Cambiamento climatico, che cos’è il peso dell’età e come ha fatto il Cnr a misurarlo
Il ricercatore dell’Istituto per la BioEconomia Teodoro Georgiadis con la collega Letizia Cremonini ha sviluppato un modello per preservare la salute degli anziani più fragili messi di fronte alla minaccia del cambiamento climatico. Ecco i risultati del test. Il ‘prototipo’ Mario: 82 anni, cataratta, diabete e rischio colpo di calore

Roma, 5 ottobre 2026 – Ma come si pesa l’età? E come si pesano vecchiaia e malattie alla prova del cambiamento climatico? Domanda di grande attualità dopo l’estate più rovente di sempre, con la previsione di un El Niño che peserà come mai quest’inverno e i numeri di morti da caldo che ci hanno messo di fronte gli esperti.

Al Cnr di Bologna – Istituto per la BioEconomia - hanno avuto un’idea: hanno sviluppato un modello scientifico che pesa alla lettera quelle condizioni. E fornisce quindi indicazioni importanti per capire come prendersi cura dei più fragili.
Il peso dell’età: l’esperimento del Cnr
Basta tornare alla notte dei ricercatori e a un esperimento condotto da Teodoro Georgiadis e Letizia Cremonini nel programma Carmine, sigla inglese, studio che disegna una città amica degli over 65.
Dunque una 22enne in forma, studentessa di biologia e volontaria, per una notte ha vestito i panni di Mario, il ‘prototipo’ con 60 anni in più. Fornendo indicazioni preziose agli scienziati. Una su tutte: mettersi nei panni di un anziano e sperimentare sulla propria pelle tutte le difficoltà e i rischi.
A questo link le info sul Cnr Istituto per la BioEconomia
“Come avere diciotto chili addosso”
Ma addentrandosi nei dettagli, come si fa a trasformare una 22enne allenata in un ultraottantenne? Spiega Georgiadis: “Abbiamo calcolato il peso di età, caldo e malattie grazie a un modello sviluppato in Istituto. Così abbiamo consegnato alla volontaria uno zaino da 18 chili. Mario, il nostro prototipo, è un 82enne con cataratta, diabete di tipo 2, una riduzione della mobilità e deve raggiungere un mercato a 500 metri da casa perché vive in periferia, non trova più le botteghe di prossimità e deve spostarsi in una giornata con un’ondata di calore, quindi con temperature fra 34 e 36 gradi”. Aiuto.

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Dunque la studentessa ha iniziato il suo percorso con lo zaino, al polso lo strumento per prendere pulsazioni e temperatura, valutando il benessere. “Secondo il nostro modello – chiarisce Georgiadis - una persona in quelle condizioni avrebbe bisogno di fermarsi ogni 150 metri”.
Che cosa ci ha fatto capire l’esperimento
Ma quali sono state le conclusioni? “Intanto abbiamo stimato i tempi di recupero, 3 minuti di riposo per riprendersi, anche se questa è chiaramente un’indicazione generale, se sei anziano davvero è diverso. La volontaria è arrivata a fare la spesa, aggiungendo altri 4 chili di peso. E abbiamo ragionato anche sulla dieta che si deve seguire per mantenersi in salute a quell’età. Qualche collega era perplesso ma io ho aggiunto anche un bicchiere di vino”.
Ma è soprattutto il secondo elemento a pesare, per restare in tema. Chiarisce il ricercatore del Cnr: “Quando è arrivata a destinazione, quindi è tornata a casa dopo aver fatto la spesa, la nostra volontaria era un po’ provata. Il suo commento è stato proprio: ho capito che cosa vuol dire essere anziano. E questo sicuramente è anche il messaggio più importante”.

L’obiettivo dello studio
Perché lo scopo finale dello studio è esattamento quello di “stabilire quante soste debba fare un anziano in un’azione di vita quotidiana, come andare in farmacia o al mercato, senza rischiare lo stress termico e con la possibilità di recuperare in modo fisiologico”.
Che cosa sono i pocket park
Per questo nel progetto del Cnr sono stati previsti i ‘pocket park’, che Georgiadis definisce così: “Piccole aree con ombra, alberi o anche pensiline realizzate bene, con delle sedute ischiatiche immaginate per anziani, che abbiano anche malattie croniche. In altre parole, ti appoggi, non scarichi completamente il peso e non devi fare lo sforzo per rialzarti. I modelli più completi di pocket park sono veri e propri rifugi climatici, con i box bagno e una seduta con barella, strategica in caso d’emergenza”. La sintesi della storia? Alla fine è scritta nel titolo: “Mario uno di noi, se non oggi, domani”.
Ultimo aggiornamento: Martedì 6 ottobre 2026, 13:03








