Bill Gates e l’apocalisse IA: “Può causare un miliardo di morti. Serve subito una legge”
Il fondatore di Microsoft lancia l’allarme sui rischi dell’intelligenza artificiale e chiede agli Stati Uniti di guidare la corsa alle regole: “L’autoregolamentazione non basta”. Ma un accordo globale potrebbe essere più difficile di quelli sulle armi nucleari

Roma, 28 settembre 2026 – Un miliardo di morti. È lo scenario estremo evocato da Bill Gates per spiegare perché, secondo lui, l'intelligenza artificiale non possa essere lasciata soltanto nelle mani delle aziende che la sviluppano. Ma cosa ha detto davvero il fondatore di Microsoft? E perché ha evocato uno scenario apocalittico simile? Procediamo con ordine.
Cosa ha detto Bill Gates sull’IA
Iniziamo col dire che, intervenendo a “Meet the Press” della Nbc, il cofondatore di Microsoft ha messo in guardia dalle possibili conseguenze dell'utilizzo delle tecnologie più avanzate da parte di soggetti malintenzionati. “L'IA è certamente abbastanza potente da innescare eventi che causano un miliardo di morti”, ha affermato Gates. Il pericolo, nella sua analisi, non deriverebbe necessariamente da una macchina che decide autonomamente di ribellarsi all'uomo, scenario caro alla fantascienza, bensì dall'incontro tra capacità tecnologiche sempre più potenti e persone intenzionate a utilizzarle per scopi distruttivi.

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“L'autoregolamentazione non basta”
Da qui la richiesta rivolta direttamente a Washington. Per Gates non è sufficiente affidarsi alle regole interne delle grandi società tecnologiche: “Nessuno pensa che l'autoregolamentazione basti. Quindi è necessario che a Washington venga approvata una legge”. Gli Stati Uniti, secondo il miliardario dovrebbero assumere la guida nella costruzione di un sistema di controllo capace di accompagnare la crescita dell'IA senza bloccarne le opportunità.
Ma il problema supera inevitabilmente i confini americani. Algoritmi e modelli possono essere sviluppati e utilizzati praticamente ovunque. Per questo diventerebbe necessario anche un coordinamento internazionale.
Accordo più difficile delle armi nucleari?
Ed è proprio qui che Gates individua l'ostacolo maggiore. Trovare un accordo globale sull'intelligenza artificiale potrebbe essere addirittura “più difficile” rispetto ai negoziati condotti durante la Guerra Fredda per limitare gli arsenali nucleari. Il paragone è pesante. Le armi atomiche richiedono infrastrutture, materiali e apparati industriali difficili da nascondere. L'IA, invece, è una tecnologia molto più diffusa, accessibile e in rapidissima evoluzione. Ma in fondo, se l’IA fosse davvero in grado di procurare un miliardo di morti, il paragone, per quanto provocatorio, non sarebbe poi così campato per aria. Ad ogni modo, le parole di Gates aprono una questione destinata a diventare sempre più urgente: se l'intelligenza artificiale può raggiungere una capacità distruttiva paragonabile a quella delle armi più potenti mai costruite, chi controllerà chi la controlla?
Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 settembre 2026, 11:28









