Singapore, le pagelle di Leo Turrini: Leclerc merita di più. Hamilton, troppi errori
Vasseur in ripresa, ma equivoche le strategie nella gestione della gara del pilota inglese

10 VERSTAPPEN. Il gran premio di Singapore era l’unico a mancare nella collezione dei trionfi dell’olandese. Adesso super Max ha colmato la lacuna. Onestamente, è davvero una fortuna per Antonelli che la Red Bull abbia risolto così tardi i suoi problemi tecnici. Da qui alla fine della stagione, l’ex campione del mondo potrebbe benissimo vincerle tutte. Tanto per far capire che il re della velocità rimane sempre lui.
8,5 LECLERC. Lucido e tenace, ci mette molto del suo. Compensando con uno stile di guida aggressivo i limiti della Ferrari rispetto alla macchina dei bibitari. Il secondo posto finale è un grande risultato, sebbene Carletto, come sempre e più di sempre, meriti qualcosa di meglio. Lo avrà mai?
8 ANTONELLI. Taglia il traguardo esausto, dopo aver lottato anche contro la soffocante umidità di Singapore. L’Harry Potter di Bologna fa un altro passo verso la conquista del titolo, meritandosi un podio che alla partenza era tutto tranne che scontato. Ormai è partito il conto alla rovescia. Ciccio Ascari sta per trovare un erede 73 anni dopo.
8 ANTONELLI Senior. Ci sono sempre i saggi consigli del papà dietro le prestazioni accorte del giovanissimo Kimi. Con la pressione che sale a ridosso del grande evento, è fondamentale saper tenere i nervi sotto controllo. Per il ragazzo della Mercedes è una fortuna poter contare sulla rassicurante presenza del genitore.
7,5 LAWSON. Non tutti ci stanno facendo caso, ma grazie a questo neozelandese la macchina di Faenza trova sempre più spesso spazio nella top ten. Il pilota è interessante, sebbene nel clan Red Bull non tutti siano convinti delle sue risorse, visto che si continua a parlare di una sua sostituzione nel 2027. Ma sarebbe un errore.
6 VASSEUR. Il podio per le Ferrari c’è e visto quanto è accaduto durante l’estate non è un risultato da buttare via. Però ci sono stati equivoci nella gestione della gara di Hamilton, fra strategie complesse e comunicazioni radio imperfette. In ogni caso, non sarebbe male riportare la macchina di Maranello davanti a tutti prima che cali sipario su questa stagione.
6 BINOTTO. Fin qui la sua Audi non è stata certo all’altezza delle aspettative, ma è anche giusto ricordare che siamo al primo anno in Formula 1 per il prestigioso marchio tedesco. E a Singapore la scuderia diretta dall’ex capo della Ferrari ha potuto festeggiare un inatteso ottavo posto grazie alla tenacia dell’irriducibile Hulkenberg.
5,5 HAMILTON. Aveva ben altre aspirazioni. Voleva fare un regalo alla compagna Kim Kardashian, presente nel garage della Ferrari. Invece per lui non ha funzionato quasi niente, in un contesto segnato da comunicazioni inadeguate, mettiamola così, con i suoi ingegneri. Il sesto posto finale è una delusione.
4 BIN SULAYEM. A voi pare normale che ormai a metà ottobre ancora non si sappia come e dove si concluderà il campionato del mondo? E meno male che Antonelli ha un vantaggio tale in classifica da ridurre il timore che un’alterazione del calendario possa incidere sul verdetto della stagione. Ma insomma, sarebbe ora di farci sapere se le gare in calendario nel Qatar e Abu Dhabi saranno disputate oppure no…
0 BOTTAS. Affiora ormai il sospetto che sia più bravo come ciclista piuttosto che come pilota di monoposto. Dalla Malesia a Singapore si è spostato in bicicletta, il finlandese, che è un vero maniaco del Gravel. Il problema è che di mestiere dovrebbe cercare di rendere più veloce la Cadillac e francamente non ci sta proprio riuscendo.
0 TOMBAZIS. È l’ex progettista della Ferrari, diventato responsabile tecnico della federazione internazionale. A lui dunque debbono essere ricondotti gli esempi bizzarri, tra Malesia e Singapore, che hanno condizionato la prestazione di tutti i piloti, tra software che non funzionano e altre diavolerie che si trasformano quasi in barzellette ipertecnologiche. Proprio perché è un grande spettacolo, la Formula 1 dovrebbe tutelare meglio la sua credibilità. Cominciando dai vertici.
Ultimo aggiornamento: Domenica 11 ottobre 2026, 17:46

