanni.
"Altamente improbabile che sia sempre rimasto lì per tre settimane. Sono nato a cinquecento metri da quel parco, da bambino ci ho giocato. Conosco benissimo il posto".
Lo considera altamente improbabile perché non aveva insulti di animali selvatici?
"Sì. A Trieste alcuni colleghi hanno appena compiuto un esperimento che sarà pubblicato a breve su una rivista scientifica. Naturalmente lo studio non c’entra direttamente con il caso Resinovich. Ma sicuramente questo lavoro, curato in particolare dalla mirmecologa Silvia Castro, mette un punto fermo sulle abitudini di questi insetti e indirettamente aiuta a fare chiarezza in una vicenda ancora affollata di dubbi. L'obiettivo era di capire se le formiche Prenolepis nitens, come quelle del boschetto, si nutrono di mammiferi”.

Il risultato?
"In un giardino è stata 'apparecchiata' carne di maiale. In un paio di giorni, le formiche hanno fatto il loro lavoro”.
Anche sul corpo di Lilly, guardandoci bene, sono state scoperte formiche.
Leggi anche
"Sul cadavere c’erano Prenolepis nitens ma non sono state riscontrate lesioni. Questo vuol dire una cosa sola: gli insetti erano appena arrivati".
L'ipotesi del primo medico legale: Liliana Resinovich morta un paio di giorni prima del ritrovamento, probabile suicidio. La seconda consulenza del team Cattaneo conclude invece che è stata uccisa la mattina del 14 dicembre 2021 e che il corpo non è mai stato spostato.
"Sono uno zoologo, non faccio il criminologo. Ma ricordo che il cadavere non aveva odore. Questo è ripetuto ovunque con grande chiarezza. Com'è possibile dopo 22 giorni in un bosco, dentro sacchi di plastica?”.
Non c’erano segni di putrefazione.
"E questo non si può spiegare con le basse temperature, perché sono sempre rimaste di diversi gradi sopra lo zero”.
L’ipotesi suicidio?
“Non ha senso. Ed è un bene che si sia continuato ad indagare, questo è importante per la famiglia di Liliana Resinovich".

Quindi?
"Quindi è logico pensare che il corpo sia stato portato lì in un secondo momento. E che Liliana Resinovich sia stata uccisa il 14 dicembre. Come faceva a nascondersi per 22 giorni a Trieste, mentre tutti la cercavano?".
Cadavere congelato? Cattaneo lo esclude, liquida quell'ipotesi come fantasiosa.
"Si è discusso tanto di questo ma basta un frigorifero, con una temperatura di 2-3 gradi. Ricordiamoci che Liliana Resinovich era una donna minuta. Aggiungo: non ha senso pensare che una persona di quel tipo sia andata a suicidarsi in un posto del genere. Ancora: i vestiti erano puliti e intonsi. Come avrebbe fatto a passare tra rovi e reti?”.

Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 gennaio 2026, 19:14









