L’analista russo: “Putin vuole la certezza dei territori conquistati, Washington può far passare le sue condizioni negoziali con Kiev”
Anton Barbashin: “Lo zar sfrutta Trump per danneggiare l’Europa. Il premio più importante è un cambiamento della posizione americana sull’Ucraina. Mosca punta al riconoscimento dei territori conquistati”

Roma, 13 ottobre 2026 – Il piano di Putin? Guadagnare influenza su Trump, orientare la politica americana sull’Ucraina e dividere Washington dall’Europa. Anton Barbashin, analista russo e direttore del sito indipendente Riddle Russia, spiega perché l’accordo Usa-Russia sul diesel sia per il Cremlino un’opportunità politica.
In che modo l’accordo aiuta Putin?
"Non credo possa migliorare significativamente l’economia russa. La capacità di raffinazione è in condizioni precarie e non esistono margini per aumentare rapidamente produzione e scorte. Il vero vantaggio è politico: Putin può prolungare i negoziati con Washington, guadagnare tempo e continuare la guerra in Ucraina senza modificare la propria strategia militare".

Le sanzioni occidentali stanno funzionando?
"Sì, in molti settori. La Russia dipende ancora da componenti e tecnologie straniere che non riesce a produrre autonomamente. È un problema che riguarda anche le raffinerie o i data center di Yandex, dove sostituire le attrezzature danneggiate o usurate è diventato molto difficile. Mosca cerca fornitori alternativi, soprattutto in Cina, ma non è una soluzione immediata. Servono tempo, investimenti e adattamenti tecnologici. Inoltre, Pechino non è in grado di fornire tutto il materiale necessario nelle quantità richieste".
Che cosa vuole Putin da Trump?
"Il premio più importante è un cambiamento della posizione americana sull’Ucraina. Mosca punta al riconoscimento dei territori conquistati e vuole che Washington eserciti pressioni su Kiev affinché modifichi le proprie condizioni negoziali. Un primo passo potrebbe essere il ripristino delle relazioni diplomatiche tra Russia e Stati Uniti. Ma Putin vuole anche mettere in difficoltà l’Europa, accentuando le divergenze tra gli alleati occidentali".
Quanto è solida oggi l’economia russa?
"Manca manodopera, le risorse finanziarie sono limitate e la pressione fiscale pesa soprattutto sui privati e sulle piccole e medie imprese. Esistono inoltre enormi differenze regionali: alcuni territori mantengono risultati relativamente positivi, mentre altri attraversano difficoltà gravissime. In diverse regioni periferiche i bilanci sono insufficienti e si accumulano tensioni economiche e sociali che potrebbero diventare pericolose. Non siamo di fronte a un collasso imminente: il sistema rimane stabile, ma si tratta di un equilibrio sempre più precario".
Ci sono possibilità concrete di arrivare a un cessate il fuoco?
"Al momento non vedo le condizioni. La Russia non accetterà una semplice interruzione dei combattimenti senza ottenere concessioni politiche sostanziali".
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 09:25








