L’annuncio all’Angelus della malattia del Papa: "Una scelta trasparente per prevenire i corvi"
Lo storico Menozzi: “Ben gestiti i rapporti con la Curia” anche se “Cardinali, vescovi e monsignori di Curia romana sono stati presi letteralmente in contropiede” dall’annuncio del papa

Roma, 13 ottobre 2026 – In Vaticano non è ancora piena realtà "la pace disarmata e disarmante" predicata dal Papa che a sorpresa ha scelto di annunciare in prima persona all’Angelus la notizia della sua malattia e dell’intervento a cui dovrà sottoporsi. Cardinali, vescovi e monsignori di Curia romana sono stati presi letteralmente in contropiede. In particolare il Dicastero vaticano per la comunicazione che dovrebbe gestire la circolazione all’esterno di documenti e accadimenti relativi al Pontefice e alla Santa Sede.
"Sappiamo che Leone XIV ha cercato di sanare gli screzi tra papato e Curia che si erano manifestati durante il governo di Francesco – mette il dito nella piaga Daniele Menozzi, docente emerito di Storia del cristianesimo alla Normale di Pisa –. I risultati apparentemente non sono mancati, ma le ferite non appaiono del tutto rimarginate".
Il mite Prevost sa essere decisionista dentro le mura vaticane, quando uno meno se l’aspetta?
"Si è presentato alla Curia manifestando una piena fiducia sul servizio che essa doveva rendere al Papa. Tuttavia, se giudichiamo dalle nomine compiute, che in larga misura rispecchiano la sua linea, Leone XIV è stato in grado di superare qualsiasi resistenza".
Crede che in questo caso Prevost abbia ritenuto inadeguato il Dicastero per le comunicazioni al punto da diffondere da solo all’esterno una notizia così intima e delicata?
"Evidentemente lo ha considerato non affidabile nel gestire una situazione simile. Su questa valutazione può aver inciso in parte la riorganizzazione interna che il dicastero sta affrontando con un avvicendamento al vertice, dal prefetto Paolo Ruffini alla giornalista statunitense Montserrat Alvarado, già annunciato da tempo e da perfezionarsi l’1 novembre".
È noto però che fughe di notizie e bufale spesso partono da dentro il Vaticano. Il Pontefice ha giocato d’anticipo, non fidandosi fino in fondo?
"La storia vaticana degli ultimi decenni è stata attraversata anche da corvi. È possibile che il Papa abbia voluto evitare di fornire l’occasione per usi distorti di notizie riguardanti la sua salute. Diciamo che il piatto era e resta invitante".
Non pensa che Prevost possa anche aver capito, più di alcuni suoi diretti collaboratori, quanto oggi sia decisiva una comunicazione diretta e franca per risultare credibile come autorità religiosa?
"Il riserbo, la circospezione e persino la segretezza, che a lungo hanno caratterizzato la comunicazione vaticana, appaiono sempre più un ostacolo ad un’efficace presentazione della Chiesa al mondo di oggi, Il free speech in auge negli Stati Uniti fa sì che Leone abbia deciso di accelerare un processo in corso".
Chi può avvantaggiarsi dalla malattia del Pontefice dentro il Vaticano?
"Il rapporto con la Segreteria di Stato sembra aver ritrovato quella sintonia che ai tempi di Francesco era talora apparsa incrinata. Restano altri ambiti del governo della Chiesa universale, in particolare il tema della liturgia, sui quali il silenzio del Papa risulta dettato dalla constatazione di orientamenti conflittuali all’interno della Curia. Con le frange più inclini alla messa tridentina che potrebbero acuire le tensioni in questa fase comunque delicata".
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 09:28







