La Nato avverte: “Se attaccati, reagiremo”. Il miraggio della tregua energetica
Mosca frena Trump e infierisce sull’Ucraina. Lo scenario internazionale sembra complicarsi ulteriormente

Roma, 13 ottobre 2026 – Sono tutti pronti. A combattere, a difendersi, a ribaltare la realtà. L’annuncio di Trump che, anche lui, è pronto a distendere le sanzioni sul diesel russo, hanno creato un effetto domino nel quale l’unica certezza è che la cessazione del conflitto è lontana e che lo stesso conflitto è destinato a estendersi, se non in termini di guerra convenzionale, di certo con quella ibrida. A capitanare questo esercito alternativo c’è l’ambasciatore della Federazione Russa a Roma, Alexey Paranomov, che in un esercizio che altrove sembrerebbe acrobatico, ma in Italia è la norma, forgia la realtà a gradimento del Cremlino: "C’è un’Italia che si oppone alla guerra contro di noi" ha dichiarato, dimenticando che il Paese è uno dei più permeati dalla propaganda russa.
Poi, però, c’è la guerra (e la vita reale). Quella dove gli Usa, o meglio l’amministrazione Trump, vogliono chiudere un conflitto per convenienza o l’incapacità di risolverlo e dall’altra c’è il mondo che crede ancora nel diritto internazionale e non ci sta. Fra questi, c’è anche la Nato o quel che ne resterà. Il Comandante Supremo della Nato in Europa, Alexus Grynkewich, parlando al Forum per la Sicurezza di Varsavia, ha ribadito quel che ormai il Patto Atlantico dice da tempo, come in un ‘patti chiari, inimicizia lunga’: "La Nato non cerca la guerra con nessuno, ma nessuno scambi il fatto che la Nato è un’alleanza difensiva come una debolezza. Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci, combatteremo".
Messaggio chiaro, sulla carta, non fosse che il presidente Trump cerca di ricucire con la Russia e Mosca ne approfitta per glissare sulla proposta di tregua energetica e pur sul cessate il fuoco chiesto dal presidente Zelensky per andare a elezioni, sapendo entrambi che il Cremlino non cederà mai su questo punto. E che per organizzare le elezioni in Ucraina ci vogliono ben più di 60 giorni. "I contatti sono in corso, non appena avremo qualcosa da comunicare, lo faremo sapere", ha fatto sapere il Cremlino dopo l’annuncio di Trump che la tregua energetica era cosa fatta.
E, come nella commedia delle parti, gli ucraini hanno fatto sapere che non hanno intenzione di fermarsi. E schierano la più lancinante delle armi: il numero dei morti civili. Il presidente ucraino ha dichiarato che, ancora ieri, i bombardamenti di Mosca hanno causato due morti. "I russi – ha scritto Zelensky su X - continuano la loro campagna di terrore contro il nostro popolo, colpendo edifici residenziali e causando vittime. Questa sera (due sere fa, ndr), la Russia ha colpito un grattacielo residenziale a Kiev con un drone Shahed. Al momento si contano due vittime". Puntuale come in una partita a scacchi, dove ogni volta che mi muove una pedina scorre il sangue, è arrivata la replica della Piazza Rossa. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che Mosca non vuole il cessate il fuoco, ma una pace duratura, accusando il presidente Zelensky di essere il principale oppositore alla pace.
E se la Ue ribadisce il suo sostegno a Kiev – approvando ieri la più lunga lista di sanzioni acontro la Russia dall’inizio della guerra, ben 1.646 – e pensa che sia Mosca a dover fare il primo passo, dall’altra parte dell’oceano il presidente Trump, nell’occhio del ciclone (anche per i prezzi dei carburanti negli Usa) e a tre settimane dalle elezioni di Midterm, ha difeso l’accordo con la Russia: "Hanno trovato l’accordo, sapete perché? Perché io ho detto loro ‘siete d’accordo". Trump sostiene di avere fatto "la scelta giusta per gli americani". Peccato che a livello economico e di forniture, per il consumatori Usa non cambierà niente.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 09:22







