Occhiuto (Forza Italia): "Lo spazio per i riformisti è dentro il centrodestra"
Il presidente della Calabria: molte sfide vinte da noi possono valere per il Paese "Renzi? Invita gente in una casa che non ha. E Vannacci non avrà mai spazio".

Catanzaro, 11 ottobre 2026 – Roberto Occhiuto, puntuale per natura (lo sanno tutti in Regione Calabria), telefona un minuto primo dell’orario pattuito. Il governatore della Calabria è in tour con il suo primo libro, ’Il coraggio di governare’, Piemme. Secondo alcuni è il manifesto della nuova Forza Italia che ha in mente lui. Il vicesegretario azzurro, più che altro, ci tiene a chiarire: "Non ho fatto la solita autobiografia...".
Occhiuto, allora cos’è?
"Ci tenevo a fissare alcune idee liberali che a mio avviso renderebbero più forte il centrodestra e più moderno il Paese".
Come le stanno accogliendo?
"A Milano c’era tanta gente".
C’era Marina Berlusconi?
"No, non c’era. Nel partito sono forse quello che la vede meno. Ma ne ho un’altissima considerazione. Quando ci parlo le sento fare riflessioni di buon senso. È forse la più simile al padre".
Lei propone un laboratorio politico che parte da sud. Per molti è una contraddizione.
"La tesi implicita del libro è che se alcune riforme coraggiose hanno funzionato in una regione complicata come la Calabria, possono essere realizzate con successo in tutto il Paese".
A cosa pensa?
"Alla liberalizzazione degli Ncc, ad esempio, o al risanamento della sanità, grazie anche all’assunzione dei medici cubani. Abbiamo dovuto lottare contro ordini e corporazioni, ma i vantaggi sono stati tanti. Credo che in Italia si sia perso il metodo riformatore: è ciò che dobbiamo recuperare".
Il governo pensa anche a una Zes nazionale, ma così le regioni svantaggiate non rischiano di perdere competitività?
"Eppure ci sono aspetti della Zes, come la semplificazione amministrativa, che porterebbero innegabili vantaggi al Paese".
Torniamo in Calabria: Vannacci vi ha strappato il capogruppo, tentando il colpaccio…
"Non c’è riuscito, Forza Italia è rimasto il primo partito".
Ma non ci sarà un’alleanza?
"Non c’è nessuna possibilità di un accordo con Vannacci. È un’ipotesi che non esiste e che sarebbe altamente sbagliata".
Differenze incolmabili?
"La sua presenza ci snaturetrebbe, spingendoci a destra, mentre Meloni è stata brava a costruire un partito della destra europea guardando ai liberali. È lì che dobbiamo continuare a guardare, attraendo il consenso dei riformisti che non si vedono rappresentati da un campo largo sempre più radicale".
Un piano uguale a quello Renzi, che punta ad attirare i vostri elettori nel campo largo.
"Il problema di Renzi è che invita gente in una casa che non ha, visto che non mi pare gli abbiano ancora aperto. Conte chiede a Schlein di garantire per lui...".
C’è sempre il terzo polo.
"Calenda e Marattin sono ottime espressioni del riformismo e mi auguro possano presto affiancare FI nel centrodestra".
Lo si saprà presto: tanto a maggio si vota, no?
"Io non so quando si voterà. Lo deciderà il Capo dello Stato con la presidente del Consiglio".
Lei al suo posto che farebbe?
"Arriverei fino alla fine della legislatura. Dopo quattro anni di buon governo c’è ancora un anno per portare a casa altri risultati. Penso all’abolizione del bollo da estendere a tutte le auto, o alla no tax area per i giovani".

Promuove lo Stabilicum?
"Mi sembra una buona legge in grado di dare stabilità e rappresentatività al Paese. Dopodiché, i voti bisogna prenderli".
Forza Italia compreso. Lei ha fatto autocritica, dicendo che il partito ha perso la sua spinta innovatrice e dovrebbe essere più smart. È l’anti-Tajani?
"Io ho solo cercato di esercitare un ruolo di stimolo che penso di avere come dirigente e vicesegretario. Leggere questa mia azione come una polemica interna è del tutto strumentale. L’impegno di migliorare il partito appartiene a tutti noi".
Quando dice che ci vuole più coraggio a cosa si riferisce?
"Ad esempio a una legge sul fine vita, argomento su cui si è già espressa la Consulta e che non può essere lasciato in mano ai singoli Consigli regionali, con il rischio di creare una legislazione arlecchino su un tema così serio".
Ultimo aggiornamento: Domenica 11 ottobre 2026, 08:37







