Il mistero di Liliana Resinovich, la donna ‘morta due volte’: il rebus della data e il marito indagato, cosa sappiamo 4 anni dopo
Il corpo trovato nel parco dell’ex manicomio di Trieste. Indagato per omicidio il marito Sebastiano Visintin, che si è sempre proclamato innocente. Per il team Cattaneo è stata uccisa il 14 dicembre 2021, giorno della scomparsa. Sulla lapide il 5 gennaio 2022, quando è stato scoperto il cadavere

Trieste, 5 gennaio 2026 - Oggi, dopo 4 anni, non esiste ancora una verità giudiziaria per la morte di Liliana Resinovich, il giallo di Trieste. La donna che, nel mistero, sembra morta due volte: viene trovata il pomeriggio del 5 gennaio 2022 nel parco dell’ex manicomio, nel quartiere San Giovanni. E quella è la data sulla lapide, al cimitero di Trieste. Una tomba oggi vuota, perché i resti di Lilly sono stati esumati e analizzati, la seconda consulenza del pm (nuovo come procuratore e gip) conclude che sia stato un delitto e colloca la scena la mattina della scomparsa, il 14 dicembre 2021. Analisi firmata dal team di Cristina Cattaneo. Il fascicolo era stato aperto il 22 dicembre 2022 per sequestro di persona.
Il rebus della data di morte
Indagato per omicidio il marito Sebastiano Visintin, che da sempre si professa innocente. L’Italia e Trieste si sono divisi tra innocentisti e colpevolisti. In mezzo, la mancanza di prove.
Il rebus della data di morte non è mai stato sanato in modo definitivo. Perché il primo medico legale, considerate le condizioni del corpo, ben mantenuto, aveva ipotizzato che il decesso fosse avvenuto un paio di giorni prima del ritrovamento.

Le cause del decesso sono da accertare
“In data odierna, ore 18:30, ho constatato l’avvenuto decesso in località boschiva entro il comprensorio ex Opp, di un soggetto verosimilmente identificabile per Liliana Resinovich nata il 26-4-58. Le cause del decesso sono da accertare”. Così Fulvio Costantinides in un appunto scritto a mano, la sera del 5 gennaio 2022. Alla fine, il consulente del pm ipotizzerà il suicidio. L’allora procuratore Antonio Di Nicolo chiederà l’archiviazione, il gip la respingerà ‘ordinando’ 25 approfondimenti. Oggi sono in corso nuove analisi ed è stata richiesta una proroga che sposta le risposte di questo giallo a marzo.
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Il ritrovamento del corpo di Liliana Resinovich
“Alle ore 16:10 personale dei vigili del fuoco individuava il corpo senza vita di una donna. (…) Giaceva a terra in posizione fetale, appoggiata sul lato sinistro, con la schiena quasi parallela al lato corto della recinzione. Appariva con la parte superiore del busto infilata in un sacco di plastica per immondizia di colore nero, analogamente anche la parte inferiore del corpo infilato in un medesimo sacco che terminava all’altezza del bacino”. Così i poliziotti nel verbale del ritrovamento, in una Trieste che ancora non si è accorta del caso. Destinato a diventare presto mediatico, con scenari e duelli tra Visintin e Claudio Sterpin, l’82enne che ha dichiarato: Lilly voleva rifarsi una vita con me.
“Sia il prato della porzione di terreno che il sentiero di accesso non presentavano importanti calpestii né evidenti ramificazioni schiacciate o spezzate che potessero far ritenere il contemporaneo passaggio di più persone”, è una delle annotazioni dei poliziotti nel verbale del ritrovamento.
Le prime parole di Claudio Sterpin
La mattina del 5 gennaio, verso le 10, Sterpin si presenta in questura a Trieste. Cita la testimonianza di Iva - la fruttivendola che ha dichiarato alla polizia di aver visto passare Lilly la mattina del 14 dicembre, verso le 8.30 -e fa queste ipotesi: Liliana potrebbe aver preso un autobus per recarsi al negozio Wind 3D di via Battisti, “come mi aveva riferito il 14 dicembre nella telefonata delle 8:22”, “o ha trovato qualcuno che le ha offerto un passaggio, o può aver proseguito a piedi”, incamminandosi verso l’ex manicomio, una camminata che non arriva alla mezz’ora.
Ancora: “Penso che Liliana potesse essere turbata la mattina del 14 dicembre, ho visto in TV e mi è stato anche inviato per WhatsApp dalla cugina il filmato che la riprendeva alla cena del giorno prima della scomparsa”. Secondo Sterpin, da quelle immagini si capiva chiaramente che la donna era tesa, a testa bassa. “Aveva uno sguardo preoccupato”: così l’ha descritta la fruttivendola Iva. Secondo Sterpin, quella scena si poteva spiegare così: Lilly poteva aver accennato al marito del legame con lui.
"Una notizia qualsiasi”
La polizia chiede poi all’82enne per due volte il significato di due messaggi inviati a Lilly quella mattina. In dialetto, Sterpin chiedeva un segnale, “una notizia qualsiasi”. E lui risponde: mi aspettavo addirittura che avesse cambiato idea su cosa fare, che avesse ripensato al progetto di lasciare il marito. Per il procuratore di allora, proprio questo stato di tensione emotiva avrebbe fatto maturare l’idea del suicidio. Ma la consulenza Cattaneo, a febbraio 2025, ribalta tutto: Lilly è stata uccisa nel boschetto dell’ex manicomio, la mattina del 14 dicembre 2021. Il corpo non è mai stato spostato da lì. “Siamo davanti a un delitto di prossimità, maturato nel mondo relazionale di Liliana”, ha scritto ieri sui social Nicodemo Gentile, presidente di Penelope e avvocato del fratello di Lilly, Sergio. Ribadendo: “Negli atti, a mio avviso, le risposte ci sono già tutte”.
Le parole di Sebastiano Visintin
Quella stessa mattina del 5 gennaio 2022 in questura a Trieste viene sentito anche Visintin. Che, su richiesta degli investigatori, consegnerà il video del 13 dicembre – la cena dei presunti malumori – e spiegherà che nell’organizzazione familiare il martedì, il mercoledì e il giovedì marito e moglie avevano impegni per conto proprio. “Generalmente ognuno faceva le sue cose”. Ed era un martedì anche il 14 dicembre 2021. Quando Lilly, consegnando il colpo d’occhiodi una donna preoccupata alla fruttivendola Iva che la vede passare davanti alle vetrine, sparisce e diventa un mistero.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 7 ottobre 2026, 08:45









