Liliana Resinovich, il microbioma e la data di morte. La scienziata: “Perché ho ipotizzato il congelamento del corpo”
Noemi Procopio è un giovane talento italiano all’estero. Insegna all’università del Lancashire in Gran Bretagna ed è entrata nel caso Resinovich come consulente del marito di Lilly, Sebastiano Visintin, indagato per omicidio. “La tecnica oggi è sperimentale ma voglio continuare a studiare il caso con i colleghi Usa”

Roma, 17 luglio 2025 – Quando è morta Liliana Resinovich? Per la consulenza Cattaneo la 63enne di Trieste è stata uccisa la mattina della scomparsa, il 14 dicembre 2021, e per 22 giorni il cadavere è rimasto nel boschetto dove è stato trovato il 5 gennaio 2022. Ma come si spiegano le condizioni del corpo, ben conservato?
“Sono arrivata a due conclusioni possibili, attraverso lo studio del microbioma: la morte potrebbe risalire al 14 dicembre se il corpo fosse stato congelato; in caso contrario, a 12 ore prima del ritrovamento. La premessa d’obbligo però è che la scienza non può dare certezze assolute ma ipotesi”.

Noemi Procopio è un giovane talento italiano all’estero. Voleva entrare nei Ris, poi ha lasciato il suo Piemonte e ha scelto un dottorato in Scienze biomolecolari forensi in Gran Bretagna. Da quel momento non si è più fermata. Ha iniziato con studi innovativi sull’uso delle proteine per capire il tempo trascorso dalla morte. Ed è entrata nel caso Resinovich – il giallo di Trieste – come consulente del marito di Lilly, Sebastiano Visintin, indagato per omicidio (due giorni fa l’ultima perquisizione in casa).
Raggiungiamo al telefono Noemi Procopio in Gran Bretagna dove vive e lavora. Assunta come docente di Scienze forensi all’università del Lancashire - ForensOmics, si chiama il gruppo di 9 scienziati che coordina – gestisce progetti da milioni di sterline e studia da anni “metodi nuovi per stimare l’epoca della morte in modo più obiettivo. Perché poi capitano casi come quello di Trieste e non sappiamo dove sbattere la testa”.
A questo link è spiegato il lavoro di Noemi Procopio

- “Che cos’è il microbioma e cosa ci dice”
- Cosa dice la relazione Cattaneo sul microbioma
- "Caso Resinovich e data di morte, su cosa ho lavorato”
- “Ho usato modelli umani e animali dalla GB agli Usa”
- La traccia comune a tutti i modelli
- "Le ipotesi sulla data di morte”
- I precedenti di corpi non decomposti
“Che cos’è il microbioma e cosa ci dice”
In effetti la data di morte è il vero rebus di questa storia. Suscita perplessità trasversali nei consulenti – anche tra chi è convinto che il marito sia colpevole -, la conclusione che il corpo sia rimasto nel boschetto, per 22 giorni. Dottoressa Procopio, cominciamo da qui: che cos’è il microbioma?
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“La successione dei microbi all’interno o al di sopra del cadavere o addirittura anche sotto al corpo, nel suolo. Gli studi pubblicati dal 2012-2013 dimostrano che il microbioma può essere ben correlato con il tempo trascorso dalla morte. Quindi è una questione antica, non la scopriamo oggi”.
Cosa dice la relazione Cattaneo sul microbioma
Nella relazione Cattaneo si esclude la possibilità del congelamento e si ‘archivia’ il microbioma come sperimentale.
“Sperimentale come l’Ngs che quella consulenza suggerisce di percorrere – tiene il punto Procopio -. Il microbioma si basa esattamente sullo stesso principio. Comunque non mi fermerò qui. Desidero continuare a studiare questo caso. Coinvolgerò colleghi americani che ho già interpellato. Le tecniche sono sperimentali finché non c’è un precedente e non si lavora per farle accettare come prove in tribunale”.
"Caso Resinovich e data di morte, su cosa ho lavorato”
Spiega Procopio: “Ho lavorato su quello che c’era, non il massimo devo dire, campioni prelevati il giorno dell’autopsia per estrarre il Dna e identificare in modo certo il cadavere, conservati fortunatamente in modo ottimale. Ho solo analizzato i dati, non ho mai messo mano sui campioni, quindi questo lavoro non è di parte, ci tengo a precisarlo, è stato affidato a un laboratorio esterno. Ho utilizzato sistemi di bioinformatica per capire che batteri fossero presenti e in che quantità. La parte interessante sta nell’andare a correlare quello che si è ottenuto in quel campione con altri modelli di cui è noto l’intervallo post mortem. Per farla semplice: se trovo una certa composizione con una certa tipologia di batteri e una certa quantità, allora il tempo trascorso dalla morte è X, altrimenti è Y”.
“Ho usato modelli umani e animali dalla GB agli Usa”
“Per questo caso – chiarisce la scienziata – ho utilizzato modelli sia animali che umani, quindi maiali esposti a temperature di 12-13 gradi, in un altro caso lasciati decomporre in Nord Dakota in una condizione estrema, con temperature molto inferiori allo zero. E ho usato dati umani di donatori in Texas, per capire di più sulla decomposizione”.
La traccia comune a tutti i modelli
E qual è stato il risultato finale? “Tutti i modelli, sia animali che umani, in condizioni diverse di clima, puntano nella stessa direzione. Sulla base del microbioma trovato sul cadavere, è altamente inverosimile che Liliana Resinovich sia rimasta per 22 giorni nel boschetto”.
"Le ipotesi sulla data di morte”
E la data di morte? “Potrei calcolarla con esattezza se avessi la certezza che il corpo non è stato spostato – riflette Procopio -. Ma c’è un altro piccolo tassello da aggiungere. Tra i batteri trovati, ce ne sono diversi che avevo scoperto in cadaveri congelati e poi scongelati. Chiaro, questa è un’osservazione, non una prova. Ma non sono fantasie, sono dati scientifici. Non è una certezza ma non lo escludo”.
I precedenti di corpi non decomposti
Ma nella sua esperienza si è mai imbattuta in casi di corpi così ben conservati nonostante l’esposizione per tanto tempo in un luogo esterno, senza insulti di animali e altro?
“Nella mia esperienza finora mi è capitato una sola volta di trovare un corpo che non si decomponeva, è stato nel periodo del Covid – riconosce Procopio -. Nessuno sapeva darsi spiegazioni, si ipotizzava l’assunzione di farmaci poco prima della morte, cosa che potrebbe aver allontanato gli insetti. Bisogna anche considerare che la decomposizione parte dal microbioma intestinale. Quindi, se assumo antibiotici molto forti e muoio il giorno dopo o il giorno stesso, il progredire di quel fenomeno sarà alterato. Ma sono tutti casi che n on mi sembrano collegabili alla morte di Liliana Resinovich”.
Ultimo aggiornamento: Martedì 6 ottobre 2026, 22:22









