Maistruk: “Zelensky non molla. L’astuzia dei 60 giorni. Il voltafaccia di Trump può rafforzarlo”
L’analista ucraino: “Le urne? Sa che serve tempo. L’ultimo voltafaccia paradossalmente può rafforzarlo”

Da attore di professione a protagonista della politica ucraina. Vladislav Maistruk, giornalista e analista ucraino, racconta le ultime (e prossime) mosse di Volodymyr Zelensky.
Vladislav Maistruk, come nasce politicamente Volodymyr Zelensky?
“Nasce in tv. Nella serie Servo del popolo interpretava un insegnante diventato presidente, anticipando la propria carriera. Nel 2019 incarnava la speranza di cambiare il Paese, anche con promesse vaghe. Diceva che per fermare la guerra bastava smettere di sparare. Il 73% che lo elesse riuniva elettori diversissimi. Ottenne una maggioranza mai vista”.
Cosa cambia dopo l’invasione?
“Prima del febbraio 2022 i consensi erano in calo. Quando ha deciso di restare a Kiev, rifiutando di mettersi in salvo, è diventato il presidente di tutti. Possiamo criticarlo, prenderlo in giro. Ma quando è attaccato dall’estero ci compattiamo. Non lo idealizziamo, riconosciamo ciò che ha fatto”.
È successo anche dopo lo scontro con Trump alla Casa Bianca?
“Sì. Dopo quell’umiliazione pubblica i consensi sono cresciuti. Gli ucraini l’hanno interpretata come un attacco all’intero Paese. Non spetta al presidente americano decidere chi debba governarci”.
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E l’ultimo voltafaccia di Trump?
“Paradossalmente potrebbe rafforzare Zelensky. Trump è molto impopolare in Ucraina. La riduzione degli aiuti americani ha conseguenze drammatiche, soprattutto sulla difesa antiaerea. Quando scatta l’allarme per un missile balistico restano tre o quattro minuti per ripararsi. E intanto Trump parla positivamente di Putin”.
Zelensky gode del sostegno degli ucraini?
“Il 54% esprime un giudizio favorevole, nonostante gli scandali di corruzione. Ma il 53% non vorrebbe che si ricandidasse. Lui stesso aveva promesso un solo mandato. Non sappiamo cosa farà. Secondo molti analisti è soprattutto il suo entourage a volerne la permanenza al potere. Basta confrontare le fotografie del 2019 con quelle attuali per capire quanto la guerra lo abbia trasformato”.
Ha aperto a nuove elezioni con un cessate il fuoco di 60 giorni. È possibile? O è una mossa per costringere Putin a dire di no?
“Sessanta giorni non basterebbero nemmeno per adeguare le leggi. Seguendo le procedure attuali servirebbe circa un anno e mezzo. Ci sono sei milioni di elettori all’estero, più di un milione di persone sotto le armi, registri da aggiornare e l’impossibilità di condurre una normale campagna elettorale. Zelensky può dichiararsi pronto al voto, ma garantire elezioni democratiche è altra cosa”.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 ottobre 2026, 09:37








