Bikram Yoga, la pratica hot amata dai vip: ecco benefici e controindicazioni
L’hot yoga conquista tutti, da Lady Gaga ad Asia Argento, e si impone come il lato più estremo (e caldo) del benessere contemporaneo

Aprire la porta di una sala Bikram yoga significa entrare in un piccolo forno controllato. Il termometro segna 40 gradi, l’aria è densa, il sudore arriva prima ancora della prima posizione. Eppure, è proprio lì che migliaia di praticanti cercano equilibrio, forza e una sorta di reset psicofisico che il fitness tradizionale raramente promette con la stessa enfasi. Dietro questa pratica, conosciuta anche come hot yoga, c’è una sequenza rigida, un metodo codificato e una filosofia che divide: amata da chi la considera rigenerante, criticata da chi la giudica estrema. Scopriamo come funziona.
Cos’è il Bikram Yoga
Il Bikram yoga, oggi comunemente associato alla definizione di "hot yoga", è una disciplina strutturata intorno a una sequenza fissa di esercizi svolti in ambiente fortemente riscaldato. L’origine si lega a Bikram Choudhury, che negli anni 70 ha codificato un sistema basato su 26 posture e due esercizi di respirazione. L’idea alla base è semplice e radicale: il calore favorirebbe la flessibilità muscolare e una maggiore intensità della pratica, portando il corpo a una sudorazione abbondante e, secondo i sostenitori, a una sensazione di “pulizia” interna.
Come funziona una lezione
Una sessione di Bikram yoga dura in media 90 minuti e si svolge in una stanza riscaldata a circa 40°Ccon un’umidità del 40%. La pratica segue una sequenza fissa composta da 26 posizioni (asana) e 2 esercizi di respirazione (pranayama), eseguiti sempre nello stesso ordine. Si parte con le tecniche di respirazione per poi entrare nella sequenza vera e propria, che alterna posture in piedi e sedute. La struttura rigida è uno degli elementi distintivi della disciplina: non è prevista improvvisazione e ogni lezione segue lo stesso schema.
Le posizioni di Bikram Yoga
Le asana sono in tutto 26. La pratica si apre con esercizi di respirazione (pranayama) e prosegue con una sequenza fissa in cui ogni postura prepara la successiva, costruendo un lavoro progressivo su stabilità e resistenza. La serie si sviluppa in due fasi principali.
La prima parte, in piedi, include posizioni come Ardha Chandrasana con Pada Hastasana (mezza luna con mani ai piedi), Utkatasana (posizione della sedia) e Garurasana (posizione dell’aquila), insieme a sequenze come Trikonasana (triangolo) e Dandayamana Janusirasana (fronte al ginocchio in piedi). In questa fase il lavoro è concentrato su equilibrio, attivazione muscolare e controllo posturale, in condizioni di forte calore che amplifica la percezione dello sforzo.
La seconda parte si svolge a terra e comprende posizioni come Bhujangasana (cobra), Salabhasana (locusta), Dhanurasana (arco) e Ustrasana (cammello), fino a tecniche di chiusura come Savasana (rilassamento) e Kapalbhati in Vajrasana (respirazione di fuoco). Qui l’attenzione si sposta sul rafforzamento della colonna vertebrale, sull’apertura del corpo e sulla flessibilità profonda. L’intera sequenza è pensata come un sistema continuo in cui ogni postura prepara la successiva, creando un lavoro progressivo su resistenza, mobilità e concentrazione.
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Benefici dichiarati e percepiti
Chi pratica regolarmente Bikram yoga parla spesso di una sensazione di leggerezza, maggiore elasticità e riduzione dello stress. Tra i benefici più citati ci sono il miglioramento della flessibilità, il rafforzamento muscolare e una percezione di maggiore energia generale. A questo si aggiunge l’aspetto mentale: il calore e la durata della lezione rendono difficile “staccare”, obbligando a una concentrazione continua che molti descrivono come meditativa, anche se non priva di fatica.
Le controindicazioni al Bikram Yoga
Nonostante la popolarità, il Bikram yoga non è una pratica neutra per l’organismo. Le alte temperature possono rappresentare un problema per chi soffre di disturbi cardiovascolari, pressione alta o bassa econdizioni articolari o reumatiche. C’è anche un altro aspetto meno discusso: il calore può alterare la percezione dei limiti del corpo, inducendo a spingersi oltre la reale capacità muscolare. In altre parole, si può credere di essere più flessibili di quanto si sia davvero, aumentando il rischio di sovraccarichi e microtraumi.
Il Bikram Yoga nel mondo dei vip
Lady Gaga è una grande estimatrice del Bikram Yoga, una disciplina che pratica regolarmente da molti anni. Utilizza queste sessioni di yoga ad alte temperature per alleviare spasmi muscolari e dolori articolari, oltre che per favorire il rilassamento e mantenere alta la flessibilità. Anche Asia Argento ha raccontato in diverse occasioni come questa disciplina l’abbia aiutata a ritrovare equilibrio psicofisico e a superare momenti personali difficili, sottolineandone il valore anche sul piano emotivo oltre che fisico. Tra i volti noti c’è anche George Clooney, che ha praticato Bikram yoga per mantenersi in forma e migliorare la flessibilità. L’attore ha inoltre integrato questa disciplina, svolta in ambienti molto caldi, nella preparazione fisica per alcune produzioni cinematografiche impegnative, tra cui il film Gravity, con Sandra Bullock.
Come praticarlo in sicurezza
La regola numero uno è semplice e poco negoziabile: non improvvisare. Il Bikram yoga richiede un ambiente controllato e un insegnante qualificato, proprio per la combinazione tra intensità fisica e condizioni ambientali estreme. I fattori da attenzionare: idratazione costante, attenzione ai segnali del corpoe progressione graduale sono elementi fondamentali. Non si tratta di una disciplina da “prima lezione e via”, ma di un percorso che va costruito nel tempo, soprattutto per chi arriva da altre forme di attività fisica meno intense.
Cosa mangiare prima di Bikram Yoga
Prima di una lezione di Bikram yoga è consigliabile mangiare un pasto leggero, facilmente digeribile e ricco di carboidrati complessi, circa 2-3 ore prima della pratica. Sono da preferire alimenti come frutta, yogurt, cereali o toast leggeri, evitando cibi grassi, pesanti o troppo proteici che potrebbero rallentare la digestione. È importante anche idratarsi bene prima della lezione, senza però esagerare a ridosso dell’inizio per non appesantire lo stomaco.
Ultimo aggiornamento: Domenica 21 giugno 2026, 01:00



