Picierno (Spazio pubblico): "Noi e Calenda alternativi ai due poli"
L’ex dem: le coalizioni non hanno più nulla di centro

Roma, 9 ottobre 2026 – Il via libera allo Stabilicum impone una serie di riflessioni politiche e di bilanciamenti fra le forze in campo. Cosa ne pensa Pina Picierno vicepresidente del Parlamento europeo?
"Le leggi elettorali vanno cambiate col consenso più diffuso possibile e per tempo, non a pochi mesi dalle elezioni. È tra gli indici più evidenti del malcostume politico di casa nostra. Sul merito, invece, credo che risolva in maniera del tutto insufficiente il problema degli ultimi due decenni: c’è ancora troppa distanza tra la volontà degli elettori e gli eletti. Gran parte del Parlamento sarà ancora composto da nominati delle segreterie dei partiti".
Spazio pubblico, che lei ha fondato dopo l’uscita dal Pd, riuscirà ad essere l’ago della bilancia?
"Non nasciamo come forza di interposizione tra due parti in conflitto ideologico. Vogliamo offrire agli italiani un’alternativa responsabile alle risse e all’inconcludenza".
E se nessuna coalizione supererà il 42%?
"È una possibilità concreta. Le due coalizioni si presenteranno con assetti confusi e con al proprio interno forze chiaramente votate al populismo spinto, all’identitarismo minoritario come vocazione che man mano hanno ormai assunto centralità. Nessuna delle due avrà la credibilità per affrontare crisi e rischi che avremo di fronte e sono certa che già dentro le urne gli elettori riconosceranno la nostra proposta europeista e riformatrice".
Quindi?
"Non tifo per il pareggio, voglio offrire la possibilità di votare con felicità e convinzione un’opzione politica chiara".
Precisamente, il suo Spazio pubblico che cos’è?
"È un movimento, uno spazio in cui valori, a partire dalla libertà, sono centrali nella costruzione della proposta politica. È uno spazio federativo di tutte le forze vive e produttive della società per una nuova intesa sulla crescita e sull’equità".
E l’accordo con Calenda in che cosa consiste?
"Nell’avere la stessa idea di Italia, di Europa e di mondo. Credo che nessuno, tranne noi, nel panorama politico possa godere di questo privilegio. Vogliamo ricostruire lo spazio vitale per la democrazia".
I moderati di centrodestra sono convinti che andrete con loro.
"I moderati di destra e di sinistra appartengono alla categoria dello spirito. Non parliamo più di centrodestra o centrosinistra, hanno entrambi tolto la parola centro. Fossi in loro mi interrogherei su questo, anziché accampare convinzioni del tutto infondate".
Calenda però si è detto a favore della patrimoniale.
"Affronta un tema decisivo delle democrazie e delle economie occidentali, l’enorme concentrazione di potere finanziario a cui stiamo assistendo. È un macigno per una vera libertà di mercato. Ma bisogna essere efficaci: la patrimoniale è attuabile solo in ambito europeo e non può diventare l’ennesima puntata di Anche i ricchi piangono. Deve servire per rimettere in moto il ceto medio e la produzione".
Come vede il campo largo, fra primarie e federatori?
"Mi sono persa qualche passaggio, ero ferma al fatto che dovevano darsi un programma. Poi se ho capito bene hanno delegato Conte, a partire dal vile abbandono degli ucraini".
Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 ottobre 2026, 07:47







