Donald Trump detesta i giornalisti ma tra i Repubblicani cresce (leggermente) la fiducia nei media: la battaglia delle “verità artefatte” nel voto di Midterm
L’ultimo rapporto di Gallup analizza la fiducia dell’elettorato nei confronti del sistema giornalistico tradizionale. Stanchezza per le verità artefatte della Casa Bianca?

Firenze, 13 ottobre 2026 – Donald Trump non ama i giornalisti; soprattutto non ama quelli che lo descrivono e raccontano per ciò che è. Preferisce di gran lunga gli influencer esaltati o i podcaster provenienti dalla cultura MAGA, anche quella di scarto, purché non gli abbiano voltato le spalle come ha fatto, dopo averlo sostenuto strenuamente, Tucker Carlson, ex volto di punta della Fox poi passato a dire che Trump è schiavo della solita non meglio precisata “lobby ebraica”.

Il presidente statunitense ha delle fissazioni ottime per gli studi dei sociologi dei media, che hanno a disposizione abbondante materiale da quando Trump è salito sul palcoscenico. Come le risse con la CNN. Prima Jim Acosta, durante la prima presidenza, poi Kaitlan Collins, nel corso dell’attuale amministrazione: “You are fake news”, disse una volta Trump ad Acosta, evitando di rispondere alle sue domande. Non so se siate pratici della letteratura di Harry Potter, ma “You are fake news” detto a un giornalista è come l’“Avada Kedavra” nel mondo di Hogwarts, una delle maledizioni senza perdono; non si torna indietro da una maledizione imperdonabile, è la fine. Una scena simile si è verificata mesi fa con Collins, durante una conferenza stampa in cui Trump si è sottratto alle incalzanti domande su Jeffrey Epstein e l’ha attaccata sul piano personale (“Non ti ho mai vista sorridere”).
Nei giorni scorsi Trump ha estromesso dalla Casa Bianca CNN, Politico e MS NOW (l’ex MSNBC), testate che sono accusate di diffondere balle sull’amministrazione americana e che poi sono state reintegrate da un giudice, come già accaduto in passato. L’estromissione è avvenuta quasi in contemporanea alla realizzazione di una ricerca, resa nota lo scorso 29 settembre, contenuta nell’ultimo rapporto di Gallup sulla “Media Trust”, che analizza la fiducia dell’elettorato nei confronti del sistema giornalistico tradizionale.
Il “quasi” non è un dettaglio: il sondaggio sulla governance condotto da Gallup è stato realizzato dal primo al 17 settembre; l’indagine è stata dunque completata poco prima che l’amministrazione americana negasse l’accesso alla Casa Bianca a diverse testate giornalistiche nazionali a partire dal 18 settembre, accusandole di fare un’informazione faziosa. Il sondaggio dunque non tiene conto di quello che è accaduto immediatamente dopo alla Casa Bianca, ma potrebbe incidere sull’umore elettorale. La domanda da farsi è: come? Lo farà confermando la già bassa fiducia degli statunitensi nei confronti dei media tradizionali?
I dati mostrano un leggerissimo miglioramento a favore dei media, ma i risultati sono comunque negativi per giornali, radio e tv. Secondo la ricerca, il 33 per cento degli adulti statunitensi dichiara ora di riporre “molta” o “una discreta” fiducia nei giornali, nella televisione e nella radio per quanto riguarda la capacità di riportare le notizie “in modo completo, accurato e imparziale”, in aumento rispetto al 28 per cento dello scorso anno. Allo stesso tempo, il 33 per cento degli americani dichiara di avere “poca” fiducia nei media, mentre il 33 per cento afferma di non averne “affatto”.
“Il miglioramento della fiducia nei media registrato quest’anno è quasi interamente dovuto a un aumento tra i Repubblicani”, osserva Lydia Saad, direttrice della Ricerca Sociale negli Stati Uniti di Gallup: “Il 22 per cento dichiara adesso di avere fiducia nei media, in crescita rispetto al minimo storico dell’8 per cento dello scorso anno e il dato più alto tra i repubblicani dal 2015. La fiducia dei democratici è sostanzialmente stabile al 50 per cento, contro il 51 per cento dello scorso anno, mentre quella degli indipendenti è anch’essa statisticamente invariata, al 31 per cento”.
Il fatto che i Repubblicani abbiano più fiducia nei giornali di prima potrebbe non essere preso affatto bene da Trump, che ha passato gli ultimi anni a fare il lavaggio del cervello, a colpi di “fatti alternativi”, all’elettorato conservatore e non solo. Sicché sorge una domanda: se gli elettori del GOP credono di più ai giornali è perché anche i giornali si sono trumpizzati (difficile, visto che anche il Wall Street Journal è critico, e non da ora, nei confronti di Trump) oppure perché anche loro si sono stufati delle verità artefatte della Casa Bianca?
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 10:08








