Fmi, l’economia regge agli choc: l’AI fa da traino alla crescita, stime in rialzo per l’Italia
Il Fondo monetario internazionale vede una ripresa globale al 3,4% nel 2027. La direttrice Georgieva: “AI un driver essenziale”. Restano i rischi legati a energia e tensioni geopolitiche

Nonostante le guerre, lo choc energetico e il rischio spread, il Fondo monetario internazionale migliora le previsioni di crescita mondiale per il 2027. In particolare, mentre per il 2026 è prevista una decelerazione della crescita economica dal 3,5% del 2025 al 3,1%, nel 2027 è attesa una ripresa al 3,4%. E stime positive sono previste anche per l’Italia: il Fondo monetario internazionale ha infatti migliorato di 0,3 punti percentuali – da 0,5% a 0,8% – la sua previsione per la crescita dell’economia italiana nel 2026 rispetto all’aggiornamento delle stime pubblicate a luglio, e aggiunge un decimale alla stima di crescita per il prossimo anno, portandola a 0,6%. Lo si legge nel World Economic Outlook presentato durante le riunioni Fmi a Bangkok. E molta parte del merito di questa crescita mondiale, secondo la diagnosi dell’Fmi, è dell’intelligenza artificiale che ha mobilitato investimenti massicci facendo del 2026 un anno di “resilienza”, anche se non si quanto durerà.
I rischi dell’economia mondiale
L’economia mondiale, dunque, “ha retto nonostante una raffica eccezionale di choc” negli ultimi anni culminati con la guerra in Medio Oriente. Ma c’è un però. “Questa resilienza è sotto sforzo”, ha sottolineato la capo economista Fmi Silvana Tenreyro. E “potrebbe presto essere messa alla prova”. A sostenere le crescita, ha aggiunto, sono stati “il riorientamento degli approvvigionamenti energetici” e “il boom degli investimenti per l’Ia”. Tuttavia – avverte Tenreyro – “le scorte energetiche si stanno assottigliando” e “ulteriori choc geopolitici possono ripercuotersi ancora sui prezzi e interruzioni delle forniture”. Inoltre l’alto debito limita gli spazi di manovra fiscale, e le banche centrali hanno le mani legate perché devono concentrarsi sulla stabilità dei prezzi.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, questa – ha sottolineato la direttrice generale Kristalina Georgieva – “può piacere o meno, può essere temuta ma è qui, e sta diventando rapidamente un driver essenziale della relativa fortuna economica di un Paese nell’economia mondiale”. Dunque si tratta di un ‘game changer’ per la crescita e di questo beneficia anche l’Europa, che non avendo modelli autonomi ‘di frontiera’ come quelli statunitensi, è comunque ben inserita nella catena globale.
I dati sull’Italia, crescita e inflazione
Dunque anche per l’Italia le stime di crescita sono previste in timido rialzo. Il Fondo ha infatti migliorato di 0,3 punti percentuali (da 0,5% a 0,8%) la sua previsione per la crescita dell’economia italiana nel 2026 rispetto all’aggiornamento delle stime pubblicate a luglio. A questo si aggiunge che l’Italia chiuderebbe il 2026 con un tasso d’inflazione in media d’anno del 3,3% sopra la media dell’area euro pari a 3,1%, per poi rallentare e convergere sulla media dei partner europei al 2,8% nel 2027. L’Fmi mette solo la Spagna, tra le principali economie dell’euro, al di sopra dell’Italia in termini di impatto inflazionistico dello choc energetico, con un +3,7% nel 2026 e poi 2,7% nel 2027. La Germania segnerebbe 2,7% nel 2026 e poi 3,1%, la Francia si fermerebbe a 2,4% e poi 2,2%.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 10:57


