Zafesova: “L’accordo sul gasolio con Trump? Vittoria politica di Putin”
La giornalista e analista: “Ha acuito il divario Usa-Europa L’intesa con l’America ha un valore economico limitato”

Putin punta su Trump per ottenere quello che non riesce a conquistare sul campo. È il quadro tracciato da Anna Zafesova, giornalista e analista dello spazio post-sovietico, in libreria con Russia, l’impero che non sa morire (Rizzoli).
L’accordo sul gasolio russo con Washington è una vittoria per Putin?
“Economicamente conta poco. La Russia non è mai stata un grande fornitore degli Stati Uniti e le sue raffinerie sono in difficoltà per gli attacchi ucraini. La vittoria è politica: Putin è riuscito a riavvicinare Trump, incrinando la solidarietà occidentale con Kiev. E non sappiamo quali altri accordi ci siano dietro”.
Quanto è cambiato Putin dall’inizio dell’invasione?
“Ha perso la fiducia dei russi e soprattutto delle élite nella sua capacità di vincere e garantire sicurezza. Prima della guerra la Russia non subiva attacchi quotidiani di droni e non aveva carenze di gasolio. Da soluzione ai problemi, Putin sta diventando un problema. Ma il sistema che ha costruito non contempla meccanismi per sostituirlo o imporgli un cambio di rotta”.
Eppure il suo potere sembra inattaccabile.
“La guerra gli ha permesso di trasformare un regime autoritario in una dittatura militare, soffocando anche il dissenso verbale. Lui lo considera un segno di forza, anche se nel lungo periodo potrebbe essere il contrario”.
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Perché Trump è così importante per il Cremlino?
“Putin non riesce a sconfiggere l’Ucraina e l’Europa continua a sostenerla. I tentativi di dividere gli europei non hanno funzionato. Trump resta la sua principale possibilità di chiudere la guerra con qualche vantaggio. Finora la scommessa sugli Usa continua a pagare”.
Il Cremlino è compatto su questa strategia?
“No. Ci sono fazioni che vorrebbero allargare lo scontro all’Europa, anche con la guerra ibrida e minacce ai Paesi baltici. Sono gli ambienti più vicini a Pechino. Semplificando, esistono un’ala filocinese e una filoamericana: paradossalmente, chi cerca un’intesa con Washington è relativamente moderato. Ora Putin probabilmente raddoppierà gli sforzi per conquistare Trump”.
Le elezioni ucraine sarebbero un vantaggio per Mosca?
“Votare sotto le bombe, con milioni di profughi e soldati al fronte, è impossibile. Ma Trump e Putin sottovalutano le possibilità di rielezione di Zelensky. E se perdesse, potrebbe vincere un candidato ancora più irriducibile verso Mosca”.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 ottobre 2026, 09:37









