Caso Resinovich, l’avvocato Gentile: “Ecco le domande che vorrei fare ai periti”
Sabato 10 ottobre in Procura a Trieste sono stati consegnati gli esami su abiti, coltelli, sacchi. Il presidente nazionale dell’associazione Penelope che assiste Sergio, fratello di Lilly: “I tempi della giustizia poco rapportati alle condizioni di chi fa parte a qualsiasi titolo della vicenda”

Trieste, 12 ottobre 2026 – L’ultima perizia sul caso Resinovich è stata consegnata sabato 10 ottobre, quarta proroga con un anticipo di due giorni sull’ultima richiesta. L”elaborato peritale” è stato richiesto dalla procura di Trieste per fare luce sulla morte della 63enne, il giallo del parco. Dai cordini agli abiti ai coltelli: tutto è stato passato al setaccio in un’inchiesta che era stata aperta il 22 dicembre 2021 contro ignoti, oggi si procede per omicidio, unico indagato il marito di Lilly, Sebastiano Visintin, 77 anni. Primo tempo: ipotesi suicidio. Secondo tempo, con riesumazione del cadavere e seconda autopsia svolta da Cristina Cattaneo: ipotesi omicidio.
Nel frattempo sono cambiati procuratore, pm, gip, investigatori. La pensionata della Regione Friuli Venezia Giulia era scomparsa il 14 dicembre 2021 dalla sua casa di via Verrocchio ed era stata ritrovata cadavere il 5 gennaio 2022, nel parco dell’ex manicomio.

Nicodemo Gentile, avvocato che assiste il fratello di Liliana, Sergio: che cosa si aspetta dalla perizia?
“Naturalmente ci attendiamo che si possa far luce su quello che è successo. Siamo in attesa”.
Quali sono ora i tempi e le prossime scadenze?
“Il 30 ottobre è prevista l’udienza, tutte le parti potranno rivolgere domande ai periti”.
E quali interrogativi ha in mente?
“C’è sicuramente molta attesa sulla parte delle fibre, sugli esami degli abiti, sui guanti. E bisogna capire meglio anche il ritrovamento dello zirconio sotto le suole delle scarpe di Lilly”.
Il materiale rimanda all’attività di affilatura dei coltelli di Visintin. Ma Liliana era la moglie. Non è normale trovarlo?
“Dipende. Bisogna vedere, ad esempio, per quanto tempo può durare questa sostanza”.
Lei ha sempre ripetuto: è stato un delitto di prossimità. Quali sono a suo parere i confini di questa prossimità?
“Fanno riferimento a una stretta rete di relazioni di Lilly. Che non è stata sequestrata. L’evento non è attribuibile a un rapinatore o a un criminale di strada. Sicuramente non è stata trascinata, lei è salita di sua volontà su qualche auto”.
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L’ultima immagine di Lilly è stata registrata da una telecamera in via Gioberti.
“Può essere salita in auto con qualcuno anche sulla strada per il negozio di telefonia”. (Sterpin aveva parlato di quella commissione, Lilly prima di sparire lo avrebbe avvisato del ritardo sul loro appuntamento).
Ad oggi, dopo anni di indagini, non esiste una data certa sulla morte, la consulenza Cattaneo ipotizza il 14 dicembre 2021, lo stesso giorno della scomparsa.
“E quella è sicuramente la data più razionale. Ma non può esistere certezza su un cadavere ritrovato dopo ventidue giorni”.
Sulle tre settimane tra la scomparsa e il ritrovamento però i pareri restano discordanti. Noemi Procopio, consulente di Visintin, sta conducendo esperimenti in America sul congelamento.
“Non conosco quegli studi ma certamente il punto delle tre settimane nel bosco resta tra quelli da approfondire”.
Il primo procuratore aveva chiesto l’archiviazione poi negata dal gip, a giugno 2023.
“Quella del suicidio è una barzelletta, archeologia”.
Lei ha criticato i tempi lunghi della giustizia.
“Perché sono anche poco rapportati alle condizioni personali di chi fa parte a qualsiasi titolo di questa storia”.
Sono morti nel frattempo un’amica di Lilly, Claudio Sterpin e il primo medico legale, Fulvio Costantinides.
“Per questo abbiamo appena richiesto l’incidente probatorio per Silvia Radin, la cugina di Liliana”.
Che ha 74 anni, Visintin 77.
“I tempi della giustizia devono essere veloci, anche nell’interesse dell’indagato. Che ha diritto ad avere scadenze ragionevoli”.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 09:28








