Trump blocca Microsoft: “Licenzia americani per assumere stranieri a basso costo”
La Casa Bianca sospende il colosso tecnologico dal programma per ottenere la residenza permanente negli USA. Nel mirino anche Adobe e altre sei multinazionali. JD Vance denuncia presunte frodi e attacca il sistema dei visti

Terremoto nella Silicon Valley. L'amministrazione Trumpha sospeso Microsoft dal programma federale che consente alle aziende di sponsorizzare le richieste di green card, il permesso di residenza permanente negli Stati Uniti. L'accusa è pesante: utilizzare lavoratori stranieri per sostituire dipendenti americani, riducendo i costi del personale. Cosa sappiamo.
JD Vance attacca Microsoft
A puntare il dito contro il colosso fondato da Bill Gates è il vicepresidente JD Vance. Secondo i dati da lui citati, Microsoft avrebbe licenziato circa 6 mila lavoratori americani nell'ultimo anno, beneficiando contemporaneamente di oltre 6 mila visti H-1B (vale a dire permessi di lavoro temporanei concessi dagli Stati Uniti a cittadini stranieri altamente qualificati) e quasi 3 mila green card. “Non possiamo permettere che i lavoratori americani vengano sostituiti da manodopera straniera”, è il messaggio lanciato dalla Casa Bianca.
Come funziona il trucco degli annunci fantasma
Vance denuncia anche un presunto meccanismo fraudolento. Alcune aziende pubblicherebbero offerte di lavoro su giornali locali poco conosciuti, ottenendo pochissime candidature. Potrebbero così sostenere di non aver trovato personale americano qualificato e giustificare l'assunzione di stranieri. Il governo ha quindi bloccato l'accesso al programma PERM anche ad Adobe, Cognizant, Infosys, Tata Consultancy Services, Wipro, HCL Technologies e Capgemini. Le accuse restano tuttavia da accertare.
Microsoft respinge le accuse
Il colosso fondato da Gates contesta la ricostruzione. Secondo Microsoft, l'80% delle richieste di visto H-1B riguarda dipendenti già assunti, mentre le nuove assunzioni rappresenterebbero appena l'1% della forza lavoro americana. L'azienda sostiene inoltre di garantire ai lavoratori stranieri retribuzioni equivalenti a quelle dei colleghi statunitensi. La stretta arriva proprio mentre Trump premia l'amministratore delegato Satya Nadella con la National Medal of Technology and Innovation. Un paradosso che fotografa tutte le contraddizioni del rapporto tra Washington e Big Tech. Intanto finiscono sotto indagine anche nove università, tra cui Harvard, Yale e Stanford, accusate di possibili abusi dei programmi di visto per ricercatori stranieri.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 ottobre 2026, 13:10






