Asma e allergie nei bambini: 10 consigli per la sicurezza a scuola. Dalla mensa allo sport: cosa fare
Dagli specialisti di FederAsma e Allergie ODVm, il decalogo sulla gestione di farmaci, pasti, attività sportive ed extra-didattiche

Secondo gli ultimi dati epidemiologici, in Italia un bambino su dieci soffre di asma per un totale di circa 260 mila piccoli pazienti. Mentre le allergie in età pediatrica sono in vertiginoso aumento, a partire da quelle alimentari che hanno fatto registrare un incremento del +34% nell’ultimo decennio.
Alla luce di questi numeri, ecco crescere anche l’esigenza di una maggiore attenzione a livello scolastico per questi alunni più “a rischio” degli altri, ma che devono poter essere come gli altri. “Da oltre trent’anni lavoriamo perché questi bambini possano frequentare la scuola con serenità, partecipando alla mensa, allo sport, alle gite e a ogni momento della vita scolastica senza che la loro patologia diventi causa di paura o di esclusione. Informazione, prevenzione e organizzazione possono fare la differenza, costruendo una vera alleanza tra famiglia, scuola e professionisti sanitari», è l’invito di Mario Picozza, presidente di FederAsma e Allergie ODV.
Più sicurezza per una vita più normale possibile
“La scuola è uno dei luoghi nei quali bambini e ragazzi trascorrono una parte rilevante della loro giornata e deve essere preparata ad accogliere anche chi convive con una patologia allergica o respiratoria”, osserva il professor Gian Luigi Marseglia, presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP). “La conoscenza della condizione del bambino, un piano terapeutico individuale aggiornato e la capacità di riconoscere tempestivamente i sintomi sono elementi fondamentali. Il nostro obiettivo deve essere duplice: aumentare la sicurezza e, nello stesso tempo, consentire al bambino di condurre una vita scolastica il più possibile normale, partecipando alle attività insieme ai propri coetanei”.
Per un anno scolastico all’insegna di quanto sopra, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico FederAsma e Allergie ODV e SIAIP hanno allora stilato un decalogo rivolto tanto alle famiglie quanto a insegnanti e operatori. Eccolo.
Dieci attenzioni che fanno la differenza
1. Informare la scuola. La scuola deve essere messa a conoscenza della presenza di asma, allergie o altre manifestazioni cliniche su base allergica. È importante fornire la documentazione medica richiesta e mantenerla aggiornata.
2. Consegnare un piano terapeutico aggiornato. Le indicazioni del medico devono specificare i farmaci prescritti e le modalità da seguire in caso di crisi asmatica o reazione allergica. Il piano deve essere chiaro, aggiornato e accessibile secondo le procedure della scuola.
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3. Verificare la disponibilità dei farmaci prescritti. All’inizio dell’anno è opportuno controllare farmaci e dispositivi necessari, verificarne la scadenza e assicurarsi che possano essere disponibili al bambino secondo quanto previsto dal piano terapeutico e dalle procedure applicabili.
4. Conoscere le procedure per la somministrazione dei farmaci a scuola. Le famiglie dei bambini che necessitano della somministrazione di farmaci durante l’orario scolastico devono informarsi sulle procedure previste e sui protocolli applicabili nel proprio territorio.
5. In caso di rischio di anafilassi, controllare l’adrenalina autoiniettabile, quando prescritta. È fondamentale verificarne periodicamente disponibilità e scadenza e condividere con la scuola le indicazioni previste dal piano individuale.
6. Prestare particolare attenzione alla mensa. L’allergia alimentare diagnosticata deve essere adeguatamente comunicata e il regime alimentare prescritto deve essere rispettato. L’attenzione non riguarda soltanto il pasto, ma anche merende, feste e altre occasioni in cui può essere presente del cibo.
7. Conoscere e ridurre i fattori scatenanti evitabili. Allergeni e sostanze irritanti possono rappresentare un problema per bambini e ragazzi sensibili. Ridurne, quando possibile, la presenza negli ambienti frequentati significa contribuire alla prevenzione dei sintomi.
8. Non rinunciare automaticamente allo sport. Il bambino con asma deve essere incoraggiato, quando le sue condizioni e le indicazioni mediche lo consentono, a partecipare all’attività fisica insieme ai compagni. Se indicato dal medico curante effettuare premedicazione prima dell’inizio dell’attività fisica. Se durante lo sport compaiono disturbi respiratori, l’attività deve essere interrotta e la situazione gestita secondo le indicazioni ricevute.
9. Pensare anche a gite, uscite e attività extrascolastiche. La prevenzione non finisce fuori dal cancello della scuola. Prima di una gita è importante verificare che i farmaci prescritti necessari accompagnino il bambino e che chi lo segue disponga delle informazioni previste.
10. Evitare che la patologia diventi motivo di isolamento. Un bambino con asma o allergie deve poter partecipare alla vita della classe. Insegnanti, personale scolastico e compagni possono contribuire a creare un ambiente in cui la malattia non diventi motivo di esclusione o stigma.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 settembre 2026, 17:35


